Trump, Incomincia per l'Europa il Momento più Difficile - il Caffè del 20-1-2017

 Il Campidoglio, sede del Congresso, il giorno dell'innaugaurazione di Donald Trump. Photo by Alex Wong/Getty Images News / Getty Images

Il Campidoglio, sede del Congresso, il giorno dell'innaugaurazione di Donald Trump. Photo by Alex Wong/Getty Images News / Getty Images

Alle 16:00, orario di Washington, del 20 gennaio è ufficialmente iniziato - con il giuramento sulla scalinata del Campidoglio - il mandato presidenziale di Donald Trump, il 45° presidente degli Stati Uniti. 

Prima l'America. Dopo il giuramento, il Presidente Trump ha pronunciato il suo primo discorso ufficiale. "In questo momento non stiamo trasferendo il potere da un Presidente ad un altro" ha dichiarato Trump "ma stiamo trasferendo il potere da Washington D.C. per ridarlo a voi [i cittadini americani]", rievocando un mantra del Tea Party e, in generale, dei movimenti ultra-liberisti statunitensi. Il Presidente ha poi continuato dichiarando che "Da questo giorno in avanti ci sarà una sola visione che governerà il nostro paese: America First, prima di tutto l'America" ribadendo la sua volontà - espressa durante la campagna elettorale - di imporre una tariffa aggiuntiva del 35% sulle merci delle compagnie americane che spostano la propria produzione all'estero.

America First non si limita al tentativo di riportare in patria la produzione internazionalizzata, ma coinvolge tre temi cari ai paesi europei: la riduzione del supporto economico statunitense alla NATO, la partnership fra l'Europa e gli USA ed i rapporti di quest'ultimi con la Russia. 

Unione Europea. Con Trump gli Stati Uniti hanno un Presidente che per la prima volta non vede nell'Europa un partner commerciale od un alleato strategico, ma un rivale economico. Nella cosiddetta Trumpnomics - la dottrina politica di Trump - ogni accordo commerciale che non favorisca in maniera netta gli Stati Uniti, ma punti a distribuire ricchezza ai partner commerciali - il cosiddetto gioco a somma zero - è automaticamente svantaggioso e va rivisto. Questo significa - in parole povere - che i paesi europei- ma anche quelli nordamericani che fanno parte del NAFTA, ovvero Canada e Messico - sono rivali commerciali e come tali devono essere trattati. In particolare l'Unione Europea - come dichiarato da lui stesso in una doppia intervista rilasciata al britannico Times e alla tedesca Bild - non "è rilevante per gli Stati Uniti". 

NATO. La stessa Alleanza Atlantica, ovvero l'ombrello difensivo della stessa Europa, è per il Presidente Trump un concetto "obsoleto". La NATO sarebbe rea di avere interessi altri che le singole cellule e movimenti terroristici in giro per il mondo, includendo in questi "interessi irrilevanti" la crisi siriana e quella ucraina. Con questa posizione, il neo-presidente abbraccia la dottrina russa - e turca - sulla centralità assoluta della guerra al terrorismo, spesso agitata da Mosca come "ombrello" per ogni intervento militare ed iniziativa geo-politica in medio-oriente o per ridimensionare la portata dei suoi interventi in Europa, prima fra tutti l'Ucraina. 

Ucraina e Russia. Proprio l'Ucraina è l’esempio principale di come Trump ha intenzione di rapportarsi alla Russia, ovvero, con un profondo spirito di pragmatismo politico. Il nuovo Presidente si è più volte dichiarato disposto ad accettare le rivendicazioni russe sull'Ucraina anche al di fuori di un arbitrato internazionale se a queste corrispondessero accordi bilaterali sul disarmo nucleare. Il ragionamento è profondamente connesso all'America First di Trump: disarmo nucleare è uguale a riduzione della spesa militare - soprattutto estera - quindi meno tasse per i cittadini americani in barba al diritto internazionale. Al di là dei problemi storici legati alla formazione territoriale dello stato, l'Ucraina rimane un paese i cui confini e la cui sovranità sono riconosciuti a livello internazionale. Abbandonare ogni tentativo di mediazione fra le parti significa non solo avvallare l'invasione russa, ma dire implicitamente a paesi come Lituania, Estonia e, soprattutto, Lettonia - membri dell'Unione Europea e parte della NATO con forti minoranze russe nel paese - come l'Alleanza Atlantica sia morta.

Il Futuro. Di fronte alla minaccia di un "libera tutti" da parte di Washington, i paesi Baltici hanno fatto ripartire la corsa al riarmo e non sono i soli in Europa: la stessa Germania - spesso vista da Trump come un esempio da evitare - sta incrementando la propria spesa militare, riformando l'esercito ed investendo in nuovi mezzi.

Quando otto anni fa, Barack Obama prestò giuramento a Washington, in Europa si videro celebrazioni e gioiose manifestazioni di piazza, talmente alte erano le aspettative nella nuova leadership americana così lontana dai disastri combinati da George W. Bush. Oggi le stesse celebrazioni avvengono in Russia, dove è scoppiata una vera "Trumpomania" e centinaia di cartelli punteggiano Mosca e San Pietroburgo spesso accompagnati dal motto: "in Trump we Trust".

Confidiamo in Trump, dicono i russi. Considerando le premesse, difficile dargli torto. America First ed il ritorno alla dottrina del "non interventismo" ha un riferimento storico: gli USA degli anni 30, l'allontanamento dall'Europa e lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.


Approfondimenti:

- La Germania e Trump: Frankfürter Allgemeine Zeitung

- Il commento tedesco sulle interviste di Trump: Frankfürter Allgemeine Zeitung 

- L'ex-ambasciatrice USA alle Nazioni Unite su Trump: Foggy Bottom - Medium

- Trump: l'Europa è morta: Polico Magazine

- Un analisi del futuro della NATO sotto Trump: The Washington Post

- Un analisi sui principali temi dell'agenda politica di Trump: ProPublica

- Su America First e i suoi richiami storici: CNN

 

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