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Patria? Ancora?!? Essere italiano, europeo e meticcio (culturale)

patria matria europeo

Guardando la discussione sulla fiducia al Governo Conte, mi sono fermato a riflettere sull’intervento di Giorgia Meloni. Un discorso centrato sull’idea di ‘patria’, l’essere ‘patrioti’ in difesa della ‘terra dei padri’ stucchevole, così avulso dal mio modo di pensare da sembrare l’eco di un cinegiornale degli anni 30. Conoscendo le radici politiche di Meloni, sarei stato propenso ad archiviare ingenuamente quelle parole come il frutto di una mente nostalgica.

Un residuo di storia che rimane in poco più del 4% dell’elettorato italiano. Poi, però ho riavvolto il nastro, riascoltato il discorso di Conte, quello di altri esponenti del Centrodestra, e quella parola, patria, ed i suoi derivati tornava sempre, martellante, spesso accompagnata da ‘popolo’, ‘nazione’ o da slogan come ‘prima gli italiani’.


Il razzismo degli italiani

Non si tratta, e lo dico a malincuore, di un fenomeno residuale, come non è residuale, il vento di razzismo che aleggia nel paese. Quello che porta molti, Ministro dell’Interno compreso, ad ignorare l’omicidio a sangue freddo – un’esecuzione – dell’immigrato maliano (regolare) Soumalya Sacko compiuto a San Ferdinando, in Calabria. Lo stesso che ascolto nelle parole dei ‘nuovi’ italiani che poi sono italiani come me e come te che leggi, con l’unica differenza di avere genitori non italiani.

Perché non sono ‘figli dei padri della patria’ sembrano dire i politici in parlamento. Non sono ‘veri’ italiani, quelli ‘italiani’ da generazioni (che poi over-30 molti di noi hanno bis-nonni e tris-nonni non italiani). Penso ‘magari fosse solo Giorgia Meloni a pensarla così, o anche solo Matteo Salvini‘.

Poi scrollo Twitter, vado su Facebook, sento le chiacchiere nei bar e mi accorgo che parole come ‘patria’, ‘identità’, ‘sovranità”, autodeterminazione dei popoli sono ancora presente, in quest’italia, cito liberamente Giorgia Meloni e vari commenti che ricevo sui social, ‘è sotto attacco della speculazione finanziaria’ e ‘sotto invasione da parte di migranti’ portati dai ‘poteri forti globalisti’.

Chiamatelo patriottismo, per me è paura. Quella primordiale, ingenua di parte della popolazione terrorizzata dalla perdita della propria identità a fronte del commercio internazionale, dell’immigrazione, della stessa Unione Europea. Ironico per un paese che fa del commercio marittimo ed internazionale, dell’afflato mediterraneo e dell’universalismo romano, i pilastri di questa identità. Noi che siamo nati da un coacervo di immigrazioni (greci, longobardi, arabi, bizantini), noi che vediamo Roma come nostra capitale, quella Roma orgogliosamente figlia di un troiano, Enea, nei versi di Virgilio.

Eppure, molti italiani percepiscono questa identità multiforme e meticcia, come sotto attacco. L’Italia ‘nazione omogenea’ che rischia di diventare un’agglomerato di diverse identità culturali. Non siamo neanche soli, perché a fronte di una Meloni o di un Salvini, abbiamo un Farage, una Le Pen, un Orban o un Putin (il che è assurdo considerando il numero di culture presenti in Russia).


Patria e popolo contro la storia

Prendiamo per esempio la Brexit. Se andate a rileggere la propaganda favorevole all’abbandono dell’Unione Europea, troverete la stessa paura ed un’unica soluzione: il ‘tornare ad essere padroni del proprio destino’ per essere ‘padroni in casa propria”. Slogan che ruotano attorno al concetto di proteggere quel costrutto ottocentesco di patria-nazione che unisce cultura, popolo e stato. Stessi concetti li troviamo nei paesi di Visegrad, fra cui quell’Ungheria diventata il faro dei sovranisti italiani: ‘difesa della libertà del popolo’ contro i ‘diktat esteri’ che ‘minacciano la patria’. NOI contro LORO, in cui noi è la ‘nazione XYZ’ e loro è ‘immigrati/europa/poteri forti/globalisti/traditori della patria’.

In fondo cosa esiste di più genuino, profondo e, come tale, pericoloso del riconoscersi come un “NOI” minacciato dagli “ALTRI”, siano essi l’Europa, la Germania, l’Islam, gli immigrati?

