Salvini o come ti aumento il numero dei clandestini per decreto

Salvini

Terra dei Fuochi, migranti e Europa: la terribile e cinica ricerca di Salvini per ogni voto disponibile raccontata dalle matite di RU.

Finora l’equazione estiva su cui è nato il Governo, ovvero Migranti competenza di Salvini e Lavoro compentenza di Di Maio ha funzionato, soprattutto per il Ministro dell’Interno, il cui partito è passato dal 17% al 29% arrivando a sfiorare anche il 31%. Questi erano i patti, ognuno pensava al proprio “pilastro elettorale” uniti dall’attacco all’Europa per arrrivare alla resa dei conti delle Europee e ‘vedere come va’ .

Un atteggiamento spregiudicato da parte di questo governo che Matteo Salvini sa interpretare alla perfezione. Così, mentre si cerca di capitalizzare sullo scontro con Bruxelles (che l’economia comincia a fermarsi e rischiamo di trovarci sotto procedura di infrazione da parte dei nostri partner commerciali, pare fregare poco), ecco che il Ministro dell’Interno rilancia con un decreto degno di Viktor Orban (il Sicurezza) e con un attacco diretto alla Terra dei Fuochi.


Decreto Salvini o decreto clandestini

 

“E come per magia, il giovane Salvini riuscì nel miracolo di aumentare il numero dei clandestini” – “Ma come, proprio lui che li voleva tutti via?” – “Certo figliolo, perché più sono e più sono a spasso senza fare nulla, più la gente lo avrebbe acclamato salvatore della patria”.

Fuori dal sarcasmo questo è il fulcro del Decreto Sicurezza o “Salvini” nella parte riguardante i migranti. Innanzitutto si cancella l’asilo di due anni (rinnovabili) in quaità di”protezione umanitaria”, attualmente attribuito al 25% dei richiedenti asilo. Esso verrà sostituito da “protezione speciale” (un anno), per “calamità naturale nel Paese d’origine” (sei mesi), per “condizione di salute gravi” (un anno) “per atti di particolare valore civile” e “per casi speciali” (vittime di violenza grave o sfruttamento lavorativo).

Per Matteo Villa dell’ISPI, al netto dei nuovi permessi, il Decreto aumenterebbe lo “stock” di irregolari in Italia di 60.000 unità. 27.300 sarebbe nuovi arrivi NON rimpatriati che avevano diritto a questa tipologia di asilo nel vecchio regime più 32.750 migranti già residenti in Italia che diventarebbero, dall’oggi al domani, “clandestini”: come fossero esodati.


Via i diritti!

Il decreto sancisce il ritiro del permesso qualora il migrante si macchi di reati gravi. La lista comprende eversione, terrorismo, spaccio, rapina, estersione, reati sessuali, lesioni (aggravante “sui genitali femminili”, ovvero l’infibulazione) e… la resistenza a pubblico ufficiale, anche senza l’aggravante delle lesioni.

Aspettate, cosa? Basta resistere al fermo – magari anche in assenza di un reale reato – e il migrante perde la protezione?

Seguendo la logica palesemente xenofoba del provvedimento sì, perché i diritti sono un optional e chi arriva in Italia deve avere la testa bassa e non permettersi di “spaventarsi” per un controllo delle FF.OO: perché siamo tutti coscienti che “resistenza a pubblico ufficiale” sia un reato tanto grave quanto il terrorism0, lo spaccio, la violenza sessuale. Come se non bastasse, venire condannati non definitivamente per questi reati per vedersi negare ogni tipo di protezione ed avviare il rimpatrio

E se poi si venisse scagionati? Il decreto è perentorio “un eventuale ricorso non sospenderebbe la validità del diniego”: così, un giorno, in un villaggio sperduto del Senegal o del Niger o, ancora, del Mali, il migrante rimpatriato riceverà conferma della propria innocenza.


Prigionieri

Per concludere l’opera, si ridisegnano il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e per Rifugiati (Sprar) gestiti dai comuni che, col provvedimento, vengono riservati ai titolari di protezione internazionali e minori non accompagnati. Di fatto si cancellano, per decreto, esperienza come Riace o Belluno.

