La Sardegna ed il cortocircuito di un paese allo sbando – il Caffè Scorretto

sardegna, salvini

In Sardegna vince Salvini, vince anche il PD, per alcuni vince anche il M5S, ma a me sembra che stia solo morendo il paese.

Premettto che ho perso quasi totalmetne la voglia di commentare, in maniera seria, la politica italiana. Siamo un paese allo sbando in cui il 75% delle conversazioni, non parlo di quanto accade nei social perché lì e il delirio, ruota attorno a Fakenews o disinformazione. Pensate sia facile scrivere parlare di una legge a fronte di un interlocutore che, se va bene, ne conosce solo il titolo? O argomentare sulla situazione francese quando ti viene contestatto ogni dato? O, infine, parlare di Economia in un paese che, realmente, non ha la benché minima idea di un bilancio statale ed arriva a dire che Bankitalia è in mano all’azionariato privato?

No, non è facile, è una gran rottura di cog***i, ma lo si fa perché c’è un 25% delle persone che o sa di non sapere e vuole informarsi, o sa e vuole approfondire. Per voi c’è il Caffe e l’Opinione, per tutti gli altri c’è questo Caffè Scorretto che sarà uno sfogo amaro su quello che penso della deriva idiotica di un paese che spero, sogno e imploro che si salvi anche se mi chiedo, razionalmente, se sia possibile e ne valga realmente la pena.


la Sardegna di Salvini

Gli applausi grandinano nella grande sala. Lui, il Capitano Matteo, l’attraversa tutta a passo ampio, svelto fra due ali di folla giubilanti. Sul palco l’attende la tanto agognata statuetta.

Sale i tre gradini mentre gli astanti avvolti negli abiti firmati non danno cenno di volersi fermare e in un rumore tanto assordante quanto uniforme, Matteo artiglia la statuetta, la alza al cielo sorridente si avvicina al podio con passo volitivo avvolto nel giaccone della polizia di Los Angeles. Ringrazia, ferma gli applausi con il piglio deciso del comando e comincia a parlare.

‘Grazie a tutti voi per il sostegno senza il quale non solo non avrei mai vinto in Sardegna!  Soprattutto non ce l’avrei mai fatta a farmi passare per un politico affidabile, fosse solo per quella parte di italiani che tende a eleggere un messia dopo l’altro sperando che li salvi dalla realtà’.

‘Perché questo è quello che sono, il vostro ennesimo idolo nel solco della grande tradizione italica: Renzi, Berlusconi, in qualche modo anche Craxi, politici di cui gli italiani sono diventati prima fan e poi elettori, esattamente come stanno facendo con me’.

‘Tutto questo grazie a voi che coprite il mio autoritarismo, le mie gaffe e la mia campagna elettorale permanente. Per questo grazie, veramente, grazie MoVimento 5 Stelle! E grazie a te Luigi, Danilo, Alessandro, Paola, Chiara, Carlo, anche Elio e tutti voi pentastellati al governo: gli elettori vi guardano e pensano che, fra i due, quello intelligente sia io!’.

‘Diciamolo: Luca [Morisi, responsabile comunicazione di Matteo Salvini, NdR] sarà anche bravo, ma voi fate proprio i miracoli’.



io viaggio e voi pagate

‘Capite amici?’ Anche se non sembra, io sarei il Ministro dell’Interno, ma ne sembro il gestore dei profili social e nessuno dice niente! Mi ringraziano anche!’.

‘A Roma non ci sto mai – sono retaggi del passato – e mi permetto, con i soldi dello Stato, di vagare ramingo per il paese per andare ovunque ci sia un’elezione o una sacca di voti da conquistare. Grazie a Luca [sempre Morisi], poi, commento proprio tutto, da “Amici” alla “Nutella”, dagli eventi di politica estera alle infrastrutture, vado a tifare il Milan e blocco i social per 10 ore a parlare dei telefoni pubblici degli anni 70/80. Lo faccio per voi, fosse mai che vi dimenticaste che esisto’.

‘Su Twitter va in trend la D’Urso, via che commento, si dice qualosa sui migranti? Taaaaac, commentino e via! La domenica scorre noiosa, e via di grigliatone, rigatoni, fetta di pane, selfie, sorrisone, diretta Facebook: sono sempre presente e sempre con un vestitino nuovo che potete commentare!’.

‘Vi faccio anche dimenticare dei 49 milioni e ho talmente tanto potere che vinco ovunque, anche su Rousseau amici!’

‘Pensate amici, parlo anche di economia, quando è chiaro che non so neanche se si mangi con il pecorino o con il parmigiano, e nonostante tutto questo, ancora siete qui ad applaudirmi, a darmi i vostri voti’.

