“Prima gli Italiani”, Matteo Salvini ed il piano Kalergi: ignoranza, razzismo o fascismo?

Matteo Salvini ed il piano Kalergi, breve storia di una bufala frammista di fascismo, ignoranza e razzismo che sta diventando incontrollabile.

La domanda che mi pongo ogni volta che leggo una dichiarazione di Salvini – e sono tante 18 post su Facebook, 19 su Twitter e di 8 foto su Instagram in sole 24 ore – mi pongo una domanda: quanto delle sue affermazioni dipendono da un mero calcolo politico – fare leva sul sentimento di insicurezza sociale e civile degli italiani – e quante da una reale ignoranza, da sentimenti razzisti e/o da idee fasciste o cripto-fasciste come lo si accusa da varie parti?

Probabilmente, la realtà è un mix di tutti questi fattori, ma cerchiamo di andare per gradi e partiamo da uno degli esempi più sconcertanti che continua a riapparire nella retorica salviniana.

La sostituzione etnica. Avete mai sentito parlare del “piano Kalergi”?

Si tratta di una teoria cospirazionista sulla sostituzione etnica dei “bianchi europei” riproposta, negli anni 90, dal negazionista austriaco Gerd Honsik e ripresa ampiamente da vari media di contro-informazione – date un occhiata al “quotidiano sovranista” Il Primato Nazionale o L’Intellettuale Dissidente – e da vari formazioni politiche, da quelle minuscole quali “il Partito Nazionalista” o il Fronte Veneto Skinheads, a CasaPound fino a toccare anche la Lega – vedi Attilio Fontana, candidato governatore alla Regione Lombardia.

Per chi crede nel “Piano Kalergi”, l’arrivo di centinaia di migliaia di immigrati – per lo più africani e/o musulmani – in Europa rientrerebbe in un disegno segreto architettato, da quasi 100 anni, dalle élite politiche ed economiche europee. Lo scopo? Importare lavoratori a basso costo, mischiarli con le “razze europee” e creare un meticciato “debole, scevro del “vigore morale ed intellettuale” della razza bianca – e, come tale, più facilmente manipolabile.

Secondo Honsik, “autore” del piano sarebbe il conte austriaco Coudenhove-Kalergi, considerato uno dei padri del pensiero europeista oltre ad essere stato uno dei primi critici della visione suprematista del nazismo.

Possiamo definirlo una teoria razzista? Direi di sì, ma cosa c’entra Salvini?

Traini e Macerata. Non bisogna scavare nel web per ritrovare “Kalergi” all’interno dei discorsi di Salvini. Basta leggerne le dichiarazioni ufficiali riguardo i fatti di Macerata e le azioni di Luca Traini.

Fra un post su Facebook e le interviste alla stampa, la condanna della sparatoria perpetrata da Traini si affianca, fino ad esserne inghiottita, a quella verso l’immigrazione “fuori controllo”, “organizzata, voluta e finanziata in questi anni” e principale responsabile del “caos, della rabbia e dello scontro sociale” in Italia (con buona pace alla crisi economica).

“Organizzata, voluta e finanziata”, in poche parole i fondamenti del “piano Kalergi”, non citato, ma, come spesso accade, sottinteso dal leader leghista.

Non è la prima volta che il leader della Lega cita più o meno direttamente Kalergi. Nel 2016, a Legnano, Salvini denuncia, difatti, il “tentativo di genocidio delle popolazioni che abitano l’Italia da qualche secolo e che qualcuno vorrebbe soppiantare con decine di migliaia di persone che arrivano da altre parti del mondo”. Questo perché, argomenta in un’altra intervista sempre del 2016 “c’è chi pensa di importare nuovi schiavi” – che nella retorica salviniana sarebbero gli “africani” – “per sostituirli agli italiani”. 

E chi starebbe dietro tutto? L’Unione Europea come afferma lo stesso Salvini in un intervista del 2015.

Il riferimento sempre costante diventa palese in un “repost” di Facebook di un video de “la Gabbia”. Un video “da condividere”,esorta Salvini, che rivela cosa si nasconderebbe “dietro la retorica della Boldrini e dei buonisti”, ovvero “il piano Kalergi”. 

