Alla ricerca di una "rivoluzione conservatrice": quel che resterà della Germania dopo Angela Merkel - il Caffè del 6-1-2018

Alla ricerca di una "rivoluzione conservatrice": quel che resterà della Germania dopo Angela Merkel - il Caffè del 6-1-2018

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ll rapporto CSU-Orban, la scalata del conservatore Jens Spahn alla CDU e la svolta movimentista della SPD: la politica tedesca si avvia al cambiamento, ma come?

La settimana prossima inizieranno i colloqui, per ora ancora informali, fra CDU ed SPD per la formazione della Grande Coalizione (GroKo). Non sappiamo ancora, quindi, come e se Angela Merkel riuscirà a formare un nuovo governo, tantomeno quanto questo potrà realmente durare.

Comunque vada, una cosa è chiara: la politica tedesca non sarà più la stessa. Non stiamo parlando della futura uscita di scena della Cancelliera, ma di come l'intero sistema partitico tedesco stia cambiando dopo l'ascesa populista del 2017. Fra la CSU che cerca una sponda in Ungheria e la CDU che vorrebbe virare a destra, di seguito alcuni dei temi principali da seguire nel paese "guida" in Europa.


Sommario:

- la CSU di Visegrad - il "Kurz" tedesco, Jens Spahn - la SPD ed i suoi travagli -


 Viktor Orban, il Primo Ministro ungherese. Foto:  Kancelaria Premiera  Licenza:  CC 2.0

Viktor Orban, il Primo Ministro ungherese. Foto: Kancelaria Premiera Licenza: CC 2.0

Quella visita di Orban a Seeon

Che qualcosa stia cambiando si è visto al Monastero di Seeon in Baviera dove è in corso il meeting della CSU, i Cristiano-Sociali bavaresi alleati della CDU e futuri partner della GroKo.

L'annuale convegno ha visto l'esordio della "svolta conservatrice-borghese" auspicata dal nuovo segretario regionale Alexander Dobrint che è culminata nella richiesta ufficiale di un tetto al numero di migranti e di una più efficiente politica dei rimpatri.

L'arrivo di Orban. Qui, nel cuore della Baviera, accolto da Dobrint e dal governatore Horst Seehofer è arrivato il Primo Ministro ungherese e leader del partito popolare Fidesz Viktor Orban. Una visita tanto preventivata quanto sorprendente, visto le tensioni esistenti fra Budapest, l'Europa ed in particolare la Germania sulla questione delle politiche di accoglienza ai rifugiati. 

Eppure, in Baviera, il leader di Fidesz è arrivato con un piano ben preciso: quello di cercare nuovi alleati. Orban vuole infatti evitare l'isolamento continentale che sta colpendo la vicina Polonia e per farlo ha bisogno di creareun'alleanza "anti-migranti" fra i partiti più conservatori del Partito Popolare. Quindi la CSU alla ricerca della sua "rivoluzione conservatrice" e l'austriaca ÖVP.

Immigrazione e confini. Sull'immigrazione si è concentrata l'attenzione di Orban per cui "la questione migranti [in Europa] sarebbe diventato ormai un problema democratico". "Il volere del popolo europeo", ha continuato il Premier ungherese, "è quello che privilegi la sicurezza contro il terrorismo e la difesa dei confini". Una difesa, ha chiosato, che è lasciata all'Ungheria, "colei che protegge i confini ungheresi".

Dichiarazioni che echeggiano le affermazioni del candidato governatore bavarese alle prossime elezioni di ottobre, Markus Söder e che testimoniano, come se ce ne fosse stato bisogno, l'interesse della CSU verso una chiara svolta a destra, almeno sui migranti.

Una svolta che coincide con un'apertura a colui, Orban, che è avvertito come il principe degli Euroscettici e, soprattutto, impegnato in una battaglia contro Bruxelles ed Angela Merkel. Una CSU che, quindi, si allinea ai vicini austriaci della ÖVP di Sebastian Kurz considerati, nonostante le recenti smentite del Cancelliere, vicini ai 4 di Visegrad e già parte del gruppo allargato Visegrad +, assieme a Croazia e Slovenia.

Il nodo delle elezioni regionali. Questo il modo in cui la CSU cerca di arrestare l'avanzata dell'estrema destra in Baviera, sia questa quella marchiata Alternativa per la Germania (AfD) - data attorno al 12% - che quella dei Die Blauen, la nuova formazione di destra fondata dall'ex-Segretaria di AfD, Frauke Petry.

Un progetto mirato, quindi, a rafforzare la "destra" del Centrodestra tedesco contro il populismo, ma che, come si è visto proprio a Seeon, presenta dei rischi, anche solo di "rappresentanza politica".

Il rischio populista. Emblematico quanto successo, infatti, al capogruppo del Partito Popolare Europeo, e politico di spicco della CSU, Manfred Weber. Ai margini della visita di Orban, Weber ha espresso la speranza che "nel 2018 il tema centrale dell'Unione Europea sia quello di trovare una soluzione finale per i migranti". 

"Soluzione finale" un termine (finale Lösung in tedesco) molto, troppo, simile a quello di "Endlösung" della questione ebraica usato durante il Nazismo e che ha fatto rabbrividire molti in Germania.

