La guerra di Erdogan al “no” – L’Europa ed il suo anno elettorale – Wikileaks dal punto di vista della CIA – il Caffè della Domenica del 16-4-2017

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La “Foto delle Settimana”:  la manifestazione finale del comitato per il “no-hayir” ad Istanbul, Turchia, 15 aprile. Foto: Isabella Gerstern Licenza: CC 4.0

La guerra di Erdoğan contro i “nemici dello stato” che voteranno “no” al referendum costituzionale di domenica 16 aprile. Gli sviluppi dell’anno elettorale 2017 in Francia e Germania fra l’ascesa di Mélenchon e i dubbi tedeschi verso una Grande Coalizione. L’Italia che aspetta un voto ancora non confermato e l’attacco della CIA a WikiLeaks. Questi, e molti altri nostri temi nella settimana de il Caffè e l’Opinione.


Turchia: cronaca di un voto surreale fra parole proibite ed arresti.

Istanbul. Domenica 16 aprile la Turchia va al voto per decidere se approvare o meno gli emendamenti alla costituzione che trasformerebbero il paese in una Repubblica Presidenziale disequilibrata, incentrata sulla figura del presidente a discapito del parlamento

Dopo il fallito colpo di stato ai suoi danni del 15 luglio 2016, Erdoğan è alla sua prova del nove: i cittadini turchi gli concederanno i poteri che richiede? Intanto in città ricoperte di manifesti per il “sì”, dire “no” è diventato un sinonimo di “nemico dello stato”.

Da leggere:

Tutto è possibile tranne il “no”: il referendum costituzionale nella Turchia di Erdogan – il Caffè del 11-4-2017 di Simone Bonzano


La citazione delle settimana:

Avete mai la sensazione che l’unica ragione per cui indiciamo le elezioni è quello di scoprire se i sondaggi avessero ragione?

— Robert Orben, comico

La Francia alle elezioni fra incertezze e populismo

Domenica 23 aprile toccherà alla Francia andare a votare per il primo turno delle presidenziali. Si tratta di elezioni “strane” per un Francia abituata all’alternanza fra gollisti – centrodestra – e socialisti, dove i grandi partiti sono in calo e la scena è monopolizzata da “outsiders“.

Mentre Marine Le Pen scopre che comunque vada, non diventerà Presidente, rimane favorito l’indipendente Emmanuel Macron insidiato, però, dalla crescita a sinistra di Jean-Luc Mélenchon, in bilico per poter entrare – a sorpresa – nel ballottaggio. Dalla sua il voto degli scontenti e del web. Innovativo e radicale, Mélenchon ha conquistato i dibattiti puntando ad una “sesta repubblica” sociale e popolare, anche se per i critici non sarebbe altro che un “Le Pen” di sinistra, populista e sovranista.

Da leggere:

– Speciale Elezioni 2017: Francia, Germania e Italia – il Caffè del 10-4-2017 di Simone Bonzano

– Corea del Nord – La CIA contro WikiLeaks – Lo stallo francese – A Dortmund non sarebbe stata l’ISIS- il Ristretto del 15-4-2017 di Simone Bonzano


Germania e Italia, due modi diversi di vedere la politica.

A settembre, la Germania andrà alle elezioni. Lo scontro è fra i cristiano-democratici della CDU guidata da Angela Merkel ed i socialdemocratici della SPD di Martin Schulz, che intenderebbero andare al governo assieme ai Verdi ed alla Sinistra. Il problema sono i voti ed all’orizzonte aleggia l’ennesima Grande Coalizione per la stabilità di uno dei paesi fondatori dell’Unione.

A settembre, i parlamentari italiani di prima nomina avranno diritto al vitalizio. A settembre, forse, si andrà a votare anticipatamente. Il Movimento 5 Stelle è attualmente in testa tallonato dal PD – in calo – e da un “fantomatico centro-destra unito” fatto di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia ed altri. Nessuno, però, avrà la maggioranza per governare ed il rischio – molto possibile – è di un alleanza sovranista fra M5S e Lega per l’uscita dall’Unione di uno dei suoi fondatori.

