11 punti per cambiare la Germania e l’Europa: la SPD si presenta alla Merkel – il Ristretto del 9-12-2017

 Foto:  SPD Schleswig-Holstein  Licenza:  CC 2.0

Foto:  SPD Schleswig-Holstein  Licenza: CC 2.0

Da principali sconfitti a vincitori, questa la parabola della SPD di Martin Schulz, che si accinge a presentare alla CDU di Angela Merkel le proprie condizioni per riformare la “Grande Coalizione”.

Angela Merkel e la SPD assieme, come fu nel 2013 e nel 2005, solo che questa volta per la SPD in gioco c’è la sopravvivenza. I socialdemocratici sono infatti reduci dal peggior risultato della propria storia, molto più vicini al 20% che al 30% e più simili ad un partito d’opinione che ad un vero partito popolare.

Forse perché finalmente consci che nella ricerca del consenso più ampio possibile, la SPD abbia perso la propria anima, Schulz si appresta ad andare alla corte della Cancelliera con un obiettivo: ottenere il più possibile, per salvare il partito.

Per farlo, 11 punti per riformare la Germania e l’Europa, che spaziano dalla politica sui migranti al lavoro alla sicurezza sociale. L’intento? Scardinare, come promesso in campagna elettorale, il regime dell’Austerity, a Berlino come a Bruxelles.

Mentre una parte del partito (soprattutto la Jusos, i giovani socialdemocratici) continua ad opporsi alla grande coalizione, vediamo assieme i punti del programma che Schulz presenterà ad Angela Merkel.


Il video: le differenze sociali in Germania.


Europa ed asse franco-tedesco. L’Unione Europea va rafforzata cancellando i paradisi fiscali (vedi Lussemburgo e Malta), elaborando una politica sui migranti comuni e portando avanti l’unione fiscale anche tramite la creazione di un Fondo Monetario Comunitario capace di aiutare i singoli paesi in caso di crisi. Per i socialdemocratici, mai come ora, con la Brexit e la presenza all’Eliseo di Emmanuel Macron, ci sono le possibilità per una riforma.

Lavoro e stipendi. Una riforma salariale che porti alla fine del dumping salariale e all’abbandono del lavoro a tempo determinato come unico modello possibile. Senza ragioni specifiche (progetti o motivazioni economiche certificate), ogni contratto dovrà essere a tempo indeterminato. A questo si aggiungerà l’ampliamento del Mitbestimmung, la partecipazione di sindacati e lavoratori all’amministrazione delle aziende private.

Eguaglianza di genere. Un innalzamento dei contributi alle famiglie, equiparazione degli stipendi femminili a quelli maschili e uguali diritti per entrambi i sessi. Soprattutto, la SPD vuole l’innalzamento degli stipendi in quei settori dove è maggiore la presenza delle donne, come l’assistenza agli anziani.

Educazione e diritto allo studio. Rendere gratuita l’istruzione, dai Nido all’Università includendo anche i diplomi professionali e introducendo la possibilità per il governo centrale di supportare le comunità locali o i Land più poveri per elevare i livelli di studio.

Riforma delle pensioni. Creazione di un nuovo “patto generazionale”, con l’introduzione di una pensione di solidarietà per evitare, per coloro che hanno pagato sempre i contributi sociali, di finire in povertà dopo la pensione.

Riforma sanitaria. Introduzione di un’assicurazione sanitaria pubblica (come la Mutua) a cui contribuiscano anche funzionari e benestanti attualmente assicurati in maniera privata. Un piano molto contestato dalle Assicurazioni sanitarie, ma che rimane fondamentale per la SPD nel quadro del rilancio dello stato sociale.

Investimenti pubblici. Nei prossimi quattro anni, la SPD intende investire per la digitalizzazione dello stato, il miglioramento delle infrastrutture e la creazione di nuova edilizia popolare. Per rendere tale sistema sostenibile, si andrà a tassare di più i redditi alti, abbassando la pressione fiscale sulle altre fasce di reddito.

Frenare la crescita degli affitti. L’edilizia popolare servirà, inoltre, a combattere la crescita degli affitti che dovrà essere supportata da una nuova legge atta ad ampliare i diritti degli affittuari.

Immigrazione e rifugiati. La SPD vuole introdurre una nuova legge sull’immigrazione che faciliti l’immigrazione qualificata e rafforzi il diritto all’asilo per chi fugge da guerre e persecuzioni senza che questo porti ad un tetto degli arrivi come vorrebbe la CDU. Il ricongiungimento familiare non dovrà essere limitato e l’offerta di corsi di integrazione rafforzata ed aumentata.

Sicurezza. Allo scopo di combattere crimine e terrorismo, la SPD propone più fondi per forze di polizia e magistratura.

Ecologia. Come i Verdi, la SDP pianifica di rafforzare l’abbandono dei combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili. Un cambiamento che deve essere supportato dallo stato centrale e non lasciato solamente alle casse dei singoli Land.


In sostanza si tratta di un programma anti-Austerity, volto a sovvertire le pratiche di dumping salariale portate avanti dai governi Merkel e a rilanciare gli investimenti pubblici nel paese approfittando delle continue ottime performance economiche del sistema Germania. Soprattutto un piano che segna, per la SPD, l’abbandono dell’Agenda 2010 voluta da Schröder.

Un programma che, molto probabilmente, uscirà ridimensionato dalle trattative con la CDU, contraria a molti dei punti indicati. Non sarebbe la prima volta all’interno di una Grande Coalizione infatti, che la SPD debba “chinare il capo” ai diktat della CDU. Eppure stavolta i socialdemocratici hanno un vantaggio: avendo già scelto la strada dell’opposizione, non sono loro a dipendere dal governo, ma è la Cancelliera a dipendere dai voti di Martin Schulz.

11 punti per cambiare la Germania, quindi, ma anche 11 punti la cui accettazione potrebbe garantire la sopravvivenza politica di Angela Merkel.

Scrivo e mi diverto. Filippo Turati non è solo toponomastica, ma uno dei più brillanti politici italiani. Se mi chiedono di dove sono ondeggio fra Torino e Genova, a volte dico che sono nato a Imperia, ma per sbaglio. Fra Berlino e Torino, ricordando Genova. Lettore accanito, gamer per scelta e passione. Battlestar Galactica batte ogni serie televisiva e fra Jordan, Kobe e LeBron io scelgo Magic. Come mi definirei? Un Nerd con un dottorato in Archeologia che ha scelto il giornalismo (per passione).

Commenta!

avatar
  Subscribe  
Notificami