Recessione del Boom ed altre stupidate di governo – il Caffè Scorretto

recessione, boom

Recessione o boom? Cambiamento o continuità? La risposta è semplice: recessione in continuità col passato.

Nel 2019 il Governo del Cambiamento ha cambiato l’Economia e, già che ci siamo, anche la scienza economica (“aspettiamo”, dichiarano frementi alcuni terrapiattisti). Ci voleva, anzi, il popolo la voleva: basta con numeri complessi, percentuali, ragionamenti su domanda, offerta, aspettative etc, semplifichiamo!

Come con il DL Semplificazioni (il quale, nota a margine, cancella gli sgravi fiscali per imprese e famiglie colpite dal Ponte Morandi, ndr #GenovaNelCuore).

Pervasi dal Cambiamento, anche io e RU ci siamo adeguati alla nuova narrazione: ecco il Caffè Correttissimo, proiettato al radioso futuro e, come sempre, sovranissimo.


Colpa del Governo (precedente)

Carissimi lettori sovrani, in Economia tutti (dai produttori, ai commercianti, ai consumatori) avanzano come robot battendosi le mani sulle orecchie andando avanti a produrre/commerciare/comprare seguendo le norme vigenti fino a quando entra in vigore un’altra legge. Questo secondo il Prof. Luigi Di Maio, cattedratico all’Università del Blog in Voodonomics e i suoi (social) studenti.

In odore di Nobel per l’Economia, il Professore di Pomigliano ci spiega, infatti, che la colpa non è loro. Di sicuro, argomenta, è del “Governo precedente”, il quale ci avrebbe mentito perché non “ci avrebbe mai portato fuori dalla recessione” (e magari anche un po’ colpa dell’Europa perché fa sempre bene).

Perché, la colpa della recessione attuale dovrebbe essere di questo Governo? La Finanziaria è stata approvata a fine 2018!

Ma il Prof. Di Maio non solo accusa, spiega anche e così sappiamo che il nostro problema sarebbe la troppa dipendenza dall’Export, il quale, in un momento di slowdown mondiale, ci starebbe trascinando in basso.

Se poi qualcuno (tipo l’ISTAT) vi mettesse davanti ai dati che dimostrano che l’export, pur diminuito, rimane in positivo e la contrazione del PIL venga dalla contrazione (l’ennesima) della domanda interna avvenuta negli ultimi 6 mesi, sappiate che è tutta una menzogna dei (a scelta) “renziani-piddioti-liberisti-bocconiani-savi di sion-rettiliani-Repubblica-antitaliani-amici dei migranti-tedeschi-francesi”.

W Beppe! W Freccero, (< Ru, chi altro? > < La gggente Simò, la gggente >) W la gggente!


La recessione, spiegata male

Ma governava proprio il Governo del Cambiamento in quei due semestri, o no? Sì, ma, come abbiamo specificato prima, l’Economia del Cambiamento non tiene conto di annunci e aspettative perché, appunto, industriali, commercianti e consumatori non fanno mai previsioni, non leggono, non ascoltano, non calcolano, non fanno neanche scorte o ordini: sono sordi, ciechi e muti.

Come si produce, difatti, un’automobile? Vai in concessionaria (FIAT, perché siamo sovranisti), ordini l’auto ed in quell’esatto istante (“Belin, grazie alla rete”) l’ordine arriva a Mirafiori (o Pomigliano) e te la producono, solo per te.

Questo almeno fino a quando non cominceremo a stamparle in 3D perché allora ci penserà il concessionario, mentre i lavoratori FIAT si godranno il reddito di cittadinanza discettando di Krugmann con Beppe e Davide (Casaleggio).  Ma poi, dicianmolo, che te ne fai dell’auto, vai a piedi che smaltisci la ciccia: cavolo che bel paese è Narnia!



Commento serio

Torniamo alla realtà: siamo in recessione ed il motivo è molto semplice, ci siamo sempre stati (sorpresone!).

Il nostro è un sistema economico che, nei suoi caratteri fondamentali, è lo stesso dal 1970, ovvero dall’epoca della grande rincorsa alla “quarta potenza mondiale”. Altro secolo altro contesto, ma all’epoca funzionò e da paese prettamente agricolo diventammo ricchi e agiati: come la Cina con vent’anni d’anticipo, o come la Germania, con dieci di ritardo. E poi?

Poi, mentre il mondo cambiava (perché è cambiato, fateve una ragione), invece di riformare e investire per innovare e rafforzare la nostra posizione, abbiamo deciso di preservare itale sistema nell’unico modo possibile: svalutazione della Lira associata ad aumento della spesa improduttiva. Il risultato è noto. svalutazione -> deflazione salari = perdita di potere d’acquisto -> contrazione domanda interna + calo produttività.

Perché innovare, si chiedeva l’imprenditore ottuso, se il Governo mi aiuta a mantenere bassi i costi di produzione? Perché farlo se ho dei sussidi? Perché dall’altra parte del mondo 3 miliardi di persone cominciavano a correre: Cina e India.

