Soft Brexit, Turchia e Merkel: che sta succedendo in Europa?

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May sceglie la Soft Brexit ed il suo governo perde pezzi. Ma alla fine, la Brexit, si farà? Intanto Erdogan si prepara al nuovo mandato continuando le ‘purghe’ degli oppositori nella polizia, nell’esercito e nelle Università. In Germania, Angela Merkel si riprende ed ora, a tremare, è Seehofer.

Queste ed altre notizie dalla UE nella nostra rassegna stampa.


Via alla Soft Brexit o al “No Deal”

Venerdì 6, Theresa May, aveva ottenuto il Sì del Parlamento inglese per il suo nuovo piano per la Brexit, o “Soft Brexit”. Questa avverrebbe mediante la creazione di una nuova area di commercio agevolato da crearsi fra Unione Europea e Regno Unito e che preservi, fra l’altro, l’unità dell’isola d’Irlanda. Per ottenerla, Londra accetterebbe quindi le complesse regolamentazioni europee, necessarie per agevolare il libero commercio con i 27 senza passare per i dazi previsti dal WTO.

Un’uscita “diminutiva”, da qui il nome “Soft-Brexit”.

Immediate le critiche. Per gli hard-Brexiters il piano farebbe fin troppe concessioni a Bruxelles. Per i tecnici, più che di Soft Brexit, si tratterebbe di un “incubo burocratico” ben più complesso della permanenza nella UE.  Intanto, in segno di protesta contro la nuova proposta, si è dimesso il Ministro britannico per la Brexit Davis Davis. Al suo posto Dominic Raab, considerato un fedelissimo dei Theresa May.

Poche ore dopo si dimette il “falco” della Brexit, il Ministro degli Esteri Boris Johnson.

La nostra opinione

Il cammino per la Brexit, Soft o Hard che sia, si complica. Mancano 8 mesi all’uscita ufficiale della Gran Bretagna e poco più di 2 alla fine annunciata dei negoziati. A Westminster, intanto, cresce la fronda del “No-Deal” che raggruppa UKIP, DUP (partner di governo) e parte dei Tories.

Il governo sembra essere a rischio, ma il vero ‘Giorno del Giudizio’ si avrà a fine negoziati quando il Parlamento dovrà esprimere il suo “voto significativo” sull’eventuale accordo.

Fondamentale sarà il ruolo del Labour, il cui consenso all’accordo sarà necessario . La Soft-Brexit era al centro del programma elettorale di Jeremy Corbyn, il quale ora critica il piano May per via dello sbilanciamento dello stesso verso la UE, misure che rischiano, dice Corbyn, di indebolire l’industria e i lavoratori inglesi. Il rischio è concreto. Le imprese britanniche si troverebbero a lavorare sotto regolamenti su cui Londra non avrebbe alcun tipo di controllo.

Fra Soft Brexit e No-Deal, però, esiste ancora una terza via. Un secondo referendum post-Brexit, per la riammissione nell’Unione Europea. Questo avverrebbe attraverso l’Articolo 51 del Trattato di Lisbona. A fronte delle difficoltà burocratiche del Governo, quest’ultima eventualità non è da escludere.

Alcune letture:

 


Erdoganistan

Lunedì 9 luglio, Recep Tayyip Erdogan ha iniziato il suo nuovo “primo” mandato da Presidente della Turchia accompagnato da nuovi vasti poteri.

In campagna elettorale, Erdogan aveva annunciato che, una volta rieletto, avrebbe revocato lo “stato di emergenza”. Nel frattempo, l’ultimo atto compiuto sotto il vecchio ordinamento è stato di licenziare 18.000 funzionari statali. Fra questi ci sono 9.000 poliziotti, e centinaia fra militari ed accademici. Nello stesso provvedimento sono stati chiusi 3 giornali ed una televisione.

Salgono così a 130.000 i licenziamenti compiuti dallo Stato turco dal fallito colpo di stato del 2016.

La nostra opinione

Continuano le ‘purghe’ politiche in Turchia compiute con il doppio obiettivo di espellere qualsiasi tipo di opposizione dall’interno delle istituzioni.

Il processo non è molto diverso da quello portato avanti da Mustafa Kemal negli anni 20. A quei tempi, Kemal “laicizzò” lo stato espellendo dalla neonata macchina statale turca ogni religioso o conservatore. Così nacque la Turchia repubblicana, kemalista e occidentale.

Ora assistiamo al processo inverso, quello che sta portando alla nascita di ‘Erdoganistan’.

Alcune letture:

  • la notizia sul Washington Post e Middle East Eye
  • lo strano caso del voto nazionalista turco fra i Curdi, l’ipotesi dei brogli o del voto non libero su Al-Monitor
  • il voto dei rifugiati siriani con asilo e cittadinanza turca ad Erdogan, su Middle East Eye
  • i dubbi sul futuro dell’economia turca sotto il neo-sovranismo politico di Erdogan, su Middle East Eye

La questione migranti in Germania

Austria e Germania potrebbero fare fronte comune sui migranti ‘de-facto’ chiudendo i confini per i migranti secondari.

Intanto, non si spengono in Germania le polemiche sull’ultimatum di Seehofer alla Cancelliera.

Angela Merkel, pur indebolita, è rimasta in sella ed è riuscita a ricompattare la CSU ed il Governo dietro di lei. Lo sconfitto sembra essere proprio Seehofer che, dopo la minacciata rottura, rimane sì al Governo, ma appare isolato sia dalla Cancelliera che da dal proprio partito.

Alcune letture:

  • la difficile posizione di Seehofer su Frankfurter Allgemeine Zeitung
  • “fate i centri di transito”, ma non chiamateli campi, un’editoriale su come la “crisi migranti” viene percepita dalla Germania alla luce della propria storia, su POLITICO Europe
  • “tornate a casa”, la svolta oltranzista dell’Unione Europea verso la formazione di “Fortezza Europa, su POLITICO Europe

Altre letture

  • la crescita di Viktor Orban nel Partito Popolare Europeo ed il possibile ruolo dell’Ungheria nella formazione della prossima Commissione, su POLITICO Europe
  • l’incontro della NATO e le posizioni europee, ovvero come l’aumento delle spese militari da parte dei Paesi dell’Unione Europea sarà legato alla questione dei dazi, su New York Times
  • le elezioni messicane e la prima presidenza di sinistra del paese, su Jacobin

Scrivo e mi diverto. Filippo Turati non è solo toponomastica, ma è stato uno dei più brillanti politici italiani. Se mi dicessero di votare ora, implorerei Odino di darmi il dono della preveggenza. Se mi chiedono di dove sono, sono nato lì, ma ho vissuto anche là e là, e anche laggiù, a volte dico che sono nato a Imperia, ma per sbaglio perchè sono di Genova. Se mi chiedono dove vivo, rispondo: fai tu, ma fra Berlino e Torino.

Lettore accanito, gamer per scelta e passione. Battlestar Galactica batte ogni serie televisiva (Star Trek compresA). Gra Jordan, Kobe e LeBron io scelgo Magic e i Lakers, SEMPRE. Come mi definirei? Un nerd con un dottorato in Archeologia che ha scelto di scrivere per passione.

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