I verdi tedeschi e la grande avanzata contro la destra (ed il Governo)

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I Verdi e la vera “scalata” elettorale alla Germania del 2019, contro l’estrema destra e per una Germania ancora più europea.

Allora esiste o no l’avanzata dell’estrema destra anti-migranti – e lateralmente euroscettica – tedesca?

Il giudizio, dopo le votazioni in Baviera di due settimane fa e quelle in Hessen di domenica 28 ottobre, è per ora sospeso.

In Hessen passa dall’11,6% al 13,2%, mentre in Baviera passa dal 12,4% al 10% (risultati su quota proporzionale). Dati che ne confermano il 14-16% nei sondaggi nazionali.
La verità è che dopo il rush del 2016/17, AfD o Alternativa per la Germania (che in Europa è alleata con il M5S), pur rimanendo molto forte nell’Est, pare aver perso la propria inerzia a livello nazionale.

Il motivo è il prosciugamento di quel bacino anti-migranti/euroscettico (di fatto in Germania legato all’avversione verso i paesi debitori come Italia e Grecia) su cui ha costruito la propria fortuna. Questo è testimoniato dai flussi di voto in Baviera, dai quali emerge che il 10% deriva dall’estrema destra e dal lato più estremo della CSU.

La AfD è diventata, a tutti gli effetti, l’alternativa ultra-conservatrice, trumpiana, alla CDU/CSU, ma c’è un altro fenomeno, molto più impetuoso che colpisce non solo il centro-destra, ma anche il centro-sinistra: la crescita di Verdi (Bündnis 90/Die Grünen) e Liberali (FDP).


I risultati dei Verdi

In Hessen:
– Verdi 19,6%, +8,4
– FDP 7,7% +2,7%

In Baviera:
– Verdi 17,5%. +8,9
– FDP 5,1% +1,8 (FW, conservatori liberali regionali 11,6% +2,6%)

Se sul dato nazionale (sondaggi) questo si traduce in una FDP è al 10%, in linea con i dati del 2017, per i Verdi il balzo è enorme. Attualmente sarebbero il secondo partito con il 20/21%, a – 5 dalla CDU. Nel 2017 sono arrivati sesti con un modesto 8,9%.

Risultati che fanno pensare ad un rimpasto, con l’entrata dei Verdi nel governo o a nuove elezioni (difficili).

Più interessante è il messaggio politico. I Verdi guadangano voti dall’ala progressista della SPD, ma anche da quella moderata e “merkeliana” della CDU. La dimostrazione che l’elettorato tedesco richiede un cambiamento, solo che non quello sovranista anti-UE, ma il suo esatto contrario: europeismo, politiche sociali, integrazione e supporto alla stessa.

Non lo dicono solo i tedeschi però, il computo dei voti dice lo stesso del Belgio, dell’Olanda, della Francia, della Spagna, del Portogallo etc. etc.

Siete sempre sicuri che l’Europa che emergerà dalle urne di maggio sia quella sovranista che sperano Di Maio e Salvini?

Pubblicato su Facebook il 28 ottobre 2018


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