Elite contro popolo, “signori ricchi” contro “italiani lavoratori” ed al centro, lui il “capitano Salvini” – così viene chiamato dai fedelissimi sul giornale da lui co-diretto, il Populista – pronto a metter “prima gli italiani” nella sua “rivoluzione del buon senso”.

 Tenete a mente quest’immagine perché il Salvini “liberatore” tornerà a breve.

L’universo Salvini. La parte più tragica di questo discorso non è tanto che il leader di una forza politica data attorno al 14% usi, o, peggio ancora, creda, nel “piano Kalergi”, ma che tali idee trovino terreno fertile nella mente degli italiani e non solo all’interno dell’estrema destra.

O forse è meno stupefacente di quello che sembra. Questo perché concetti quali l’esistenza di fantomatiche Élite europee oppressive e ricche (magari anche tedesche), la “perdita di sovranità”, le crisi sociali sono alla base non solo del “piano Kalergi”, ma finiscono in quel calderone generico del “mal d’Europa”. Un sentimento, peraltro, cavalcato spesso da forze politiche totalmente estranee al “piano Kalergi”.

Cosa c’è infatti di più facile per dei politici in difficoltà di creare un mostro quali fantomatici complotti transnazionali di “ricchi” e “benestanti” in un momento di generale diffidenza verso qualsiasi forma di istituzione, percepite già come “eterodirette” da “potentati” transnazionali – vedi Illuminati, Davos, Rotschild, Bildberg, Soros, Rettiliani, logge massoniche, alieni eccetera, eccetera.

Non intendo dire che chiunque “attacchi l’Europa” sia potenzialmente un salviniano (o fascista del terzo millennio eccetera), ma solo come il continuo bombardamento di slogan simili usati da diverse parti politiche genera un “mood” generico in cui tali differenze rimangono tali solo in chi è già politicamente formato.

Negli altri, tutto finisce in un unico calderone generalista e qualunquista in cui Europa uguale “brutto”, immigrazione uguale criminalità, africani uguali stupratori (o portatori di malaria, se vi ricordate gli articoli di Libero di fine estate). In questo mondo in cui il reale diventa opinabile – vedi i terrapiattisti – un politico spregiudicato come Salvini può realmente eleggersi a “capo” della sua “rivoluzione del buon senso” per salvarci tutti dal “piano Kalergi”.

Ignoranza, razzismo o fascismo? Arriviamo, quindi, alla domanda iniziale di questo articolo.

Una visione politica, quello esposto da Salvini, in cui “immigrati” diventa un sinonimo di “africani”, “arabi” di “musulmani” (vedi Giorgia Meloni al Museo Egizio di Torino), e dove gli “italiani”, o “la razza bianca”, come l’ha definita il candidato leghista alla Regione Lombardia Attilio Fontana, si può considerare, almeno parzialmente, infettata dal razzismo?

Per Salvini – come per molti suoi sostenitori sul web – la risposta è “NO”. Egli starebbe solo difendendo “gli italiani”, il loro lavoro e la loro identità contro una “palese cospirazione estera” ai danni della “nazione” proveniente dalla UE e da quella specie di quinta colonna rappresentata dai “buonisti” o “progressisti liberali”.

Le stesse parole e le stesse accuse di chi negli anni 20 – definendosi, tra l’altro, orgogliosamente razzista – condannava la “cospirazione pluto-giudiaco-massonica” in difesa della “Nazione italiana” oppressa.

O forse sono io che sono troppo suggestionabile?

Scrivo e mi diverto. Filippo Turati non è solo toponomastica, ma è stato uno dei più brillanti politici italiani. Se mi dicessero di votare ora, implorerei Odino di darmi il dono della preveggenza. Se mi chiedono di dove sono, sono nato lì, ma ho vissuto anche là e là, e anche laggiù, a volte dico che sono nato a Imperia, ma per sbaglio perchè sono di Genova. Se mi chiedono dove vivo, rispondo: fai tu, ma fra Berlino e Torino.

Lettore accanito, gamer per scelta e passione. Battlestar Galactica batte ogni serie televisiva (Star Trek compresA). Gra Jordan, Kobe e LeBron io scelgo Magic e i Lakers, SEMPRE. Come mi definirei? Un nerd con un dottorato in Archeologia che ha scelto di scrivere per passione.

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