‘Che dire, amici, siete proprio unici! Dai che dopo il Viminale supero anche i Ferragnez!’.


Le balle di Salvini

Matteo Salvini è realmente soltanto l’ultima fase di un processo di decostruzione – e degrado – politico-sociale del paese in cui un ‘influencer’ diventa il leader più amato dagli italiani.

Come per le cucine Scavolini, ‘le più amate dagli italiani’, perché ce lo dicevano i pubblicitari e per noi andava bene, così come ora ci va bene che un leader sia scelto per come si presenta sui social, piuttosto che per quello che è capace a fare.

Infatti mi chiedo, perché se sei di destra dovresti votare Salvini?

Perché ti toglie gli immigrati dalle balle? Falso, il Decreto Sicurezza, togliendo un tipo di protezione non solo a chi deve ancora arrivare, ma a chi è già in Italia e deve rinnovarla, crea solo nuovi clandestini – + 40.000 e in prospettiva +120.000 nonostante il calo dell’80% degli sbarchi, magie di Salvini – a fronte di un calo dei rimpatri al mese rispetto al governo Gentiloni (5000 in quasi 9 mesi).

Perché punta all’immigrazione legale, ma non fa nulla per togliere i blocchi alla stessa imposti dalla Bossi-Fini che rimane il motivo per cui, in Italia, si entra al 90% come clandestini?

Perché combatte le “mafie”? Ma dove? Quali provvedimenti anti-mafia ha adottato un Governo che ancora nega il problema della ‘ndragheta al nord?

Perché pensa al futuro del paese? Magari tramite Quota 100, il provvedimento che incasinerà i conti INPS a tal punto che per i nati fra il 1975 e il 1995 o si emigra o 100 è il numero di anni che avranno quando andranno in pensione?

O tramite l’aumento dell’IVA nel 2020 o la manovra correttiva che Salvini continua a negare, sapendo che non sarà lui a risolverla?

Sì, perché il ‘Capitano’, da brava star di Hollywood, ha già progettato il seguito. Quando arriverà il governo tecnico, ed arriverà per sanare i casini economici di questo paese, lui andrà all’opposizione, inveendo contro tutti (Europa, Poteri Forti, rettiliani galattici) e guadagnando voti perché, come sempre, molti italiani si saranno già dimenticati di chi li portati nel baratro.



La Sardegna del PD

Di analisi sul voto della Sardegna ne ho lette molte – e ne pubblicheremo a breve una a firma di Francesca Matta – e il refrain è sempre lo stesso: il centrodestra a trazione leghista vince, stravince, grandina su tutto e tutti, il M5S affonda e chi non sopporta né Salvini né Di Maio vota – addirittura – il PD.

Meglio ancora: vota qualsiasi cosa sia anche solo lontanamente in contrapposizione a questo Governo e lo fa aggrappandosi all’unica cosa che rimane: le leadership locali visto che al PD manca ancora un congresso, una leadership, una linea politica, un piano per il futuro, forse anche un caffè e un cornetto, il dentifricio e un’idea, anche piccola, di cosa cambiare.

In fondo sono passati solo 363 giorni dalle elezioni politiche, dalle dimissioni del Segretario e dall’inizio del percorso congressuale, mica possiamo aspettarci che il principale partito all’opposizione si sia già riorganizzato!

O sbaglio?


Cortocircuito a 5 Stelle

Intanto, in casa 5 Stelle, siamo arrivati alla totale negazione della realtà, sconfinando nella comicità involontaria o nel teatro dell’assurdo. In Sardegna, dicono i militanti e gli eletti, il MoVimento avrebbe vinto perché:

  • entra in consiglio regionale, prima non c’era;
  • prima non c’era perché non si era candidato;
  • non si può paragonare il 42% preso alle politiche con il 10% preso alle regionali 12 mesi dopo, anche se la gente è la stessa e la regione è la stessa;
  • gli altri sono andati con super-coalizioni, il M5S è andato da solo (e ha preso, come lista, meno delle singole liste di PD, 13%, e Lega, 12%).
  • il MoVimento performa sempre male nelle elezioni locali;
  • aspettiamo le Europee;
  • ora lanciamo la ‘Fase 2‘.

Immagino che a breve diranno:

  • la Sardegna non è Italia;
  • le cavallette!!!
  • non ci capiscono;
  • ci siamo spesi troppo poco;
  • le regionali? Contano nulla.

Vignette di RU, testo di Simone Bonzano


il Caffè scorretto

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