Il Discorso di Addio di Obama - il Ristretto - Breaking News del 11-01-2017

Il Discorso di Addio di Obama - il Ristretto - Breaking News del 11-01-2017

Nella serata di Martedì 10 Gennaio, il Presidente uscente degli Stati Uniti Barack Obama ha tenuto il suo ultimo discorso ufficiale. Per farlo ha scelto Chicago, la città in cui la sua carriera politica è cominciata dapprima nell'impegno civile per poi arrivare alla Casa Bianca.

"Vi devo ringraziare, perché mi avete fatto diventare un Presidente migliore" così inizia il proprio discorso un Presidente commosso che abbraccia con gli occhi i suoi supporters, ammiccante, ma senza mai risultare falso. Obama non è là, sul podio, per un semplice saluto, ma per rinsaldare la propria eredità come Presidente, chiamando gli Americani a continuare la lotta a favore del cambiamento contro le quattro principali minacce alla democrazia: divisioni razziali di cui beneficiano i ricchi, le crescenti fratture nella società americane fra campagne e città, le fake news che invitano ad ignorare i fatti a favore degli slogan - quest'ultima una frecciata diretta a Trump - e l'apatia del popolo verso la democrazia.

La nostra costituzione è un bellissimo regalo, ma senza i fatti non è altro che una pergamena, non ha potere. Siamo noi, le persone, che gli diamo il potere con la nostra partecipazione e le scelte che facciamo
— Barack Obama

Obama invita, infatti, ad una più concreta partecipazione all'attività politica che è l'unico baluardo a difesa della democrazia americana e punto di partenza per creare un America migliore. Non ci si difende, sostiene il Presidente, nascondendosi dietro alle parole, ma con l'impegno concreto e costante.  "La nostra costituzione" difatti "è un bellissimo regalo, ma senza i fatti non è altro che una pergamena, non ha potere. Siamo noi, le persone, che gli diamo il potere con la nostra partecipazione e le scelte che facciamo". 

Molti i giovani, in maggioranza studenti, presenti nell'audience, come spesso succede ad ogni apparizione del Presidente. Si tratta di persone che si sono avvicinate alla politica grazie a lui ed a loro è dedicato il passaggio più pregno di speranza: "Voi siete coloro credete in un'America migliore, equa e più inclusiva. Voi sapete che il costante cambiamento è sempre stato il marchio di fabbrica dell'America, qualcosa di cui non avere paura, ma da abbracciare per portare avanti il duro lavoro fatto e la democrazia". "Io" continua Obama rivolgendosi alle nuove generazioni "credo che  il futuro sia in buone mani".

Il costante richiamo al futuro non cancella l'operato della propria amministrazione, il Presidente uscente ne è conscio, così come è consapevole che l'Amministrazione Trump - peraltro mai nominato - è pronta a distruggere i successi conseguiti da Obama in materia sociale e lavorativa. Ecco quindi il richiamo in difesa di Obamacare - la riforma sanitaria - del cui il Presidente riconosce i limiti ed invita chiunque a trovare una soluzione migliore che lui stesso sarà il primo ad appoggiare. Obama difende inoltre il calo della disoccupazione portato dalle sue riforme economiche, sopratutto in materia dei energie rinnovabili e start-up - due temi fortemente contestati da gran parte del futuro gabinetto Trump. Rubando lo slogan elettorale del futuro Presidente, Obama ammette "abbiamo contribuito a fare dell'America un posto migliore".

Obama invita chi lo supporta ad avere un atteggiamento propositivo e ribadisce la necessità di un maggiore e costante impegno politico: " se siete stanchi di litigare con sconosciuti su Internet, provate a farvi una passeggiata nella vita reale" sostiene il Presidente uscente sempre a riguardo di un maggior impegno civile e politico. Solo così, e conclude, si potrà continuare sulla strada del cambiamento e continuare ad urlare: "Yes we can. Yes we did. Yes we can", si può fare, ce l'abbiamo fatta, si può fare.

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