Vaticano Sovranista: gli ultraconservatori di Burke con Bannon (più Salvini)

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Roma come base, il Vaticano ultra-tradizionalista come referente, politici accondiscendenti ed un’abbazia come casa: questa è la scuola politica di Bannon in Italia.

In Italia si tende a sottovalutare la figura di Steve Bannon, l’ideologo di Donald Trump inventatosi leader del movimento paneuropeo, populista e nazionalista “The Movement”.

C’è chi lo ritiene finito, ininfluente o, nei migliori dei casi, una figura folkloristica a causa delle sue idee mistiche (tipi il “paladino canuto” che salveranno l’occidente, leggasi USA, dalla distruzione). Quasi fosse una versione USA e meno underground, del “filosofo” di Putin, Dugin.

Eppure, Bannon rimane una presenza ricorrente nei congressi delle forze populiste del continente e, ora come ora, di quelle italiane.

Roma più che Bruxelles, dove ha sede il movimento, sembra esser diventata infatti la sua nuova base operativa. Comprensibile, visto che proprio in Italia, le idee di Bannon sembrano aver trovato terreno fertile sia nei salotti politici che in alcune frange della Curia vaticana.

E non dal 2017, da un po’ di anni a questa parte.

Mettetevi comodi perché si tratta, come sempre quando di mezzo c’è il Vaticano, di una storia complessa, in parte nebbiosa, ma molto, molto interessante.


La Certosa di Trisulti

A 2 ore da Roma, nel territorio di Collepardo, provincia di Frosinone, adagiata sulle colline si trova un’abbazia costruita oltre 800 anni. Si tratta della Certosa di Trisulti, fa parte del Polo Museale del Lazio ed è di proprietà del demanio culturale dello Stato.

Finora l’abbazia è stata popolata da una sola persona, un monaco di 83 anni che si prendeva cura dei suoi tanti gatti. Dopo anni di solitudine, l’anziano religioso ha da qualche mese un “vicino” di casa: Benjamin Harnwell.

Harnwell, inglese, 43 anni, è il Presidente dell’Istituto Dignitats Humane (DHI), una ONG cattolica con base a Roma che ha ottenuto la gestione dell’immensa struttura dal Ministero dei Beni Architettonici e Culturali (MIBACT) a febbraio del 2018.

Un appalto da 100.000 euro l’anno per 19 anni, circa 8000 euro al mese, a cui si aggiungono i costi della manutenzione.

L’obiettivo è di trasformarla in una “scuola di politica nazionalista e populista”.


Reportage dall’Europa


La scuola Bannon

Nonostante gli obiettivi “spirituali” della ONG, il destino della Certosa sarà quello di diventare “una scuola gladiatoria per guerrieri culturali” dove portare avanti il pensiero di Steve Bannon, ispiratore, “maestro” e amico di Harnwell.

Come dichiarato dallo stesso al Washington Post, la Certosa di Trisulti sarà, una volta finiti i lavori nel 2020, la sede della “Accademia per l’Occidente Giudeo-Cristiano”. Essa avrà il compito, continua Harnwell, di formare una nuova generazione di leader politici per portare avanti “la rivolta globale del centro-destra” da Roma a Parigi, da Bruxelles a Washington.

L’Accademia, che aprirà i battenti nel 2019 a Roma, offrirà master in Teologia, Filosofia, Economia e Storia, tutto attraverso la lente del nazional-populismo.

Bannon insegnerà “arti applicate ai nuovi media” in quello che sembra essere la realizzazione fisica di “The Movement”, il gruppo politico dello stesso Bannon al quale aderiscono Matteo Salvini e Giorgia Meloni.


Galassia Sovranista


Contro la UE, contro Bergoglio

Trisulti è, e sarà, il fiore all’occhiello, ma il vero centro di potere è ancora il DHI. Harnwell lo fonda nel 2008 al suo trasferimento in Italia dopo aver lavorato per i Conservatori inglesi all’Europarlamento.

Un luogo, racconta, in cui è arrivato da “europeista progressista”, lasciandolo da euroscettico. Si trasferisce a Roma, impara l’italiano ed entra in contatto con i circoli più conservatori della Chiesa.

Una comunione di amorosi sensi quella fra Harnwell e i tradizionalisti che fin dall’inizio si configura anche come politica. Nasceo così il DHI, un istituto atto a “difendere le fondamenta Giudeo-Cristiane dell’Occidente” in contrapposizione ai think-tank liberal e progressisti (e con uno slogan che mi ricorda l’acronimo del movimento tedesco antislamico e neonazista PEGIDA, coinvolto negli scontri di Chenmitz, NdR).

