Trump e la strana, ma innegabile, batosta del Midterm – il Caffè Scorretto

trump

Ma Trump, al midterm, ha vinto, perso, pareggiato o cosa? Il punto di vista di Ru e delle sue scorettissime matite.

Bastano i numeri per certificare la sconfitta subita da Donald Trump alle elezioni di Midterm:

  • maggioranza democratica, + 31 seggi alla Camere dei Rappresentanti ed il 51.4% dei voti;
  • 7 stati perduti nella corsa al posto di Governatore dai Repubblicani, fra cui Wisconsin, Michigan ed Illinois, ovvero quella Rust Belt che fu la carta vincente di The Donald solo due anni fa.

“Ma ha vinto al Senato!” dirà qualcuno. Certo, ha preso 12 milioni di voti in meno (i Dem hanno preso il 57% dei voti) e vinto solo grazie al sistema elettorale statunitense che ha permesso ai Repubblicani di vincere in alcuni collegi per poche migliaia di voti.

“Ha confermato la Georgia e la Florida!”, siete sicuri? In Georgia si stanno controllando i voti e se alla fine Brian Kemp (50,3%) dovesse scendere sotto il 50%, i georgiani tornerebbero alle urne a dicembre. Stessa cosa in Florida dove la differenza fra il candidato repubblicano e quello democratico è inferiore alla soglia stabilita per legge.

Nonostante la retorica, Donald Trump è alle strette. Intanto ha già fatto saltare il procuratore generale Jeff Sessions, “reo” di non aver opposto maggiori resistenze alle indagini sul Russiagate del procuratore speciale Mueller. Al suo posto, per ora, un falco, Matthew G. Whitaker, forte oppositore verso l’indagine.

Il primo passo per “imporre” la chiusura delle indagini? Forse, anche se Trump dovrebbe ricordarsi che un atto simile portò alle dimissioni di Nixon.

Che Trump sia nervoso lo si è visto anche alla conferenza stampa post-elezioni, con la revoca delle credenziali al giornalista della CNN Jim Acosta dopo uno duro scambio verbale fra lui e Trump. Irritazione che è continuata contro altri giornalisti a cui, via via, è stato invitato di sedersi o è stata tolta la parola.


Trump e le donne

 

Questo nervosismo deriva soprattutto dal Russiagate, ma soprattutto da una vera sconfitta occultata attraverso i caveat del sistema elettorale.

Una sconfitta che porta i nomi di Deb Haaland, Sharice Davids, le prime native americane elette al congresso in 230 anni. Quelli di Rashida Tlaib, Ilhan Omar, le prime donne musulmane elette al congresso, e di tutte le oltre 100 donne elette al Congresso. Una rivoluzione femminile e progressista fatta di figli di immigrati, minoranza, attivisti sociali nati politicamente sotto Obama e cresciuti all’ombre di Bernie Sanders.

Su tutte, Alexandria Ocasio Cortez, la bandiera di un cambiamento demografico e sociale che è la novità del risultato del MidTerm 2018 statunitense.

29 anni, la donna più giovane mai eletta al Congresso, progressista e socialdemocratica, portoricana di origine, Ocasio Cortez è figlia di quel movimento di rinnovamento dei Democratici iniziato da Obama e continuato da Sanders, diverso, quasi alieno dall’establishment New Dem. moderato e centrista, contro cui Trump ha avuto, relativamente, vita facile.

Sono donne e rappresentanti per cui il Medicaid (la sanità pubblica) è il tema principale, più dell’economia e dei migranti. Un mondo fatto anche del primo Governatore apertamente gay Jared Polis (Colorado) e di un Texas reso competitivo per i Dem dall’avanzata di Beto O’Rourke.

Trump rimarrà al potere e con lui l’America ritorta su se stesse che vorrebbe negare la contemporaneità, ma il futuro, inesorabilmente, lo sta accompagnando alla porta.


Il Caffè e l’Opinione


Condoni di oggi, accuse di Domani

Quanti condoni edilizi ci sono stati in Italia negli ultimi 40 anni? Quattro:

  • 1985 – maggioranza PSI-DC
  • 1994 – maggioranza FI-Lega-AN
  • 2003 – maggioranza FI-Lega-AN

e l’ultimo, quello presente nel DDL per Genova e che contiene “procedure di semplificazione” per la verifica dei condoni già presentati sulle case distrutte dai terremoti di Ischia, Umbria, Abruzzo e Marche. Norme che rimuovono i vincoli ambientali – rifacendosi alla legge del 1985 – o riportano in auge il “Piano Case” di Silvio Berlusconi.

Nel frattempo, causa maltempo, in Italia si torna a morire a causa del dissesto idrogeologico, ma la colpa è “dei vincoli europei”, “dell’Austerity europea”… perché degli italiani che costruiscono abusivamente in terreni a rischio frane, innondazioni o terremoti, non è mai colpa.

Ah, l’ultimo condono arriva da una proposta del MoVimento 5 Stelle, ma è stato votato dall Lega di Salvini, la stessa che votò quelli del 1994 e del 2003.


 


#Bastaimpuniti… forse

Il Governo ha trovato un accordo sul Decreto Anticorruzione, bloccato dalla Lega quando il MoVimento 5 Stelle ed il Ministro Bonafede hanno presentanto l’emendamento che prevede la sospensione della prescrizione dopo il primo grado di giudizio.

Sulla riforma ci sarebbe tanto da dire, per esempio sul fatto che essa non accorcia in nessun modo i tempi della Giustizia in Italia. Eppure la politica, ancora una volta, precede ogni discussione e rende la situazione ridicola.

Dopo vari incontri, Lega e 5 Stelle hanno trovato un accordo: la prescrizione verrà bloccata, ma solo nel 2020 e solo se sarà parte di una riforma complessiva del processo penale. Vale la pena ricordare che qualora tutto questo diventasse realtà, tale norma sarebbe valida solo per i reati commessi dopo l’entrata in vigore della legge. I calcoli stimano che i primi effetti si vedrebbero nel 2024.

Basta impuniti dunque, fra un po’.


Il caffè scorretto

Abruzzese, di Torrevecchia Teatina (CH), Aprile 1993. Mi chiamo Riccardo, mi firmo Ru (inizialmente era RM, ma la mia M è molto arrotondata…ne seguirono le storpiature e, stanco di ripetere che quella fosse una M e non una U, infine ho ceduto…dunque Ru).
Studente di ingegneria delle costruzioni a Pescara, laureato alla triennale. Disegno vignette per abruzzopopolare.com
Ho iniziato a disegnare vignette nel 2008 per giornali locali, successivamente ho continuato approfondendo, grazie agli studi universitari, tecniche nuove e integrate al digitale utilizzando i software più comuni per lo scopo. Provo a fare satira, dico la mia. Credo fermamente nella libertà di espressione e nel rispetto del prossimo.

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