Speciale Elezioni 2017: Francia, Germania e Italia - il Caffè del 10-4-2017

 Marine Le Pen al meeting del Front National del 2012. Foto:  Blandine le Cain  Licenza:  CC 2.0

Marine Le Pen al meeting del Front National del 2012. Foto: Blandine le Cain Licenza: CC 2.0

Francia, Germania ed Italia, sono questi i tre grandi test di un'Unione Europea che tenta di resistere al populismo. Il 23 aprile si terranno le presidenziali francesi con lo scontro fra la destra euroscettica di Marine Le Pen e il candidato europeista Emmanuel Macron. Le sfide politiche del continente non finiscono qui, a settembre si terranno le elezioni in Germania e - forse - in Italia.

Francia: il grande test dell'Europa. Il 23 aprile la Francia andrà al voto per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica, prima carica politica all'interno del semi-presidenzialismo transalpino.  

I quattro principali candidati. La grande paura per l'Europa ha un nome ed un cognome: Marine Le Pen, la leader del Front National (FN) auto-proclamatasi "Madame Frexit". Insieme a lei, si presenteranno alle elezioni altri 10 candidati, ma in realtà si tratta di una corsa a quattro: i due favoriti, ovvero l'indipendente di centro-sinistra Emanuel Macron e, appunto, Marine Le Pen, e i due outsider, il repubblicano François Fillon e la sorpresa Jean-Luc Mélenchon, candidato "populista" dell'estrema sinistra.

L’Europa ci sta imprigionando, l’Europa ci sta proibendo [di agire liberamente], l’Europa si sta tiranneggiando
— Marine Le Pen

Le intenzioni di voto. Secondo gli ultimi sondaggi Macron e Le Pen sono alla pari con il 24% delle intenzioni di voto, seguiti da Fillon a cui, nonostante lo scandalo di nepotismo che ne hanno marchiato la campagna elettorale, viene attribuito il 19% e Mélechon con il 18%. Ormai staccato Benoit Hamon del Partito Socialista )PS), la cui campagna è stata segnata da un ottimo exploit iniziale per poi franare all'attuale 9% per l'appoggio dato dai centristi del PS a Macron. Per i socialisti si tratterebbe del risultato più basso nella storia del partito.

Il ballottaggio. Il sistema francese prevede due turni, il secondo dei quali è un ballottaggio fra i due candidati con il maggior numero di voti. Se lo scontro sarà fra Le Pen e Macron, quest'ultimo dovrebbe prevalere con il 62% dei voti. La leader del FN uscirebbe sconfitta anche nell'ipotetico testa a testa con Mélechon e Fillon. Il ballottaggio si terrà il 7 maggio, mentre l'11 giugno si terranno le votazioni per il Parlamento, il quale sembra essere il principale obiettivo del FN. Marine Le Pen spera, infatti, di aumentare il numero dei propri parlamentari limitato attualmente a due.

 Martin Schulz, candidato cancelliere della SPD. Foto:  SPD Saar  Licenza:  CC 2.0

Martin Schulz, candidato cancelliere della SPD. Foto: SPD Saar Licenza: CC 2.0

Germania: testa a testa. Continua in Germania il testa a testa fra i cristiano-democratici della CDU e i socialdemocratici della SPD. Secondo il sondaggio Emnid dell'8 aprile, la CDU sarebbe il primo partito del paese con il 35% delle intenzioni di voto seguita dalla SPD con il 33%. Si conferma il trend positivo dei social democratici, il quale ha permesso al partito di posizionarsi stabilmente sopra il 30% in seguito all'"Effetto Schulz", ovvero l'avvenuta nomina a candidato cancelliere dell'ex-Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz. Questo ha segnato un deciso incremento rispetto al 2016, quando il partito - fiaccato dagli anni al governo come partner di minoranza della CDU - era sceso sotto il 20%.

Evitare la Grande Coalizione. Arrivare allo stesso livello dei cristiano-democratici non è però il fine di Schulz né del suo partito: l'obiettivo sarebbe batterli ed evitare l'ennesima - sarebbe la terza su quattro legislature - "Grande Coalizione". Secondo infatti la leader dei Juso - i giovani della SPD - Johanna Uekermann queste elezioni sarebbero il momento in cui concretizzare un "reale cambiamento politico nel paese" che si potrebbe ottenere "preferibilmente in una coalizione Rosso-Rosso-Verde", ovvero fra socialdemocratici, la sinistra (die Linke) e i verdi (Grünen). 

