L'Italia che ignora (sbagliando) l'Europa - l'Opinione del 10-1-2018

L'Italia che ignora (sbagliando) l'Europa - l'Opinione del 10-1-2018

 Le riforme dell'Unione? La croce e delizia di Europeisti ed Euroscettici, i due gruppi che sembrano essersi dileguati durante questo inizio di campagna elettorale italiana. Foto:  European Parliament  Licenza:  CC 2.0

Le riforme dell'Unione? La croce e delizia di Europeisti ed Euroscettici, i due gruppi che sembrano essersi dileguati durante questo inizio di campagna elettorale italiana. Foto: European Parliament Licenza: CC 2.0

Dove sono finiti gli europeisti italiani? E gli euro-critici? Sorvolando sugli slogan, sembra che la campagna elettorale italiana abbia deciso di ignorare una questione: l'Europa.

Sono ormai certo che parlare dell'Unione Europea per chi è in campagna elettorale in Italia deve essere proibito a qualche forma di legge. O un tabù. Non considerando in questo discorso tutti quei brevi e generici slogan che eruttano ogni tanto sui media.

Tutto questo in un 2018 che "non si preannuncia", ma sarà centrale per il futuro dell'Unione fra la ricomposizione dell'asse franco-tedesco, l'appannamento dell'astro politico di Angela Merkel e l'ascesa di Emmanuel Macron, fra gli altri.

Un anno che non inizierà il 5 marzo.

Proprio a marzo, poco dopo le elezioni, Francia e Germania presenteranno all'Euroconsiglio la propria proposta di riforma dell'Eurozona. Per tempistiche - senza citare il "problema della maggioranza" - l'Italia sarà presente con l'attuale Presidente del Consiglio Gentiloni, un Parlamento ancora da comporsi e senza alcuna linea specifica da seguire.

Ci interessa? Fate voi, in fondo si dovrebbe parlare di un più stretto coordinamento politico fra i 19 paesi Euro e, forse, dei bond Franco-Tedeschi.

Come se non l'Eurozona non bastasse, in questi mesi  si dovrà decidere come agire nei confronti della Polonia a riguardo della controversa riforma giudiziaria a cui potrebbero aggiungersi provvedimenti verso l'Ungheria e la Romania. Ci interessa? Un po', visto che la questione è connessa, anche se non direttamente, alla "questione migranti".

Rincariamo la dose? Sempre secondo l'agenda europea, in questi mesi si dovrebbe discutere, anche, della revisione degli accordi di Dublino, i quali regolano i meccanismi di ingresso, accoglienza e smistamento dei migranti nel territorio dell'Unione. Dobbiamo veramente sottolineare perché ci interessa?

Senza dimenticare che, finite le feste, ora cominceranno le trattative per il futuro accordo commerciale fra il Regno Unito e l'Europa. Perché ci interessa? Perché fra le altre cose, si parlerà di eventuali limitazioni alla circolazione dei prodotti finanziari britannici (o là basati) nell'Unione.

Indovinate quale città è particolarmente interessata accanto a Dublino, Francoforte, Berlino, Parigi ed Amsterdam? Milano.

Detto questo, vi chiedo ora di fare uno sforzo: togliamoci dalla testa la sindrome di Paperino (tutto e tutti sono contro di noi) e ragioniamo sul fatto che non pronunciarci su questi temi non è un atto di "euro-critica", ma, semplicemente, un'idiozia.

In fondo il tema "Europa" è stato solamente al centro di tutte le ultime elezioni all'interno del blocco dalla Francia alla Germania, dalla Repubblica Ceca all'Olanda toccando anche la questione catalana.

Per questo mi piacerebbe sentire i partiti italiani dire qualcosa - qualunque cosa - sulle proposte Macron, sull'idea di liste pan-europee già approvate dai Socialisti e Democratici d'Europa (ex PSE ove si trova il PD e parte di LeU) per le prossime elezioni, sul progetto Varoufakis (a cui aderisce SI ora parte di LeU) o sul piano Juncker per un'Europa più coesa. Vorrei sentire anche che idee hanno i partiti "euro-scettici/critici" sulla questione Dublino o sui bond Franco-Tedeschi.

Mi piacerebbe sentire come partiti e coalizioni intendano migliorare il pessimo utilizzo che facciamo dei fondi strutturali europei, quelli che vanno alle regioni più disagiate d'Europa fra cui il nostro Sud.

Vorrei veder presentati, discussi ed argomentati (quella cosa che si fa con le parole e non le "grafiche di Facebook") progetti anche alternativi,critici, proposte che tengano conto degli interessi italiani e che non siano limitate a: "la Germania ci sfrutta", "l'Euro è un problema", "l'Europa non ci aiuta" o similari.

Vorrei, perdonate l'egoismo professionale, scrivere di IDEE concrete, non di passi indietro sull'improbabile uscita dall'Euro o minacce anti-migranti basate sul nulla.

Invece, niente.

Eppure lo spazio esisterebbe visto che dall'Unione, dai suoi pregi e dai suoi difetti sta dipendendo (e non poco) parte della ripresa economica italiana.

Possiamo infatti nasconderci dietro migliaia di scuse (tanto del progetto XXX no se ne farà nulla, tanto a loro non importa di noi, eccetera), ma rimane il fatto che i nostri partner vanno avanti - anche sulla questione Euro, la quale rimane la nostra moneta - mentre noi, ancora una volta, rimaniamo a guardare.

In un assordante quanto catatonico e colpevole, silenzio.

 

Piccola nota ironica: come sempre qualcuno commenterà sottolineando come una cosa sia l'Europa l'altra l'Unione Europea. Senza entrare in tecnicismi e distinguo filosofico-geografici, concedete allo scriba, per armonia linguista, la semplificazione. Grazie

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