I Signori d’Europa: una confessione – l’Opinione del 21-12-2017

 L'allegro mondo del Gentismo e della politica, nell'illustrazione di Clara Assi. Autore: Clara Assi Licenza: CC 2.0

L’allegro mondo del Gentismo e della politica, nell’illustrazione di Clara Assi. Autore: Clara Assi Licenza: CC 2.0

Quello che segue è puro teatro, un collage dei commenti che, spesso, troviamo sotto i nostri articoli. Prendetelo come uno sfogo, o come una catarsi fra l’autore ed il medium.

Il Caffè e l’Opinione, come ogni giornale che si rispetti o meno, vive sui social. Una condanna dovuta alla contemporaneità, la quale ci espone, spesso, agli strali del peggior gentismo, che poi è un modo molto educato per dire “spararle grosse sul web”.

Talvolta, però, ed questo il caso, questi commenti ci aiutano ad aprire gli occhi o, nel nostro caso, a confessarci, ma ci arriveremo. Il punto è uno: i mali che affliggono il nostro paese – come tanti altri – sono colpa dei Signori d’Europa!

Il male assoluto. Dimenticate, quindi, il gruppo Bilderberg, Davos ed i Rotschild. Scordatevi della crisi economica e finanziaria, delle difficoltà politiche di Bruxelles fra mille veti incrociati. Mettete da parte anche il complotto giudeo-massonico, gli Stati Uniti (quelli che non vogliono la formazione di Eurasia…) e, forse, anche i Rettiliani, perché tutto discende da loro: i “Signori d’Europa”, una setta malvagia che trama nel buio nei palazzi di Bruxelles.

Sono loro che “hanno affossato i popoli europei con l’Euro a vantaggio dei tedeschi” (ma non erano contrari ai tempi dell’unificazione? Forse ricordo male), “quelli che hanno ridotto sul lastrico la Grecia e l’Irlanda” (che poi è una delle economie in più forte ascesa del continente).

Sempre loro – i Signori d’Europa, se non l’aveste capito – “feriscono le identità nazionali”, appiattiscono le mille culture del continente e sono responsabili del processo di “sostituzione etnica” dei popoli europei tramite i migranti. E tutto questo perché? Per “difendere l’Europa che poi è come dire Germania che è un sinonimo di Mafia” (questa è grossa, ma l’hanno scritta veramente).

Ma, soprattutto, “sono loro i carnefici dell’Italia”.

L’Italia che non fu. Chi, se non questi tristi burocrati sono i responsabili della caduta dell’ultimo governo Berlusconi (io la ricordo diversamente, ma, forse, ero distratto) e la salita al potere del “maledetto” Monti (anche qui mi ricordo scene di giubilo, ma, evidentemente, stavo pensando ad altro). Chi se non loro, sono “quelli che ci hanno più guadagnato” dall’affossamento della florida e rigogliosa Italia, quella che insidiava il primato franco-tedesco e che stava raggiungendo accordi importanti con Putin e Gheddafi.

In fondo cosa vi aspettate? Stiamo parlando di autocrati assisi in istituzioni mai elette (e io nel 2014 cosa ho votato alle Europee?) come l’ignobile “ubriacone” Jean-Claude Juncker, l’arcigno Donald Tusk, il perfido Guy Verhofstadt, tutti servi dell’imperatrice, l’algida Angela Merkel delle fredde lande tedesche. Lei e quella corte di Finlandesi, Olandesi, Danesi, “tutti invidiosi del cibo e del sole italico” (ci credete che dopo dieci anni la leggo ancora in rete?).

Di fronte a loro siamo, siamo solo sudditi impotenti, lobotomizzati dai “grandi giornali” che ripubblicano le “veline che arrivano dall’EURSS”: quei falsi dati calcolati con “metodo europeo e non ITALIANO”! Tutta colpa dei giornalisti prezzolati dall’Europa, venduti per due lire e che “dicono tutti le stesse cose” (mai pensato che le notizie siano quelle? No? Ok, era per dire).

Meno male, e li ringrazio perché ne avevo bisogno, che ci sono gli alfieri della “contro-informazione” (che se guardate bene significa “non informare”), paladini del vero pronti a documentare le “balle che arrivano da Bruxelles” grazie alla rete.

