Salvezza: perché a qualcuno piace guardare dall’altra parte – liberColi

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Salvezza, di Rizzo e Bonaccorso, ci racconta la storia di una nave, del suo equipaggio e del mare dove naviga. Si tratta di Aquarius e sì, si parla di Migranti.

Bello, raffinato, potente. Questo è “Salvezza”, di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso. Una graphic novel che, in realtà, è un resoconto giornalistico in forma di fumetto.

Alla Joe Sacco per intenderci.


“Salvezza”, racconta il viaggio compiuto dai due autori nel 2017 su Aquarius, la nave di SOS Mediterranee e Medici Senza Frontiere. Al centro i rapporti fra i membri dell’equipaggio, le loro motivazioni e, ovviamente, le storie, struggenti, dei migranti salvati in mare.

Non un’opera agiografica, perché Rizzo e Bonaccorso riescono a mescolare il proprio trasporto emotivo di aver partecipato alla missione in prima persona alla capacità di raccontare il contesto politico e storico in cui si svolge questa storia di migranti e dei loro salvatori.

Un esercizio non scontato, vedendo il risultato di altri libri (ed articoli di giornale) che si concentrano su numeri e sospetti, atti giudiziari e complotti, senza mai affrontare, al contrario di “Salvezza”, perché ci siano persone che vadano in mare per salvarne altre.

Un racconto in cui lo stile giornalistico si fonde con il fumetto costruendo un’opera completa, esplicativa, in qualche modo leggera e, certamente, ben riuscita. Un libro da leggere, soprattutto da tutti coloro che si riempiono la bocca sui “trafficanti di esseri umani”, sulle ONG, sulle “invasioni programmate“, ma che non hanno la minima idea di cosa sia realmente il traffico di esseri umani attraverso l’Africa.

Sì perché “Salvezza” mette in luce, attraverso quel medium immediato che è il fumetto, i motivi per cui alcuni governi non vogliano le ONG e i giornalisti nel Mediterraneo.

Perché raccolgono testimonianze di quell’umanità perduta che esiste in Africa, dei morti in mare e degli errori dei governi europei. Storie di esseri umani in fuga da abusi, violenze e vite interrotte che noi derubrichiamo come “migranti e che, come tali, ignoriamo.

Come l’assurdità della Libia, lo stato che non esiste.

Come la sofferenza di quei morti senza nome in mare. Nel nostro mare: il Mediterraneo.


salvezzaSALVEZZA, di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, editore Feltrinelli, link per l’acquisto

Scrivo e mi diverto. Filippo Turati non è solo toponomastica, ma è stato uno dei più brillanti politici italiani. Se mi dicessero di votare ora, implorerei Odino di darmi il dono della preveggenza. Se mi chiedono di dove sono, sono nato lì, ma ho vissuto anche là e là, e anche laggiù, a volte dico che sono nato a Imperia, ma per sbaglio perchè sono di Genova. Se mi chiedono dove vivo, rispondo: fai tu, ma fra Berlino e Torino.

Lettore accanito, gamer per scelta e passione. Battlestar Galactica batte ogni serie televisiva (Star Trek compresA). Gra Jordan, Kobe e LeBron io scelgo Magic e i Lakers, SEMPRE. Come mi definirei? Un nerd con un dottorato in Archeologia che ha scelto di scrivere per passione.

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