Sul sito dell’Istituto, per mano dello stesso Harnwell, si legge quali siano i “nemici” della dignità umana:

  • l’aborto “che uccide legalmente milioni di bambini non nati;
  • la “pressione legislativa verso il suicidio assistito degli anziani” atto a “salvare dalla bancarotta l’assistenza universalistica”;
  • il “collettivismo dei governi occidentali contro la proprietà privata e la ricchezza private”, ovvero le tasse.
  • In poche parole, lo Stato liberale, il welfare universale, la redistribuzione della ricchezza.

Sono le parole d’ordine dei tradizionalisti libertari alla Bannon secondo cui l’occidente starebbe agonizzando schiacciato “del secolarismo”, dagli Stati “collettivisti” (alias: tutti quelli che fanno pagare le tasse) e dalla “corruzione del Capitaliamo” (la globalizzazione).

Per Harnwell, come per Bannon, questo si traduce in due nemici: la UE e “il fascismo jihadista islamico”.


Vaticano sovranista

 

Presidente onorario dell’Istituto, il Cardinale Renato Raffaele Martino, primo consigliere, il Cardinale Raymond Leo Burkem Presidente (almeno fino al 2013-2014), l’ex-ciellino e ex-deputato UDC, Luca Volontè.

Fra questi spicca il Cardinale Burke, statunitense, viene dal Wisconsin), patrono del Sovrano Ordine Militaer dei Cavalieri di Malata e considerato il principale oppositore di Papa Francesco e “guida” dei Teocon vaticani al punto di chiedere il reintegro dei lefevriani all’interno della Chiesa romana.

Senza entrare nelle complesse dinamiche del potere vaticano (veramente, è un mondo a parte), per questo articolo basti sapere che quello fra Burke e Bergoglio non è una semplice disputa sulla dottrina ecclesiastica, ma un conflitto politico.

Da una parte Papa Francesco e il suo progetto di riforma della Curia e l’ammodernamento (per i canoni vaticani) della Chiesa. Dall’altra il fondamentalista Burke, contrario all’apertura del dialogo con l’Islam (“per il vero musulmano Allah deve governare il mondo […] la religione islamica che si basa sulla legge del Corano punta a governare nel Paese dove si trovano i musulman […] ci sono enclave, interi quartieri, in Europa dove vige di fatto il regime musulmano”), ad un maggior ruolo delle donne nella Chiesa e all’accoglienza ai Migranti (“da valutare caso per cao”).

I due sono le ultime vedette di un conflitto più ampio che da Giovanni Paolo I arriva a Francesco passando per l’abdicazione di Ratzinger (‘spinta’ dalla stesa Curia tradizionalista).


le brevissime


Burke, la Lega, il Papa

Burke è, sostanzialmente, il principale esponente di quella “Chiesa sovranista e anti-Bergoglio” che non piace solo ai nazional-populisti anglossassoni, ma anche a quelli nostrani, attualmente rappresentanti all’interno della Lega-Noi con Salvini.

Quello che era, un tempo, un partito regionalista, laico e “pagano” (il dio Po, i Celti, etc.) si è, infatti, evoluto negli ultimi anni in un partito tradizionalista cristiano, nazionalista e sovranista. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e braccio destro di Salvini, è considerato un fervente e devoto cattolico. Salvini stesso (più per immagine che per reale convinzione) gira con rosario e vangelo e per il Ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana ha dichiarato “a Papa Bergoglio preferisco il Cardinale Burke”.

Lo stesso Matteo Salvini ha incontrato Burke almeno in tre occasioni dal 2017 al 2018. L’ultima volta a giugno, poco dopo la salita del “Capitano” al Governo: forse proprio a Burke si riferisce il Ministro quando sostiene che “la Chiesa starebbe dalla sua parte”.

Interessante notare che Salvini incontra Burke più di un anno prima di incontrarsi personalmente con Bannon, almeno dalle informazioni in nostro possesso.


Franceschini?

La nostra storia sull’intreccio fra Vaticano, Bannon e Lega potrebbe chiudersi qua, ma c’è ancora  un piccolo pezzo di storia che fa capire come il “Vaticano Sovranista” non coinvolgo solo la destra, ma anche alcune frange cattoliche-centriste.