Weber - politico notoriamente liberale - si è poi difeso su Twitter sottolineando come egli intendesse "una soluzione atta ad aiutare gli essere umani in difficoltà", ma la svista ha solo confermato come, se usata frettolosamente, la retorica populista anti-immigrati possa facilmente scivolare nel razzismo.

Anche e soprattutto in Germania.


 Jens Spahn, sarà lui il successore di Angela Merkel? Foto:  Stephan Röhl  Licenza:  CC 2.0

Jens Spahn, sarà lui il successore di Angela Merkel? Foto: Stephan Röhl Licenza: CC 2.0

Jens Spahn, il più probabile successore di Angela Merkel

Anche la CDU, come la consorella CSU, è alla ricerca della sua "rivoluzione conservativa", almeno in prospettiva.

Per la destra dei Cristiano-Democratici, i 12 e più anni di Angela Merkel alla guida del partito sono stati avvertiti come una costante forzatura verso il centro e, nell'ultimo periodo, ben dentro il campo del "Centrosinistra". Una manovra politica calcolata, quella della Cancelliera, anche alla luce delle necessarie "GroKo" del 2005 e del 2013, ma che potrebbe risultare in una svolta conservatrice quando Angela deciderà di abbandonare la guida dei Cristiano-Democratici.

Per molti, compreso chi vi scrive, questo accadrà nel corso del prossimo governo: troppe, infatti, le pressioni interne (fra conservatori e CSU) per evitare il tracollo del partito nel 2021.

A quel punto potrebbe essere il momento di Jens Spahn, Sottosegretario alle Finanze. 37 anni, cattolico, sposato ed omosessuale, Spahn è la speranza delle correnti più liberali e conservatrici del partito, colui che porrà fine alla "socialdemocratizzazione" della CDU.

Il Kurz tedesco. Spahn, inoltre, è stato uno dei primi critici delle politiche pro-immigrazione di Angela Merkel, mantenendo, però, quell'anima liberale che manca alla CSU. Posizioni, quest'ultime, che gli sono valse le simpatie deli liberali della FDP: il candidato perfetto per riformare il tradizionale blocco del Centrodestra tedesco (CDU, CSU e FDP).

Un "Sebastian Kurz" tedesco che, come l'attuale Cancelliere austriaco, potrebbe interrompere il ciclo delle Grandi Coalizioni rappresentando, allo stesso tempo, il "nuovo conservatorismo" non tradizionalista.

Se alla fine delle trattative Jens Spahn si troverà a capo di un ministero - indicativamente quello delle Finanze - le possibilità che sia lui ad arrivare come Cancelliere alle prossime elezioni, sarebbero molto alte.


 Il simbolo della SPD ++

Il simbolo della SPD ++

SPD fra Sinistra e Movimentisti.

II ritorno dei "Conservatori" dovrebbe, nei desiderata dei due partiti dell'Union (CDU e CSU), indebolire Alternativa per la Germania (AfD): curiosamente, i veri "partner" tedeschi dei Visengrad 4. Probabilmente, invece, potrebbe andare a rafforzare la SPD, lasciando "libero" quell'elettorato "centrista" di sinistra che rappresenta lo "zoccolo duro" di Angela Merkel.

Uno scenario idilliaco per un partito, quello socialdemocratico, ai minimi storici in materia di consenso, ma destinato a fare man bassa di ministeri nelle trattative per la GroKo. Questo però non aiuterà a rinsaldare le tre anime della SPD: quella "governativa" di Martin Schulz, di Andrea Nahles e Sigmar Gabriel (quest'ultimi due considerati i possibili successori del Segretario); la "Sinistra" di Andrea Ypsilanti ed i movimentisti della SPD + +

Internet e rappresentanza. Mentre la Sinistra si contorce sulla Coalizione con la DUCE - una parte di essa è alla base dell'associazione NoGroKO - è la SPD + +  che rappresenta la vera novità all'interno dei Socialdemocratici. Si tratta di una corrente ispirata al "movimentismo" online dell'oramai quasi scomparso Partito Pirata. Espressione della "base" dei socialdemocratici, al centro del loro programma ci sono la "digitalizzazione" della società soprattutto dei processi politici a cominciare da quelli interni al partito con un sistema non troppo diverso dal "Rousseau" in uso al Movimento 5 Stelle. 

Una "democratizzazione" che vuole, inoltre, portare all'interno del partito più rappresentanti femminili, migranti di seconda e terza generazione e giovani. Fra le tre correnti, SPD ++ appare quella più lontana dai vertici del partito, il quale, come ormai dai tempi di Schröder, rimarrà appannaggio dell'ala moderata con buona pace della Sinistra e dei movimentisti.

Basterà cambiare  per l'ennesima volta segretario sperando nella "svolta conservatrice" della CDU per riportare in auge un partito in caduta libera (gli ultimi sondaggi danno la SPD al 19%)? 

Questo sembra sperare Martin Schulz, mentre si prepara ad appoggiare l'ennesima GroKo.


Per approfondimenti:

- Orban, l'immigrazione e la ricerca di un asse in Europa: der Spiegel Online

- il caso Weber, più di una svista, un macigno sulla CSU: Deutsche Welle

- la CSU e la GroKO: Bayerische Rundfunk

- i vari ostacoli sul fronte delle trattative per il governo: Frankfurter Allgemeine Zeitung

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