Non posso però che notare come in questa attitudine, ahimè condivisa da molti, ci sia qualcosa di anti-storico. Soprattutto, qualcosa di pericolosamente inumano, ovvero l’idea che la cultura, e con essa l’identità, esista (o, meglio, resista) solo se connessa ad uno specifico soggetto politico nazionale forgiato dal ‘sangue’. Come se la cultura italiana non esistesse prima del 1861, quella tedesca prima del 1871. Come se non fossimo parte del mondo mediterraneo come di quello europeo, come se mai prima d’ora le idee viaggiassero oltre i confini, così come le persone.

Legare l’identità a delle linee sulle cartine, al “sangue” – vedi tutta la questione dello Ius Soli in Italia – non è solo riduttivo, è dannoso anche per la stessa cultura che si vorrebbe difendere. Questo perché chiusa nei suoi confini, questa, lentamente, avvizzisce, diventa stantia ed il fermento culturale diventa come la Valle dei Templi di Agrigento, bellissima, quanto in rovina.

Questa ossessione per ‘difendere l’esser italiano’ non è altro che uno slogan politico. Infatti, non c’è niente di meno italiano che chiudersi dentro le proprie case con le sbarre alle finestre impauriti del proprio vicino e questo è quello che vorremo fare con la nostra identità culturale.

Siamo italiani perché abbiamo ‘sangue italiano’? O lo diventiamo perché cresciamo in questa cultura?

Siamo europei perché lo decide Bruxelles, o perché siamo parte di una storia che parte dalla Norvegia ed abbraccia tutto il continente, compreso il Mediterraneo, il Levante ed il Nord-Africa?

Siamo italiani ed europei perché lo dice il nostro sangue o il nostro aspetto? O perché siamo a casa a Bari come a Parigi, Berlino, Madrid, Lisbona?

Siamo quello che siamo per quello che abbiamo vissuto, per l’educazione che ho ricevuto sia da parte della mia famiglia, sia dalla scuola, dalle città in cui ho vissuto. Questa mia identità culturale è genericamente assimilabile a quella dei nostri nonni essendone, allo stesso tempo, diversa, come quella dei nonni e diversa da quella dei loro nonni e così via.


Io per primo sono e rimango italiano, ma sono anche europeo, ligure, piemontese e tedesco.

Questo perché, al di là delle parole di Giorgia Meloni, di Marine Le Pen, di Matteo Salvini, al di là di tutti i ‘ognuno a casa sua’, ovvero la cosa più ignorante ed oscurantista che si possa dire, esiste una gran parte di italiani ed europei che non si guarda la punta delle scarpe. Sono persone che viaggiano, si spostano, si mescolano, vivono e nascono dissolvendo quei confini che sono ormai più nella testa delle persone che nella realtà

Perché quest’Italia e quest’Europa multi-etnica e meticcia già esiste. Vive nelle nuove generazioni come in quelle precedenti, lo si voglia o no, siamo tutti, prima di tutto, europei: io, voi, mia nonna, un francese, un tedesco o un polacco.

Tutti.

Per chiudere, voglio citare le parole di un ‘nuovo’ italiano, Ghali (Cara Italia):

C’è chi ha la mente chiusa ed è rimasto indietro, come al Medioevo
Il giornale ne abusa, parla dello straniero come fosse un alieno
Senza passaporto, in cerca di dinero
[…]
Oh eh oh, quando mi dicon “va’ a casa”
Oh eh oh, rispondo “sono già qua”
Oh eh oh, io t.v.b. cara Italia
Oh eh oh, sei la mia dolce metà

Pubblicato il 4-1-2017 come ‘Quel filo che congiunge Brexit,Catalogna, Visegrad e Ius Soli’, aggiornato per rispecchiare la realtà circostante


Letture (e visioni) consigliate per discuterne:

