Italia: la Legge Elettorale fra Renzi e Berlusconi - il Caffè del 17-01-2017

 Montecitorio, Roma, sede del Parlamento Italiano.

Montecitorio, Roma, sede del Parlamento Italiano.

Ad una settimana dalla decisione della Consulta sulla legge elettorale Italiana, due interviste, una a Renzi ed una Berlusconi, riaprono il confronto su uno dei temi più sensibili per la classe politica. Fra riforma dell'Italicum ed il ritorno o del Mattarellum o del proporzionale, torna in campo Berlusconi.

Il 24 gennaio, la Consulta ha fissato l'udienza per decidere sulla legittimità costituzionale dell'Italicum, la legge elettorale approvata dal Governo Renzi nel 2016. I giudici costituzionali saranno chiamati a decidere su nove punti della legge, tra cui il ballottaggio, la soglia di sbarramento e il premio di maggioranza secondo i ricorsi presentati dai tribunali di Messina, Torino e Perugia, più un quarto in arrivo da quello di Genova. 

Il caso. L'udienza era stata prevista per il 4 ottobre, ma si è preferito posticiparla a gennaio per non interferire nella decisione degli elettori chiamati alla tornata referendaria di dicembre. Il Capo dello Stato Mattarella aveva chiamato i partiti redigere una nuova legge per il Senato in occasione della nomina del Governo Gentiloni, ma il Parlamento ha deciso di aspettare la delibera della consulta prima di operare eventuali modifiche. Nell'attesa, si riaccende il dibattito grazie a due interviste parallele a Renzi e Berlusconi, rispettivamente a Repubblica il primo ed al Corriere della Sera il secondo.

Lo scontro. Si è trattato di un vero scontro a distanza, in cui i due ex-Presidenti del Consiglio si sono confrontanti non solo con la sopravvivenza dell'Italicum - così chiamato dal Governo Renzi - ma, soprattutto, sulla definizione di una nuova legge per l'elezione dei Senatori. Quest'ultima è attualmente affidata al cosiddetto Consultellum, cioè la legge elettorale proporzionale risultante dalla sentenza della corte costituzionale che ha abrogato alcune parti della legge elettorale Calderoli, meglio nota come Porcellum. La questione è sorta alla mancata  approvazione della riforma costituzionale nel Referendum del 4 dicembre: l'Italicum, entrato in vigore nel luglio del 2016, è valido solo per la Camera dei Deputati nella previsione - poi dimostratasi sbagliata- che il Senato sarebbe stato riformato in una Camera federale ad elezione indiretta sul modello tedesco.

Italicum e Consultellum a confronto (cliccare sull'immagine per ingrandirla).

Renzi, fra Italicum e Mattarellum. "Continuo a pensare - dice Renzi a Repubblica - che il ballottaggio sia il modo migliore di evitare inciuci". Nella stessa sede l'ex-Presidente del Consiglio dichiara la sua volontà di operare alla legge alcune modifiche per venire in contro alla minoranza del partito. "Se la Consulta lo boccerà [l'Italicum]" continua Renzi - "c'è il Mattarellum, voluto dalla corrente bersaniana del PD. Con il proporzionale si torna alla Dc". Il vero obiettivo del Segretario del PD sarebbe di evitare il ritorno al periodo del Pentapartito, l'alleanza a cinque DC-PSI-PLI-PRI-PSDI che ha governato l'Italia fra il 1980 e il 1992 - l'anno di Tangentopoli - considerato il momento più basso della cosiddetta "Prima Repubblica".

Berlusconi, il proporzionale ed il ritorno in campo. Il proporzionale sarebbe, invece, il modello proposto da Berlusconi che si dice pronto ad elezioni anticipate - quindi per l'autunno 2017 - riconoscendo però che "un buon sistema di voto però richiede tempi non brevissimi". A chi lo critica dicendo di voler tornare indietro ad un modello che lui stesso ha aiutato a distruggere - e di cui ha approfittato politicamente - Berlusconi obbietta che "E' necessario chiarire che quando chiedo il sistema proporzionale non lo chiedo affatto per fare le larghe intese. Io voglio vincere le prossime elezioni con il centrodestra, che mi auguro unito su un progetto liberale e riformatore. Dico però che l'Italia è troppo fragile per permettersi governi espressione di una minoranza di elettori, e nei quali il resto del Paese non si riconosce". Nella stessa intervista l'ex-Cavaliere si dice inoltre pronto a scendere in campo personalmente in caso di elezioni - sfidando quindi la volontà di Salvini di essere lui alla guida del Centro-Destra - confidando che la Corte Europea di Strasburgo accetti il suo ricorso contro l'interdizione dai pubblici uffici. "Mi auguro" dice Berlusconi "che i giudici di Strasburgo abbiano la sensibilità di tenere conto che [...] è in gioco la democrazia di un grande Paese europeo".

Dopo la decisione della Consulta, la parola passerà al Parlamento ed allo stesso PD, forte della maggioranza alla Camera. Lo scontro sarà al Senato, ma la speranza del Governo è di riuscire ad avere i voti - oltre che degli alleati di governo del "Nuovo Centro Destra" - almeno dei 35 Senatori del Movimento 5 Stelle, interessato ad andare al voto il più presto possibile per capitalizzare sul proprio vantaggio nei sondaggi.


Approfondimenti:

- Sulla legge elettorale italiana: l'Internazionale

- Un excursus storico sul dibattito elettorale in Italia: l'Indro

- Le posizioni dei partiti sulla legge elettorale: il Sole 24 Ore

 
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