L’affidamento della Certosa al DHI è avvenuto, infatti, ai tempi del Governo Gentiloni, mediante un concorso indetto dall’allora Ministro Dario Franceschini. La procedura di appalto è stata molto criticata e ha visto l’intervento dello stesso Vaticano e della Regione Lazio in un lungo processo che ha visto la prima gara annullata e poi rifatta e sempre vinta da DHI, nonostante le forti polemiche del territorio per via delle finalità “politiche” dell’Istituto.

Il bando in sé prevedeva l’apertura al pubblico e la valorizzazione dell’abbazia, ma, come sottolinea il Sindaco di Collepardo Mauro Bussiglieri, esso escludeva d’ufficio le associazioni territoriali, quelle che da anni si battono per la conservazione della Certosa.

Allo stato attuale, tali associazioni rimangono ancora escluse.



Il caso Volontè (Bonus Track)

Stando alle parole dello stesso Harnwell, il DHI si reggerebbe su donazioni private fra cui, “nell’affaire Certosa” risulterebbe anche Steve Bannon. Tramite l’Espresso sappiamo però che l’Istituto ricevette quattro anni fa una contribuzione dall’ex-eurodeputato centrista e ciellino Luca Volonté, il quale, nel 2015 figura come “Chairman” dell’Istituto stesso.

Qui si apre un fronte nuovo, certamente sconnesso dal DHI e l’Accademia, ma di cui vale la pena parlare, per dovere di cronaca.

A gennaio 2019, Volonté risulta rinviato a giudizio per l’ipotesi di reato di corruzione, mentre è ancora pendente l’appello della Procura di Milano (qui il link di Radio Radicale) dopo l’assoluzione in primo grado, per l’accusa di riciclaggio all’interno del caso della estone Danske Bank.

Secondo il Consiglio d’Europa, Danske Bank farebbe parte di un sistema di riciclaggio internazionale di circa 200 miliardi di euro di provenienza russa e azera e sui cui, nello specifico su Pilatus Bank, indagava a Malta (avete notato come, prima o poi, appaia sempre Malta?), la giornalista Daphne Caruana Galizia, uccisa da un’autobomba il 16 ottobre 2017.

Tramite Danske Bank, dicono gli inquirenti, sono stati riciclati oltre 3 miliardi di euro, con movimenti bancari che coinvolgerebbe 75 clienti della banca, fra cui, appunto Volontè.

Scrive Angelo Micuzzi su “il Sole 24 Ore”: “l’ex parlamentare avrebbe accettato la promessa di 10 milioni di euro per assicurare il proprio sostegno alle posizioni politiche dell’Azerbaijan […] nel Consiglio d’Europa […] secondo i pm Volontè avrebbe ricevuto 2.390.000 euro provenienti da fondi pubblici o privati dell’Azerbaijan attraverso società e conti bancari offshore.”

Interessante vero?


Per Volonté vige la presunzione di innocenza e, in virtù del garantismo, la nostra storia si conclude qui. Per quanto riguarda noi, proviamo a riassumere e contestualizzare.

Nel 2008, Harnwell fonda il DHI, ONG ultra-tradizionalista dove figura il Cardinale Burke e, come Chairman (almeno nel 13-14), Luca Volonté, UdC, ex-Comunione e Liberazione. Bannon, allora a Breitbart, entrerà in contatto con Burke e il DHI nel 2014. Nello stesso periodo Salvini è da un anno il Segretario della Lega Nord, ha idee ancora “padane” e guida un partito che prenderà il 6% alle Europee.

Nel 2017 Bannon è alla Casa Bianca come consigliere di Trump. Nello stesso anno, Salvini, dopo la svolta sovran-euroscettica, guida un partito al 14% ed incontra per la prima volta il Cardinale Burke.

Nel 2018 Harnwell ottiene la gestione della Certosa di Trisulti dal MIBACT retto da Franceschini (PD, ex Margherita, originariamente DC). Alle elezioni di marzo la Lega va al 17% pochi mesi dopo Bannon fonda a Bruxelles, The Movement di cui la Lega e Fratelli d’Italia sono i primi aderenti. Salvini, ora portatore del “cristianesimi ultratradizionalista e sovranista”, diventa Ministro dell’Interno e, sulla politica migranti, entra in conflitto con il Pontefice supportato, però, dal Cardinale Burke.

Nel 2019 a Roma aprirà l’Accademia dell’Occidente Giudeo-Cristiano di Harnwell/Bannon.

Veramente c’è ancora qualcuno pronto a sostenere che Steve Bannon sia “folkloristico” o “finito”?

Soprattutto, pensate veramente che tutto sia iniziato nel 2018?


Il Caffè e l’Opinione

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