Nel frattempo, paesi come Germania e Olanda esternalizzavano le produzioni a basso valore aggiunto tenendosi quelle innovative, potenziandole e mantenendo il più possibile un buon livello di “benessere”, anche se non scevro da problemi sociali. Noi, geni, perdavamo le prime, senza far nulla per sviluppare le seconde, riducendo “benessere” e dando vita a problemi sociali. Il resto vien da sè.

Tentativi di riforme mai riusciti (o portate avanti con convincimento) ci hanno portato alla necessità del Governo Monti, le cui norme draconiche (ed il QE della BCE) hanno dato abbastanza respiro ai conti (i tesoretti, li ricordate?), per i Governi successivi a cui è mancato il coraggio (e il supporto popolare) per innovare. Perché l’Italia vuole tante cose, tranne una: la concorrenza.

La capacità dei Governi Letta-Renzi-Gentiloni è stata solo quella di non far troppi danni contabili ed è per colpa di questo che la ripresa (mondiale) da noi è stata solo timida. Un atteggiamento di inettitudine misto a terrore elettorale che questo governo ha portato, prima con gli annunci e poi con le sue norme, alle estreme conseguenze.

Fine.


Torniamo a Narnia

Però, anche se ora siamo in recessione, non dobbiamo preoccuparci, il 2019 sarà un anno bellissimo, pieno di entusiasmo, almeno da giugno in poi. Lo dice il nostro super-Premier, quello che ad un bar confessa ad Angela Merkel che quello che stanno facendo è solo propaganda.

La ripresa (ma che dico, il boom!) non sarà a marzo o agosto, ma proprio da giugno, esattamente dopo le elezioni europee. Votate, quindi, cari elettori del Governo perché per un po’ saranno lacrime amare, ma fra sei mesi la recessione non ci sarà più e che boom, che soldi, che allegria!

Il Governo, argomenta Conte, aveva previsto la crisi nella Manovra del Popolo ed è per questo che in essa avrebbe predisposto misure per l’occupazione, di stimolo all’innovazione e di aumento della domanda interna. Quali? Ovviamente, Quota 100 e Reddito di Cittadinanza.

Solo che c’è un problema: i fondi messi a budget nella Manovra per questi provvedimenti sono targettati su una crescita all’1% del PIL rispetto al 2018, la quale non ci sarà visto come entriamo nel 2019 in recessione e la crescita (secondo i dati ottimisti di Bankitialia) dovrebbe essere dello 0.5%.

Tradotto: mancano già ora le risorse per finanziare tali miracolose misure e tutto questo si tradurrà in una manovra correttiva (come da tradizione italica), in recessione (alè) prima ancora di andare a discutere il “dove-andiamo-a-trovare-i-soldi-per-evitare-l’aumento-dell’IVA-nel-2020”.

Sì, cari lettori, perché, come avevamo anticipato, l’aumento dell’IVA nel 2020, già legge dentro la Manovra, dovrà essere disattivato obbligatoriamente previo reperimento di fondi. Se non li troveranno, hai voglia di parlare di contrazione dei consumi!



Processiamo il processo

Mentre ci coccoliamo nelle nostre autarchiche recessioni, aspettando il sol dell’avvenire, il Governo torna a regalarci momenti di involontaria (tragi)comicità: il caso Salvini – Diciotti.

Funziona così. Dopo il caso Diciotti – la nave della Guardia Costiera bloccata in porto per 7 giorni con 177 persone a bordo per scelta del Viminale – la procura di Palermo avviò un’inchiesta per sequestro di persona, indagato Matteo Salvini. Il Ministro, beffardo, diceva “lasciatemi lavorare, che mi processino pure, ho difeso i confini”, arringando via social la folla dei propri, scatenati, follower: “sono il Capitano e di nulla paura ho”.

L’indagine passa a Catania nelle mani di Zuccaro, lo stesso PM delle indagini alle ONG mai approdate a processo. La procura, ma siamo sicuri sia solo un caso, poco tempo dopo chiede l’archiviazione non ravvisando alcun motivo di reato. Tutto finito? No, perché Salvini è Ministro e sulla sua messa a processo, decide il Tribunale dei Ministri e per questo il processo ‘s’ha da fare’.

Salvini però è anche parlamentare, ha l’immunità e questo tira in ballo il Senato e gli equilibri di governo. Ma no, dice Di Maio, il Capitano vuole il processo e, quindi, il MoVimento 5 Stelle, quello del “basta impuniti” e “via l’immunità”, potrà non smentirsi e votare “Sì”. Non solo, Conte e Di Maio si autodenunceranno come correi: roba da Hollywood!

I tribunali, si sà, fanno paura a tutti, e Salvini cambia idea: non vuole più quel processo che prima desiderava tanto (forse perché ora è reale) e chiede che il Parlamento blocchi l’autorizzazione a procedere. Mentre il Centrodestra si prepara a salvare Salvini, il 5 Stelle piomba nel caos: approvare e rispettare il proprio “credo” o non approvare e far cadere, quasi automaticamente, il Governo? Integrità o “real politik”?

Difficile capirlo visto che neanche gli stessi parlamentari 5 stelle sembrano capire quale sia la linea da seguire.

Proprio in questi momenti, capisci che se non ci fosse, l’Italia bisognerebbe proprio inventarla: quale altro paese riesce a produrre in meno di una settimana così tante assurdità?


il caffè scorretto

 

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