Da qualche parte, però, i migranti li dovrai pur sistemare, ma il buon Salvini ha una soluzione per tutti: la durata massima del trattenimento degli stranieri nei Centri di permanenza per il rimpatrio viene allungata (articolo 2) dagli attuali 90 a 180 giorni, periodo ritenuto necessario all’accertamento dell’identità e della nazionalità del migrante.

Sarà un caso che il Consiglio Superiore della Magistratura abbia dichiarato tali punti come incostituzionali? No, perché anche se i “migranti”, anche grazie ad una comunicazione social in gran parte degna del Ku Klux Klan, vi stessero così tanto antipatici, essi rimangono esseri umani con i nostri stessi diritti.

Parafrasando Salvini, “perché il CSM e la Costituzione non ci candidano con il PD?”


Migranti


Rifiutato

Mentre si devono ancora calmare le acque nel M5S dopo l’approvazione del Decreto Sicurezza (due dei senatori “dissidenti”, De Falco e Fattori, stanno per venire espulsi), Matteo Salvini ha deciso di riaprire il discorso sulle infrastrutture spostando la mira dal nord (dove su TAV, terzo valico e pedemontana, la partita non è chiusa) al sud.

Il nuovo obiettivo sarebbe la Terra dei Fuochi, pilastro ideologico per il voto 5 Stelle nella regione di Fico e Di Maio. Per Salvini la soluzione ai roghi di rifiuti stivati nella regione è una: più inceneritori, quello di Acerra non basta e non serve.

“Così si mette in crisi il governo e si punta alle elezioni”, risponde Di Maio che aggiunge “è la mia regione e non permetterò mai la costruzione di una tecnologia morta”. Della stessa opinione il Ministro dell’Ambiente Costa per cui “ogni qualvolta un rifiuto viene bruciato, lo Stato muore”.

Come finirà? Spoiler: con un nulla di fatto, si tratta di un tentativo di Salvini di accapararsi il voto, sia per le Europee che per eventuali elezioni, pro-FdI e FI del sud. Non a caso già molti amministratori locali (e i loro pacchetti di voti) si sono “convertiti” alla Lega.



Di Battista: il ritorno

Casaleggio Di Maio ha un problema: il MoVimento non riesce a contrastare l’oliatissima comunicazione del leader leghista, oramai lanciato alla conquista del voto grillino nel sud. Servirebbe un cambio di rotta, qualcuno che riporti in auge l’ala movimentista/giacobina del M5S. Un supereroe rivoluzionare, magari rimasto negli ultimi mesi lontano da Roma a oliare il proprio curriculum anti-sistema in Centro America grazie ad un contratto editoriale con Mondadori.

Quell’uomo, per nostra fortuna (?) esiste: si chiama Alessandro Di Battista e sta tornando in Italia. Il suo avvento è previsto per fine anno (coincidenze?) e per prepararci psicologicamente al ritorno del figlio del “fascista più liberale mai conosciuto”, il Caffè Scorretto vi presente la sua prima miniserie: “quando tornerà Dibba”.

 

Disegni di RU, testi di Simone Bonzano


Caffe Scorretto

Abruzzese, di Torrevecchia Teatina (CH), Aprile 1993. Mi chiamo Riccardo, mi firmo Ru (inizialmente era RM, ma la mia M è molto arrotondata…ne seguirono le storpiature e, stanco di ripetere che quella fosse una M e non una U, infine ho ceduto…dunque Ru).
Studente di ingegneria delle costruzioni a Pescara, laureato alla triennale. Disegno vignette per abruzzopopolare.com
Ho iniziato a disegnare vignette nel 2008 per giornali locali, successivamente ho continuato approfondendo, grazie agli studi universitari, tecniche nuove e integrate al digitale utilizzando i software più comuni per lo scopo. Provo a fare satira, dico la mia. Credo fermamente nella libertà di espressione e nel rispetto del prossimo.

Commenta!

avatar
  Subscribe  
Notificami