Comments 2

  1. Non pensavo che ci fosse gente che fa di tutto un fascio …mi spiego meglio sig. Bonzano .Io sono italiano ,non di certo francese ne tedesco e manco meno europeo ,aggettivo che non esiste e non esisterà mai ,parlo in senso effettivo della parola ,per il semplice fatto che non abbiamo una storia che ci unisce per farci definire europei .
    l’Italia si trova in Europa e dunque è europea ,ma la sua cultura non rispecchia di certo le altre nazioni che compongono l’Europa, lo spagnolo ha una cultura diversa dal tedesco e il tedesco dal francese ,e così via ,e meno male che è così !!Ognuno ha la sua storia e ognuno si sente a proprio agio a casa propria .Per rendersi conto di questo ,basta andare nei nostri sacrari e dare un’occhiata a quante persone hanno dato la vita per una bandiera e per i confini che oggi bistrattiamo senza sapere quanto sono costati in vite umane ,certo oggi viviamo in un mondo che di menzogna vive da mattino a sera ,i sacri valori della Patria non vengono più considerati ed insegnati ai nostri giovani ,il primo passo è stato quello di togliere il servizio militare obbligatorio ,quello poteva essere almeno un periodo dove i nostri giovani potevano pensare alla nostra Patria come simbolo elevato ,come l’amor di patria che mio padre mi ha insegnato già da quando ero piccolo ,ancora prima di fare il servizio militare .La mancanza di tutti questi valori basilari per una sana Nazione , porterà ad una nuova società ,dove la popolazione non avendo retaggio storico su cui basarsi ,accetterà tutto quello che gli verrà detto o insegnato nelle scuole ,già adesso si tende a demonizzare la nostra cultura rispetto ai mussulmani che ci stanno invadendo ,autorizzati dai kriminali che governano l’Europa .Infatti non è comprensibile che una popolazione africana venga a vivere qui da noi ,non ha affinità con la nostra cultura ,con il nostro modo di vivere ,con i nostri valori .Tutto questo porterà inevitabilmente ad uno scontro sociale e razziale , con conseguenze disastrose per le popolazioni che vivranno quel momento ,perché è oramai verificato da più parti ,che le società multietniche sono e saranno sempre impossibili da attuare ,a meno che non si mandi l’esercito a tenere sotto controllo il territorio . Tenendo ignoranti le varie popolazioni europee arriveranno a creare una nuova società meticcia ,senza cultura e senza storia ,ottima per creare dei nuovi cittadini europei con il cervello vuoto ,pronto ad essere riempito con frasi come ",siamo tutti europei ,siamo tutti fratelli ,via i confini ,via la cultura dei nostri avi ,e apriamoci agli africani ed ad altri popoli che porteranno nuove culture positive" tutte frasi degenerative ,false ,inaccettabili sotto tutti i punti di vista e soprattutto destabilizzanti .
    Tutto questo per creare la futura società meticcia che sarà di buon comando per i poteri forti che governeranno ,sotto l’insegna di quel kriminale che si chiama KALERGI !!
    Penso che dopo la guerra che verrà in tutta Europa ,forse, scrivo forse ,perché non ne sono certo , riusciremo di nuovo a creare le nostre meravigliose nazioni ,magari con più spirito nazionalista di adesso .
    Cmq una cosa è certa ,imporre dei valori che non sono naturali a dei popoli ,porta solo a delle guerre ,sono 10 anni che impongono alle nazioni europee leggi che niente hanno a che fare con le proprie culture ,la frase "ce lo impone l’Europa" suona malissimo in tutte le popolazioni europee ,solo con il crollo dell’organizzazione mafiosa denominata comunità europea e dell’euro potremo salvarci senza nessuna guerra ,al contrario sarà molto dura vivere in Europa per la prossima generazione .
    Non c’è solo le nazioni di Visegrad ma c’è anche l’Austria che ultimamente ha alzato la testa e ha deciso che a casa sua comanda lei e non l’Europa ,questo fa ben sperare che altri stati si sveglino e pensino al proprio benessere ,di certo l’Italia non sarà di quelle ,noi pecoroni totali , accettiamo tutto quello che ci dicono ,noi usciremo dall’Europa solo quando non ci sarà più nessuno dentro all’ora saremo obbligati ad uscire ,questo per far capire che popolo è diventato quello italiano .
    Un popolo che non si accorge che ogni giorno perde sovranità sulla propria nazione ,è un popolo che non ha diritto di vivere ,perché non sa custodire quello che la storia gli ha affidato.

    1. Gentil sig. Maleficus, che dire, mi ha fatto scoprire tante cose con il lungo commento, che di sicuro le � costato tanto tempo. La ringrazio per avermi fatto scoprire una bufala che ancora non conoscevo (Kalergi) e per ricordarmi, sempre, che molti, tanti, italiani conoscono poco la storia. Scrivere quello che lei ha scritto sulla non cultura europea � pari a negare l’esistenza stessa della nostra cultura. Non star� qui a spiegarle ora come la "nazione" che lei richiama � di per se un meticciato in cui si trovano elementi germanici, bizantini, arabi, ovviamente greco latini, ma, sopratutto, una Koin� cultursle che portava i maggiori esponenti della cultura italiana (addirittura quella risorgimentale) ad infuenzarsi ed influenzare con le altre d’Europa. Detto questo io stesso rimango meticcio come tutti noi, solo che ne vado fiero.

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