La fragile alleanza di Londra - L'offensiva curda su Raqqa - L'avanzata cinese in Europa - il Caffè della Domenica del 11-6-2017

La Foto della Settimana: Il Primo Ministro Britannico Theresa May assieme ai leader del Partito Democratico Unionista nordirlandese del DUP. Sulla sinistra Arlene Foster, Primo Ministro della regione. Foto: Number 10 Licenza: CC 2.0

La Foto della Settimana: Il Primo Ministro Britannico Theresa May assieme ai leader del Partito Democratico Unionista nordirlandese del DUP. Sulla sinistra Arlene Foster, Primo Ministro della regione. Foto: Number 10 Licenza: CC 2.0

Theresa May è alla ricerca di una alleanza complicata con gli Unionisti dell'Irlanda del Nord, sostenitori della Soft-Brexit. I Conservatori sono, intanto, in rivolta e, secondo il leader laburista Jeremy Corbyn, il paese potrebbe tornare presto alle urne. L'Europa, attendendo una data per l'inizio dei negoziati sulla Brexit, sposta intanto la sua attenzione alla Cina.


La trappola della Gran Bretagna.

Secondo l'ex-Cancelliere dello Scacchiere George Osborne, la carriera politica di Theresa May, sarebbe vicina alla fine

Dopo il fallimentare esito delle elezioni anticipate da lei stessa volute, i Tories si sono ritrovati senza la maggioranza in Parlamento, costretti, allo scopo di dare un governo al paese, all'alleanza con il Partito Democratico Unionista (DUP) nord-irlandese.

L'alleanza fra le due formazioni politiche è fragile. I Tories sono un partito nazionale, conservatore e liberale, mentre il DUP si trova più aderente a principi nazionalistici e tradizionalisti. Questo è in particolar modo visibile in ambito sociale dove il DUP ha sempre avuto, storicamente, posizioni molte dure su omosessualità e immigrazione

I due partiti stanno concordando un programma comune, ma il problema rimane la Brexit. Theresa May ha scelto, da mesi, la strada della Hard-Brexit, trascinando con se tutto il partito ed arrivando alla bocciatura alle urne. I nord-irlandesi sarebbero, invece, più propensi alla via morbida allo scopo di mantenere aperte le frontiere con la Repubblica Irlandese.

Secondo il leader laburista Jeremy Corbyn, questa alleanza è destinata a durare poco visto e una seconda tornata elettorale prima della fine del 2017 non sarebbe da escludersi. Intanto, crescono all'interno del Partito Conservatore il numero di chi vorrebbe le dimissioni di Theresa May. 

La Gran Bretagna si trova in una trappola. Da una parte, infatti, un governo, od un alleanza, stabile è necessario per affrontate le trattative con l'Unione. Dall'altra. invocare nuove elezioni significherebbe procrastinare ulteriormente la data di inizio dei negoziati con l'Unione Europea, i quali dovranno concludersi entro, e non oltre, l'inverno 2018-2019.

Da leggere:

La sconfitta di Theresa May e della Hard-Brexit - il Caffè del 9-6-2017

Theresa May contro Jeremy Corbyn: la resa dei conti finale sulla Brexit - il Caffè del 7-6-2017

Che succede in Europa? Gran Bretagna, Francia e Germania alle elezioni - l'Infografica del 6-6-2017


La citazione della settimana:

La Gran Bretagna si è sparata in un piede. Noi intendiamo spararle nell’altro.
— Diplomatico europeo anonimo sull'obiettivo dei negoziati sulla Brexit

Il nuovo ordine mondiale sull'asse Cina-Europa.

C'era una volta il modello Anglo-Sassone: un asse privilegiato costruito sui principi liberali da cui sono scaturiti la NATO, la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale fino ad arrivare al WTO, l'accordo mondiale per il commercio. Questo modello, alla base della crescita del mondo occidentale negli ultimi decenni, è andato totalmente in crisi per colpa, paradossalmente, degli stessi suoi promotori: USA e Regno Unito. 

