Titalyc: il disastro è appena iniziato, sappiatelo – il Caffè Scorretto

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Il Titalyc è in viaggio da 10 mesi, sovrano e fiero avanza senza perdere un colpo… diritto verso la meta… il disastro.

Abbaimo incominciato in maniera un po’ apocalittica. Esageriamo, non proprio, perché come il ben più noto Titanic, il Titalyc può ancora cambiare rotta e può farlo se prendesse coscienza del pericolo che sta arrivando. I problema è che solo una persona sembra esserne accorto, Tria, mentre chi comanda, Di Maio e Salvini devono tener botta almeno fino a maggio.

Sempre questo benedettissimo maggio in cui tutto dovrebbe cambiare e nulla cambierà (basta leggere la nostra analisi settimanale per capirlo).

Ma l’iceberg dov’è? Si chiama crisi del debito e per Oxford Economics rischia di arrivare nel 2019 per l’Italia, perché i conti, davvero non tornano.

PS: ci piace pensare che il Governo voglia evitare un collasso economico e non usarlo come fake “cigno nero” per provocare l’uscita dall’Euro. Non lo vogliamo proprio pensare, in barba a Borghi.


i conti non tornano

Per una parte di italiani i conti tornano, eccome se lo fanno. Si tratta di coloro che non si sono fidati dei mirabolanti annunci, che hanno letto nelle pieghe dei provvedimenti messi in manovra e chi abbia ascoltato quel 90% di analisti che lo ripetevano: l’Italia è ferma, il debito aumenta e le nuove misure hanno impatto 0 sui conti (quando non negativo).

Poi c’è una parte – sembra che sia la maggioranza – per cui i conti, ora, proprio non tornano. A capo di questa. c’è il Governo Conte al completo, quello che ha approvato il DEF 2019. Il quale non fa altro che certificare quanto detto dalla Commissione Europea a Gennaio: la crescita 2019 sarà dello 0.2%, il deficit sarà al 2.4% e il debito crescerà al 132.8%.

Il Governo, tramite i suoi diarchi Di Maio-Salvini risponde con un sovrano “Me ne frego” e i supporters, fieri, ripetono e aggiungono: “è colpa della crisi mondiale”.

E no, cari miei, perché lo stesso documento dice le seguenti cose:

  • effetto Quota 100 e RdC su occupazione, – 0.2% 2019, -0.2 2020;
  • effetto Quota 100 e RdC su PIL, 0.2% 2019, 0.4% 2020.

Ma c’è l’aumento dei consumi!

E no cari miei perché sempre il DEF dice:

  • effetto Quota 100 e RdC sui consumi (biennio 2019/20): 1.4%;
  • costo complessivo Quota 100 e RdC (biennio 2019/20): 1.4%.

Ovvero effetto zero.

Di sicuro c’è la manina delle crisi globale, ma l’Italia si da una bella zappata sui piedi perché tutto questo porta ad un aumento del Debito con conseguente aumento di spesa per interessi.

Non è finita qui, i dati del DEF sono costruiti su una doppia presunzione:

  • il decreto “sblocca cantieri” che dovrebbe portare ad un 0.1% di PIL in più (senza di esso, quindi è 0.1%);
  • i 18 mld di privatizzazioni che andranno a stabilizzare il debito (e la stima è considerata ultra-ottimistica).

Per il 2020 si aggiunge un’ulteriore assunto:

  • il non aumento dell’IVA, scongiurato a parole, ma ancora non si sa come (perché, come per la Flat Tax, servono COPERTURE, ovvero SOLDI).

Per rimanere sull’IVA, per evitare l’aumento il Governo deve racimolare 2.5% in 2 anni, altrimenti alla recessione aggiungeremo anche quella tassa in più che il Governo spergiura di non voler mettere e questo nonostante il MEF faccia notare che sensa aumento dell’IVA non si riuscirebbero a finanziare le stesse misure “chiave” dell’esecutivo. Per questo Tria ha dichiarato che la decisione è meramente politica e non fiscale.



