La Chimera della Legittimazione Popolare - il Caffè del 14-12-2016

Quando un governo è legittimato e a cosa? E, soprattutto, come si può delegittimarlo?  Il Caffè di oggi parte con questa domanda per guidarci nella rassegna stampa di questa settimana.

CIA: LEGITTIMAZIONE IN SALSA RUSSA. Secondo un reportage del Washington Post basato su un rapporto segreto trapelato dalla CIA, l’Intelligence russa - mediante l’attività di gruppi di hacker - sarebbe intervenuta nelle recenti elezioni presidenziali con lo scopo di supportare Donald Trump e delegittimare la candidatura di Hillary Clinton. L’espediente sarebbe stato far pervenire a WikiLeaks la corrispondenza dei membri del partito Democratico e del comitato elettorale della candidata democratica, incluse quelle e-mails private in cui l’allora Segretario di Stato avrebbe condiviso informazioni riservate con i suoi collaboratori, infrangendo la legge federale che impone l’uso di server governativi per questo tipo di corrispondenza. Il caso rappresentò il principale cavallo di battaglia di Trump nei dibattiti contro Hillary e la riapertura delle indagini a pochi giorni dall’Election Day – poi chiuse poche ore prima del voto – avrebbe contribuito alla perdita di oltre il 10% dei consensi alla candidata democratica, favorendo l’elezione del magnate newyorkese. L’ingerenza russa è confermata, dice sempre il quotidiano della Capitale statunitense, all’unanimità dalle agenzie di intelligence mondiali. Secondo l’FBI comunque, tale attività sarebbe stata mirata più ad indebolire la fiducia nel sistema elettorale più che a favorire Trump.

USA: DELEGITTIMAZIONE POLITICA. Mentre il Presidente designato – via Twitter, il suo principale organo di stampa – respinge accuse da lui definite false e prive di alcun fondamento, ed il suo partito cerca di insabbiare la faccenda, nasce la domanda se Trump sia o non sia adatto a governare e, di fatto, legittimato a farlo. Si tratta di una fronda bipartisan che vede la partecipazioni di illustri repubblicani, fra tutti il Senatore John McCain, noto come il candidato sconfitto da Obama durante la prima campagna del 2008. Egli è uno dei firmatari – assieme alla repubblicana Graham ed ai democratici Reed e Schumer - di una richiesta per la creazione di una commissione speciale di indagine del Congresso, mozione appoggiata anche dall'amministrazione uscente. Intanto i problemi arrivano anche il Collegio Elettorale, ovvero il comitato che il 19 dicembre dovrà ratificare il risultato elettorale. Si tratta di 538 delegati eletti all’Election Day in liste legate ai singoli comitati elettorali, ma liberi da vincoli di voto. Fra di loro dieci grandi elettori, nove democratici ed un repubblicano, hanno formalmente chiesto all’Intelligence americana i documenti relativi all'indagine per capire se Trump sia “adatto a servire come Presidente degli Stati Uniti”.  Attualmente Trump ha 306 voti a suo favore contro i 232 della Clinton; se i documenti dell’Intelligence dovessero far cambiare idea ad almeno 37 repubblicani – possibile, ma altamente improbabile – la nomina del Presidente passerebbe al Congresso. Che Trump diventi il prossimo Presidente degli Stati Uniti rimane scontato, ma certamente l’intelligence russa è riuscita in uno dei suoi obiettivi: mettere in crisi la legittimità del sistema elettorale americano, proprio quella a cui Trump ed il suo entourage si appellano per respingere le accuse della CIA.

