Dal Torino Film Festival: Tesnota di Kantemir Balagov – il Caffè al Cinema del 23-12-2017

 Ilana (l'esordiente Darya Zhovner), la protagonista di Tesnota di Kantemir Balagov. Foto: Example of Intonation, Lenfilm, tutti i diritti riservati.

Ilana (l’esordiente Darya Zhovner), la protagonista di Tesnota di Kantemir Balagov. Foto: Example of Intonation, Lenfilm, tutti i diritti riservati.

Il sorprendente esordio di un giovanissimo regista russo, Kantemir Balagov, alle prese con una storia sull’affermazione di se stessi a dispetto delle difficoltà e delle ostilità circostanti.

Tesnota (теснота) è l’angustia percepita, il senso di impotenza che si prova quando si ha poca libertà di movimento, la costrizione.

Questo concetto si traduce, nel film di Kantemir Bagalov, nella presenza di restrizioni a vari livelli, di vincoli spaziali e simbolici imposti da condizioni di fatto e dalle regole e convenzioni ufficiose e formali, ma anche nella prossimità di sangue, nelle affinità elettive e nella solidarietà assicurata dai legami simbolici.

Non è lo scenario di un racconto claustrofobico, quanto piuttosto lo sfondo di una microstoria narrata con freddezza e vivacità da un promettente allievo di Alexander N. Sokurov (il giovane esordiente Kantemir Balagov, appunto).

Nella Russia post-sovietica. Nel 1996 la Federazione Russa viveva una fase di grande instabilità politica ed economica, e in molte regioni l’ordine e la sicurezza erano garantiti in maniera approssimativa.

La pellicola si ispira ad un fatto di cronaca avvenuto proprio in quell’anno nella regione caucasica. Qui, dove le componenti culturali ed etnolinguistiche sono assai numerose e varie, un trasloco da un centro ad un altro può cambiare drasticamente le proprie capacità di incidere sulla realtà sociale, o le modalità di partecipazione alla vita della comunità locale.

In condizioni di questo tipo si può sempre finire per essere parte di una minoranza, e addirittura per costituire una minoranza all’interno della minoranza.

 Darya Zhovner), in una scena di Tesnota di Kantemir Balagov. Foto: Example of Intonation, Lenfilm, tutti i diritti riservati.

Darya Zhovner), in una scena di Tesnota di Kantemir Balagov. Foto: Example of Intonation, Lenfilm, tutti i diritti riservati.

Essere minoranza nella minoranza. Accade così che una famiglia di russi ebrei si ritrovi nella città di Nal’čik, della quale – si intuisce – non era originaria. Lì, in un contesto in cui la maggioranza della popolazione è di lingua e cultura cabarda, conduce una vita dignitosa, ma certo non molto agiata.

La famiglia ha quattro componenti, tra cui la figlia ventiquattrenne Ilana, dallo spirito inquieto e ribelle, che lavora nell’officina meccanica di suo padre Avi, il quale vorrebbe convincerla ad accettare un’occupazione meno pesante. Poi c’è la madre Adina, che ha una malcelata predilezione per il figlio David, il quale si appresta a sposare una ragazza locale, anch’ella ebrea.

Eventi drammatici e inattesi sconvolgeranno ancora una volta gli equilibri che la famiglia faticosamente si era costruita, costringendola a rimettere di nuovo in gioco i propri punti di riferimento e a migrare nuovamente.

I quattro rivivono, per l’ennesima volta, l’esperienza di essere minoranza (famiglia di ebrei non di origine locale) all’interno di una minoranza (la comunità ebraica in una città a maggioranza non-ebraica, né russa, essendo prevalentemente abitata da cabardi).

Tale condizione li condanna allo status di perenni paria, a cui spetterà sempre una solidarietà residuale, ma non li priverà mai dell’orgoglio e dell’energia vitale sottesi alle loro scelte coraggiose.

Tesnota è un affresco verista dai bordi sfumati, una narrazione abbastanza piana, ma certo non scarna, tutt’altro. Balagov dimostra una grande capacità di sintesi, sa misurare i dialoghi ed evitare gli eccessi, costruendo con grande saggezza delle sequenze dal grande potenziale espressivo, per quanto a volte penalizzate da una fotografia un po’ troppo televisiva.

Presentato al Torino Film Festival nell’ambito della rassegna Festa Mobile.


Tesnota (Closeness)

Russia 2017

Regia di Kantemir Balagov

Durata 118′

Sito ufficiale

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