Titalyc

Mentre i diarchi si dibattono per cercare di rassicurare le masse elettorali – dei cittadini-lavoratori-contributori frega poco – Tria, nel DEF, decide di vuotare il sacco. Sono parole che andrebbero scritte sui muri delle città, visto che per 4 mesi abbiamo assistito, in TV e nei Social, all’aggressione sistematica di chi diceva le stesse cose.

Nel DEF è scritto che il rallentamento è in parte conseguenza degli alti tassi di interesse e l’effetto moltiplicatore delle nuove spese (i MOLTIPLICATORI di Savona) sono molto bassi, pari allo 0.6 nel 2019. Tradotto spendiamo 1 euro per fare 60 centesimi.

Sempre nel DEF è scritto che il Reddito di Cittadinanza avrà effetti negati sui salari perché i percettori di RdC faranno concorrenza agli occupati riducendono il salario (se l’offerta di lavoro non cresce – e lo fa con la produttività – ma aumenta la domanda, calano i salari).

La stessa produttività calerà per effetto dell’immissione nel mondo del lavoro di lavoratori con basse competenze e produttività relativa, sempre in funzione del Reddito.

Buon viaggio sul Titalyc.


La riscossa Marino

Un appello.

Gentile Ministro Danilo Toninelli,

impari l’umiltà e la giurisprudenza, per cortesia. La Cassazione ha annullato la sentenza di appello comminata all’ex-Sindaco di Roma Ignazio Marino per peculato e falso sul caso scontrini. Il fatto non sussiste, Marino non è “andato in giro a pagare cene con la Carta di Credito del comune”, non è che non era reato o lo ha giustidicato. NO, non l’ha proprio fatto. Questo vuol dire che ha alcuna “responsabilità morale” che trascende il caso giudiziario come lei ha cercato di dire a Concita De Gregorio.

Il partito di cui lei un alto-rappresentante (o portavoce) lo ha sistematicamente attaccato al punto di portare le arance in Consiglio Comunale. Ne avete fatto il vostro poster elettorale per la campagna di Virginia Raggi e l’avete usato contro il PD in quella nazionale.

Ignazio Marino merita le sue scuse.

E non nasconderti tu, Orfini, che Marino si merita anche le vostre.



Sovranismi contro

“I rifugiati devono poter fuggire e rimanere nei paesi a loro vicini e non venire in Finlandia”, lo dice il Partito dei Finlandesi (noto, anche, come i Veri Finlandesi) e direi che è l’unico vero punto che accumuna Alternativa per la Germania, Partito dei Finlandesi e il Partito Popolare Danese con la Lega.

Tutti e quattro gli immigrati non li vogliono, soprattutto se sono Musulmani perché sarebbe “d’impaccio all’integrazione” – cit. Governo danese– e perché sono “barbari” – citazioni varie. A parte questo, gli altri punti in comune sono molto labili. I finlandesi non vogliono far parte dell’Unione Europea, ai danesi va bene lo status quo o fore un po’ meno, esattamente come ai tedeschi. Alla Lega? Dipende dai momenti. In politica interna hanno idee le une diverse dagli altri, ma sono sovranisti, quindi ognuno faccia ciò che vuole a casa sua.

Il problema è che questa santa alleanza ha un problema di fondo. Il sovranismo italiano, come nei fatti quello del resto del Sud-Europa, non ama i vincoli di bilancio, quello del nord è, invece, conservatore in materia fiscale. Soprattutto AfD, per cui Angela Merkel sarebbe stata troppo “buona” e “lassista” con Greci e Italiani.

Questo vuol dire che il futuro ENF 2.0 in cui dovrebbero entrare AfD da EFDD e gli altri da ECR, avrebbero una visione non diversa, ma in completo disaccordo, in materie economiche, al punto che, qualora si arrivasse mai ad una procedure di infrazione per debito eccessivo, sarebbe possibile vedere la teutonica AfD votare contro l’italica Lega del Capitano.

Che bel mondo quello dei sovranisti.

 

Le vignette pubblicate sono di Ru, i testi di Simone Bonzano – quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale


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