Una maggioranza stretta. La strada verso questo traguardo rimane complessa. Qualora i dati degli ultimi sondaggi venissero confermati, l'eventuale coalizione Rosso-Rosso-Verde potrebbe arrivare a contare 300 seggi su 598 nel prossimo parlamento. In quel caso, l'eventuale cancelliere Martin Schulz potrebbe ottenere una fragilissima maggioranza, con un unico voto di vantaggio: troppo poco per avere la certezza di un governo stabile. Non a caso, Schulz preferisce non parlare di alleanze, ma di concentrarsi sul risultato del proprio partito.

Nessuna alternativa per la CDU. Ancora più complicata risulta la situazione della CDU, per la quale non esiste alcuna alternativa plausibile alla "Grande Coalizione" con i socialdemocratici. Una tradizionale alleanza fra cristiano-democratici e liberali garantirebbe solo 254 seggi in parlamento che salirebbero a 299 se i Verdi - in quella che viene chiamata "Jamaika Koalition", ovvero Nero-Giallo-Verde - decidessero di allearsi con il centro-destra: troppo pochi per supportare un eventuale quarto governo Merkel. Le elezioni si terranno il 24 settembre, ma la strada verso la "Grande Coalizione" sembra essere abbastanza segnata.

 Beppe Grillo in Piazza Maggiore a Bologna nel 2011. Foto:  Giovanni Favia  Licenza:  CC 2.0

Beppe Grillo in Piazza Maggiore a Bologna nel 2011. Foto: Giovanni Favia Licenza: CC 2.0

Italia: elezioni sì? elezioni no? Ancora non è chiaro se le elezioni italiane si terranno nel 2017 o si preferirà attendere la fine dell'attuale legislatura, prevista nel 2018. Se si arriverà ad elezioni anticipate, la data più probabile sarebbe un momento qualsiasi dopo il 16 settembre, quando i parlamentari eletti per la prima volta - 570, la maggioranza fra gli attuali componenti fra Camera e Senato - saranno eleggibili per il vitalizio di 850 Euro al mese.

Movimento 5 Stelle. Secondo il sondaggio Index del 6 aprile il M5S sarebbe il primo partito d'Italia con il 31,1% delle intenzioni di voto, a fronte del 25,5% del Partito Democratico (PD). Tale primato è confermato dal sondaggio Ixè (5 aprile), secondo cui il M5S sarebbe al 28,5% contro il 26,4% del PD. Solo SWG (dati raccolti fra il 3 ed il 5 aprile) pone invece i Democratici prima dei Cinque Stelle, 28,5% a 27,9%. Staccati tutti gli altri con Forza Italia e Lega dati in media al 12,5% delle preferenze e tutti gli altri sotto il 5%. I risultati di aprile confermano il trend dell'ultimo mese, nel quale il PD ha visto decrescere il proprio consenso in relazione alla scissione con Il neonato "Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista" di Roberto Speranza ed Enrico Rossi, a cui i sondaggi attribuiscono un modesto seppur decisivo 4% delle intenzioni di voto.

La strana alleanza populista. Stante l'attuale legge elettorale - proporzionale con premio di maggioranza al 40% senza ballottaggio - anche in caso di vittoria il M5S non avrebbe i voti per costruire un governo. Nonostante i mal di pancia della ortodossia grillina, il Movimento sarebbe quindi costretto a cercare alleati fra le altre forze in parlamento. Mentre un governo M5S-PD appare improbabile, si fa strada l'idea di una possibile coalizione del Movimento con a Lega di Matteo Salvini e Fratelli d'Italia di Giorgia Meloniuna governo anti-Bruxelles che porterebbe il panico nel Continente.

Avete mai la sensazione che l’unica ragione per cui indiciamo le elezioni è quello di scoprire se i sondaggi avessero ragione?
— Robert Orben, comico

Il futuro dell'Europa si gioca nel 2017. Una vittoria di Macron porterebbe la Francia verso posizioni più aperte verso la riforma in senso "decentralizzato" dell'Europa, la sua sconfitta aprirebbe la porta all'euroscetticismo di Marine Le Pen o al massimalismo di Mélenchon. Meno critiche le elezioni tedesche che potrebbe o confermare lo "status quo" o produrre una nuova alleanza di sinistra nel cuore dell'Europa sia dal punto di vista interno (la Rosso-Rosso-Verde) sia esterno (un possibile asse Macron-Schulz).

E l'Italia? Il terzo paese fondatore dell'Unione langue in preda all'infinita crisi del suo sistema politico con all'orizzonte delle elezioni anticipate che tutti vorrebbero, ma di cui nessuno può prevederne le conseguenze.


Per approfondimenti:

- sulla centralità delle elezioni francesi: The Washington Post

- le infografiche sui principali candidati alle elezioni francesi: Tomorrow

- l'effetto Schulz: Die Zeit

- un'analisi - datata 2016 - sul futuro politico della Germania: POLITICO

- un'analisi del Movimento 5 Stelle e del futuro dell'Europa: POLITICO

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