Da leggere: 

– Speciale Elezioni 2017: Francia, Germania e Italia – il Caffè del 10-4-2017 di Simone Bonzano


Gran Bretagna: la devolution è il vero problema.

Tony Blair – padre della riforma – l’ha riconosciuto: la devolution britannica – così come è stata applicata – ha portato alla disintegrazione del sentimento di unità nazionale. Lo si vede in questo periodo di trattative fra UE e Regno Unito per la Brexit. La Scozia punta al referendum per l’indipendenza seguiti dai cattolici dell’Irlanda del Nord che puntano alla riunificazione con Dublino.

Sullo sfondo il caso di Gibilterra, al centro delle mire della Spagna. Questi i fronti interni di Theresa May, la quale – quando toccherà votare l’accordo di rottura con l’Unione Europa nel 2019- avrà bisogno dei voti delle regioni e sarà costretta a larghe concessioni d’autonomia ai governi locali: per perdere l’Europa senza perdere il Regno Unito.

Da leggere:

– Scordatevi la Brexit, il problema della Gran Bretagna è la devolution – CO Reloaded del 13-4-2017 di Simone Bonzano

Per ulteriori approfondimenti:

– Brexit: cosa vogliono i partner europei – il Caffè del 31-3-2017 di Simone Bonzano

– Theresa May ed il fronte interno della Brexit – Il Caffè del 6-4-2017 di Simone Bonzano


Il caso WikiLeaks e la denuncia della CIA

Cablegate, Vault 7, mail del comitato elettorale democratico. Dal 2010 ad oggi WikiLeaks sembra aver iniziato la sua battaglia contro gli Stati Uniti tanto da diventare – agli occhi del direttore della CIA, Mike Pompeo – l’equivalente “di un servizio di intelligence ostile” troppo vicino agli interessi – e agli hackers – della Russia.

Mentre Trump sembra allontanarsi dal suo “sostenitore della prima ora” Wladimir Putin, si apre – di nuovo – il caso WikiLeaks. 

NOTA: aspettatevi ulteriori approfondimenti nelle prossime settimane. 

Da leggere:

Corea del Nord – La CIA contro WikiLeaks – Lo stallo francese – A Dortmund non sarebbe stata l’ISIS- il Ristretto del 15-4-2017


In breve:

    Il confine fra Corea del Sud e Corea del Nord.   al centro delle tensioni degli ultimi giorni.   Da una parte gli USA - alleati del governo di Seul - stanchi delle continue provocazioni del regime, il quale, da parte sua, è pronto a leggere il bluff di Washington. Il rischio -  dice la Cina  - è la guerra. Foto:  Dickson Phua  Licenza:  CC 2.0

  Il confine fra Corea del Sud e Corea del Nord.  al centro delle tensioni degli ultimi giorni.  Da una parte gli USA – alleati del governo di Seul – stanchi delle continue provocazioni del regime, il quale, da parte sua, è pronto a leggere il bluff di Washington. Il rischio –  dice la Cina  – è la guerra. Foto:  Dickson Phua  Licenza:  CC 2.0

 Il bus del Borussia Dortmnd danneggiato dalle esplosioni avvenute sulla strada per lo stadio, martedì 11 aprile. Per gli inquirenti tedeschi, le lettere di rivendicazione

Il bus del Borussia Dortmnd danneggiato dalle esplosioni avvenute sulla strada per lo stadio, martedì 11 aprile. Per gli inquirenti tedeschi, le lettere di rivendicazione “jihadista” trovate nelle vicinzanze degli ordigni sarebbero false, probabile la pista neo-nazista. Foto: Maja Hitij/Getty Images News / Getty Images


Scrivo e mi diverto. Filippo Turati non è solo toponomastica, ma uno dei più brillanti politici italiani. Se mi chiedono di dove sono ondeggio fra Torino e Genova, a volte dico che sono nato a Imperia, ma per sbaglio. Fra Berlino e Torino, ricordando Genova. Lettore accanito, gamer per scelta e passione. Battlestar Galactica batte ogni serie televisiva e fra Jordan, Kobe e LeBron io scelgo Magic. Come mi definirei? Un Nerd con un dottorato in Archeologia che ha scelto il giornalismo (per passione).

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