In meno di 6 mesi, infatti, entrambi i paesi hanno scelto la via dell'eccezionalismo e dell'isolazionismo lasciando i propri partner principali, i paesi europei, da soli, i britannici uscendo dall'Unione Europea e gli statunitensi abbandonando l'accordo sul clima di Parigi.

Soprattutto quest'ultimo evento, seguito al "fallimentare" - parole di Angela Merkel - G7 di Taormina, sembra aver sancito il definitivo allontanamento dell'Unione Europea dall'asse trans-atlantico e la formazione di una nuova alleanza, ancora improbabile 12 mesi fa: quella fra Bruxelles e Pechino basata sul potenziamento del libero commercio e la difesa del clima. 

Stiamo assistendo all'alba di un nuovo ordine mondiale?

Da leggere:

Un nuovo ordine mondiale? La lunga marcia dell'Europa verso la Cina - il Caffè del 2-6-2017


Il Caffè Culturale:

Mafia e Sicilia, i veri protagonisti di una surreale fiaba dark: "Sicilian Ghost Story", questa settimana su CO Cultura.

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Soldatesse dell'YPG - le Unità di Protezione Popolare  della regione del Kurdistan Siriano. Foto: Kurdishstruggle Licenza: CC 2.0

Soldatesse dell'YPG - le Unità di Protezione Popolare  della regione del Kurdistan Siriano. Foto: Kurdishstruggle Licenza: CC 2.0

La fine dell'ISIS e la crescita del terrorismo.

Il 5 giugno, le forze armate del Kurdistan Siriano - o Rojava - hanno iniziato l'offensiva verso Raqqa, la principale città siriana sotto il controllo dello Stato Islamico. Si tratta della prima offensiva volta contro la città siriana, caduta sotto il controllo dell'ISIS nel 2014 e, assieme a Mosul in Iraq, eletta dal sedicente califfo al-Bahgdadi, quale capitale dello Stato Islamico.

Mentre, però, lo Stato Islamico arretra sul campo, nel mondo l'ISIS scatena il terrorismo. Nelle Filippine, un gruppo di miliziani legati all'ISIS, il Maute, ha invaso la città di Marawi, una delle principali città musulmane del paese.

All'ISIS sarebbero da attribuire gli attentati di Manchester e Londra avvenuti durante la campagna elettorale britannica e che sono costati la vita, rispettivamente, a 22 e 8 persone. A questi attacchi si aggiungo, solamente nell'ultima settimana, quelli al Parlamento iraniano del 7 giugno (18 morti) e l'ondata di attacchi suicidi che sta avvenendo in Iraq fra il Diyala - regione orientale del paese - e il sud del paese.

Da leggere:

Il "secondo" referendum sulla Brexit - La crescita di Macron - L'ISIS nelle Filippine - il Ristretto del 30-5-2017

Il Marchio di Sangue dell'ISIS sul 2017 - CO Reloaded del 13-1-2017


In breve:

L'illustrazione della settimana. Nicolas Maduro, il Presidente del Venezuela che cerca di difendere l'eredità di Hugo Chavez contro il popolo in rivolta. Autrice: Clara Assi per il Caffè e l'Opinione Licenza: CC 2.0

L'illustrazione della settimana. Nicolas Maduro, il Presidente del Venezuela che cerca di difendere l'eredità di Hugo Chavez contro il popolo in rivolta. Autrice: Clara Assi per il Caffè e l'Opinione Licenza: CC 2.0

Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica francese, è in carica da due settimane, ma sta già mettendo le basi per il più ambizioso dei progetti: la riforma dell'Eurozona. Foto: Jeso Carneiro Licenza: CC 2.0

Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica francese, è in carica da due settimane, ma sta già mettendo le basi per il più ambizioso dei progetti: la riforma dell'Eurozona. Foto: Jeso Carneiro Licenza: CC 2.0

Tsunami Macron - La minaccia europea verso Londra - La battaglia di Marawi e il Qatar- il Ristretto del 12-6-2017

La sconfitta di Theresa May e della Hard-Brexit - il Caffè del 9-6-2017