TURCHIA: LEGITTIMATO ALL'ASSOLUTISMO. Parlando di governi a legittimazione popolare, in settimana in Turchia è iniziato l’iter di approvazione della riforma costituzionale fortemente voluta da Erdoğan . Definito come “presidenzialista”, il testo prevede la possibilità per il Presidente di governare mediate decretazione d’urgenza, di nominare tutti i vertici militari, giuridici ed amministrativi dello Stato, mentre al parlamento rimarrebbe la possibilità di convocare nuove elezioni qualora esistesse una maggioranza dei due terzi dell’assemblea. Sparirebbe la figura del Capo del Governo e si resetterebbe l’attuale limite di mandato del Presidente, permettendo a Erdoğan di governare di fatto in maniera assoluta fino al 2029. Nei fatti la nuova Costituzione non fa altro che certificare quei poteri che il Presidente-Sultano ha già ottenuto per “legittimazione popolare”, quella stessa che è decollata dopo il fallito golpe di luglio. Attualmente infatti il Presidente “regna” sulla Turchia come un sovrano assoluto; non a caso ha recentemente revocato l’immunità parlamentare e proceduto all'arresto di 11 dei 59 membri del partito moderato curdo HDP con l’accusa di aver sostenuto indirettamente il PKK – il partito separatista curdo, contrassegnato da Ankara come terrorista. Fra di loro, l’ex-candidato alla presidenza Demirtaş , da molti considerato come l’Obama curdo. Mentre ad Ankara incominciava l’iter d’approvazione della riforma, a Istanbul un attentato uccideva 38 persone, fra cui 29 poliziotti, mentre altre 155 sono state ferite. L’attentato, un’autobomba, è stato rivendicato dai “Kurdistan Freedom Falcons” – o TAK – un gruppo dissidente del più grande PKK, partito da sempre votato ad ottenere l’indipendenza per la minoranza curda in Turchia, che cifre non ufficiali – censimenti per etnie sono proibiti nel paese – attestano al 15% della popolazione. Con questo salgono a 6 gli attentati compiuti nel corso dell’ultimo anno dal TAK, che mira ad ostacolare ogni forma di dialogo fra i curdi ed Ankara. Il risultato? “Vendetta” grida Erdoğan , mentre la sua popolarità aumenta sempre di più.

SIRIA: ILLEGITTIMI MASSACRI. In Siria il governo “legittimo” è quello di Bashar Assad, esattamente come in Turchia il governo è quello del Sultano Erdoğan . Basterebbero questi esempi per farci riconsiderare il concetto stesso di “legittimazione”, sia essa popolare o giuridica. L’esercito regolare siriano è riuscito, dopo quattro anni di tentativi e con l’aiuto delle Forze Armate Russe, a fare breccia nella roccaforte dei ribelli nella parte orientale di Aleppo, la seconda città siriana. Qui, secondo quanto riportato dall’ONU, le forze governative hanno ucciso 82 persone nel corso degli ultimi giorni. Si tratta di civili ritenuti colpevoli di aver appoggiato i ribelli e giustiziati sul posto senza alcun processo. Immediatamente, in una dichiarazione congiunta, il Presidente francese Hollande e la Cancelliera tedesca Merkel hanno richiesto un cessate il fuoco umanitario, per sfollare gli oltre 120.000 civili ancora presenti in città, finora però, qualsiasi azione in tal senso viene bloccata dal veto Russo in sede di Consiglio di Sicurezza. Nota a margine, magari poco rilevante: i ribelli in questione non sono i Jihadisti dell’ISIS, ma l’Esercito Libero Siriano. Liberi di pensarla come si vuole in caso di una guerra civile, ma giustiziare dei civili in tempo di guerra è contrario alla convenzione di Ginevra e, come tale, va considerato un crimine contro l’Umanità, questo che a commetterlo sia un governo legittimo o no.

Buona giornata.


Per approfondire - se vi piace leggere in Inglese:

Collegio Elettorale e Hillary Clinton (Politico)

 Sulla difesa di Trump da parte dei Repubblicani (Politico)

Sul report della CIA (The New York Times)

Sulla Situazione in Turchia (The Indipendent, BBC)

Sulla Situazione ad Aleppo (The Guardian, Al-Jazeera)

Assassinato l'Ambasciatore Russo in Turchia - il Ristretto-Breaking News del 19-12-2016

Populismi - il Caffè del 6-12-2016

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