Scozia e Brexit - L'indipendenza catalana - Schultz e Merkel - il Ristretto del 7-2-2017

 Il Primo Ministro britannico Theresa May (a sinistra) con il Primo Ministro scozzese Nicola Sturgeon.

Il Primo Ministro britannico Theresa May (a sinistra) con il Primo Ministro scozzese Nicola Sturgeon.

La Scozia si muove contro il governo britannico, mentre a Londra parte il dibattito parlamentare sulla Brexit. In Spagna si infiammano i toni fra Madrid e Barcellona a causa del processo che vede sotto accusa il governo catalano per il referendum sull'indipendenza del 2014. Sorpresa Schultz in Germania che fa risalire i socialdemocratici nei sondaggi.

Brexit e Scozia. Il governo regionale scozzese, guidato dall'indipendentista Nicola Sturgeon, ha votato una mozione contro la Brexit rivolta ai Parlamentari del Regno Unito. Secondo i membri dell'assemblea di Edimburgo, il governo britannico avrebbe deliberatamente ignorato le istanze delle rappresentanze regionali relative al processo di uscita dall'Unione Europea e, in particolare, non è stato capace di "presentare soluzioni concrete ai vari problemi che l'uscita dal mercato comune comporta". Il parlamento britannico è stato chiamato ad esprimersi sull'attivazione dell'Articolo 50 del Trattato di Lisbona - necessario per intavolare i negoziati di uscita dall'Unione Europea - in seguito ad una decisione della Corte Suprema. All'apertura del dibattito alla Camera dei Comuni, Theresa May ha invitato i parlamentari a non ostacolare il volere del popolo britannico di proseguire verso la Brexit. Il voto è atteso per mercoledì.

L'indipendenza catalana. Si è aperto lunedì a Madrid il processo contro l'ex-Presidente regionale della Catalogna Artur Mas e due suoi collaboratori in merito al referendum sull'indipendenza catalana tenutosi nel 2014. L'accusa è di aver disobbedito all'ordine della Corte Costituzionale Spagnola che riteneva tale consultazione, incostituzionale. Il processo - come altri casi simili che arriveranno in tribunale nelle prossime settimane - sta contribuendo ad alzare la tensione fra Madrid e Barcellona in vista della decisione del governo catalano e del suo presidente Puigdemont, di indire unilateralmente un nuovo referendum sull'indipendenza da celebrarsi questo settembre. Mentre a Madrid si dava il via al processeo, a Barcellona circa 40.000 manifestanti separatisti sono scesi in piazza in segno di protesta al grido di "siamo tutti sotto accusa" e "democrazia!".

Germania alla svolta. Si conferma per ora vincente la scelta dei socialdemocratici di candidare l'ex-Presidente del Parlamento Europeo Schultz contro la Cancelliere Merkel alle prossime elezioni legislative tedesche. Secondo il consueto sondaggio domenicale del quotidiano Bild, i socialdemocratici della SPD guidati da Martin Schulz avrebbero superatocon il 31% delle intenzioni di voto, l'Unione Cdu-Csu di Angela Merkel, ferma al 30%. Per la SPD si tratta di una crescita di oltre 11 punti percentuali rispetto ai dati del mese precedente. Al terzo posto l'estrema destra populista di Alternative für Deutschland (Afd) in calo al 12% e la sinistra radicale Die Linke al 10%. Le elezioni si terranno a metà settembre.

Israele e Territori Occupati. Il governo israeliano ha legalizzato retroattivamente circa 4000 case abusive costruite dai coloni nei territori occupati. Immediate sono arrivate le proteste del governo palestinese, anche se il provvedimento non ha nessuna valenza effettiva in quanto contravviene alla norme sulla proprietà privata sancite dalla convenzione costituzionale israeliana. Per i suo propugnatori, il partito di estrema destra "La Casa Ebraica", si tratta di una vittoria simbolica, destinata - in un momento di crisi del primo ministro Netanyahu - ad accaparrarsi parte dell'elettorato di destra al Likud, nonostante i due partiti siano alleati nel governo del paese.

Stati Uniti. La corte d'appello federale di San Francisco discuterà martedì 7 febbraio se ribaltare o no il blocco all'ordine esecutivo anti-immigrazione firmato da Donald Trump due settimane fa. Tale decreto era stato bloccato dal giudice distrettuale di Seattle, James Robart, venerdì scorso, avallando i ricorsi presentati dagli stati di Washington e del Minnesota. La messa al bando della contestata legge è appoggiata dai procuratori generali di sedici stati fra cui New York e California e da dieci ex-diplomatici - fra cui gli ex-Segretari di Stato Madeleine Albright e John Kerry - e ex-direttori di agenzie di sicurezza statunitensi. Una mozione simile è stata sottoscritta inoltre da 100 grandi aziende, fra cui Apple, Google e Microsoft. Dato il gran numero di ricorsi e la decisione del Dipartimento di Giustizia di lottare fino all'ultimo per salvaguardare la legge, il caso potrebbe arrivare fino alla Corte Suprema.

 
Foto di copertina: Scottish Government images First Minister meets Prime Minister via photopin (license)

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