Di chi parlo? Sto parlando di chi “condivide se indignato”, di chi “COMMENTA IN STAMPATELLO”. Di chi non crede per principio a nulla e, con fare bonario, ti invita a non credere ai “Signori d’Europa”.  Di chi inneggia a Geert Wilders, o Marine le Pen, quello che parteggiano per le illiberali Polonia o l’Ungheria, stati ordinati e civili, (le cui economie sono foraggiate a botte di miliardi di Euro l’anno proprio dall’Europa) perché “vi sembra democrazia quella dell’Europa?”. Di chi si sente privato della sovranità nazionale (per poi magari essere un localista convinto) e per cui ci vorrebbero “dieci, cento, mille Brexit” (solo per loro, perché anche gli Inglesi ci stanno ripensando).

Parlo di quelli che, e sono tanti, vedono in Putin la più grande speranza contro i mali del mondo globalizzato.

In fondo che male c’è? Putin? “Ma ce ne fossero di più come lui”, un uomo intelligente e capace, un “faro nella notte”, un uomo di pace che vuole “solo creare Eurasia”: quella naturale unione di destini progressivi fra Russia ed Europa mal vista da quei tecnocrati liberisti di Bruxelles.

“Il sovranismo? Ma è chiaro che da soli è meglio! Blindiamoci, tagliamo i rapporti con tutti, torniamo alla Lira!”

Finale. Cari lettori, anche io, come molti di voi, non volevo crederci, ma poi mi hanno aperto gli occhi, ho fatto ricerche e ora gli devo dar ragione: i problemi dell’Italia sono da sempre colpa dei Signori d’Europa.

Recenti inchieste giornalistiche hanno dimostrato come l’arrotondamento dei prezzi in Italia all’entrata in vigore dell’Euro sia stato fatto dai “signori d’Europa” travestiti – per esempio – dal barista del bar vicino al mio dipartimento universitario che arrotondò la Lemonsoda di 27 centesimi, perché “è meglio fare cifra tonda”.

Indagini giudiziarie hanno rivelato che la criminalità organizzata sia al soldo dei Signori d’Europa per far caciara e che i corrotti siano abbindolati da Europei travestiti da “Italiani”. Su YouTube troverete di sicuro le immagini dei cordoni di Europarlamentari (tutti nordici che ci invidiano il sole) fermi sulla Salerno-Reggio Calabria per bloccare i lavori o le prove di come siano sempre loro dietro al collasso dell’Alitalia, delle Ferrovie, del decadimento delle infrastrutture, della siccità, dei rifiuti a Roma, del ritardo dei Trasporti pubblici, delle cavallette!

La lista è veramente lunga e si può facilmente risalire a quando i Signori d’Europa – mimetizzati da Franchi – discesero in Italia per fermare il processo di unificazione ai tempi dei Longobardi, ma preferisco fermarmi, perché è troppo. Ma mi sono tolto un peso e, quindi confesso: sì, siamo pagati dai rettil… Signori d’Europa per passarvi le veline dell’EURSS.

Ora scusatemi, vado a passare il Natale ai Caraibi grazie ai soldi che mi hanno passato per scrivere anche questo articolo.

Buone feste!


Nota

Perché ho scritto questo articolo? Perché a volte serve esagerare per liberare il discorso da strepiti e fan. Discutere se l’Europa sia un bene o un male è un discorso serio, politico.

Come tale può contrappore diverse visioni, ma richiede, alla fine, una risposta democratica, condivisa e discussa. Quanto spesso succede nel Web, su Facebook, su Twitter, ovunque, non è politica anche se avviene in gruppi di politica o portato avanti da “influencer”.

No è puro caos, chiasso. Perché la politica è confronto, non scontro, è dialogo costruttivo per cercare una posizione il più condivisa possibile, come fu durante la Costituente, come dovrebbe sempre essere.

Scrivo e mi diverto. Filippo Turati non è solo toponomastica, ma uno dei più brillanti politici italiani. Se mi chiedono di dove sono ondeggio fra Torino e Genova, a volte dico che sono nato a Imperia, ma per sbaglio. Fra Berlino e Torino, ricordando Genova. Lettore accanito, gamer per scelta e passione. Battlestar Galactica batte ogni serie televisiva e fra Jordan, Kobe e LeBron io scelgo Magic. Come mi definirei? Un Nerd con un dottorato in Archeologia che ha scelto il giornalismo (per passione).

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