Parigi, Berlino e Bruxelles: la strategia e le alleanze di Macron per la riforma dell’Eurozona. il Caffè del 24-5-2017

Nelle ore immediatamente successive alla sua elezione in qualità di Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron è stato portato in trionfo da gran parte dei governi europei. Troppo il sollievo per la vittoria di un convinto europeista contro la populista Marine Le Pen. Una gioia repentina e motivata dall’aver passato mesi a chiedersi: che fine farebbe l’Europa se vincesse Marine?

Rifugiati: la fine dell’utopia tedesca? – il Caffè del 2-3-2017

Per due anni il tema dell’accoglienza agli immigrati in Germania ha diviso l’opinione pubblica. Quella che era l’utopia dello stato accogliente si sta riversando sulla politica in forma di un populismo strisciante che denuncia l’aumento della criminalità e professa la  “guerra all’Islam“. Mentre i dati presentati lunedì dalla polizia federale certificano l’aumento della violenza sui migranti, l’accoglienza ai rifugiati diventa il fulcro della battaglia politica nazionale.

L’attacco della CDU a Schulz, per Schäuble, “il Trump tedesco” – il Caffè del 16-2-2017

Esplode la campagna elettorale in Germania anche se mancano sette mesi alla elezioni, fissate per il 24 settembre. Dopo la rapida scalata della SPD nei sondaggi che minaccia la quarta vittoria di Angela Merkel, la CDU lancia l’offensiva contro il candidato socialdemocratico Martin Schultz: sotto accusa eventuali favoritismi fatti dall’allora Presidente del Parlamento Europeo ai suoi collaboratori.

Il muro dell’Ungheria – La stretta tedesca sui Migranti – Italia e Libia – il Ristretto del 10-2-2017

L’Ungheria pianifica un nuovo muro al confine con la Serbia e la creazione di speciali campi di detenzione per i richiedenti asilo. In Germania l’avvicinarsi delle elezioni porta Angela Merkel a restringere la propria politica di accoglienza e favorire le espulsioni. In Libia guadagna consensi internazionali – anche dall’Italia – Khalifa Haftar, generale ed uomo forte di Tobruk. Infine Russia e Turchia continuano a portare avanti le rispettive offensive in Siria.

Amri, Berlino e gli obiettivi dell’ISIS – l’Opinione del 28-12-2016

 

Anis Amri, il sospetto autore dell’attentato che a Berlino ha tolto la vita a dodici persone il 19 di dicembre, è stato ucciso a Sesto San Giovanni, dopo aver attraversato mezza Europa venerdì 23, in seguito ad una sparatoria con la polizia italiana.

Per la Germania è stata la fine di un incubo, quello che Amri potesse colpire ancora, magari a Natale o a Capodanno. Eppure, per lo stato di diritto – come sottolinea il Die Zeit – questa morte rappresenta uno sconfitta negandoci la possibilità di avere risposte a quelle domande ancora aperte sull’attentato: Ha agito da solo? Stava fuggendo o pianificava altri attentati? Come ha fatto a fuggire?