La Germania verso il riarmo - Trump verso l'impeachement? - Haftar, Putin ed il petrolio - il Ristretto del 23-2-2017

 Un carro armato tedesco Leopard 2 durante le esercitazioni congiunte della NATO, CC 7th Army Training Command

Un carro armato tedesco Leopard 2 durante le esercitazioni congiunte della NATO, CC 7th Army Training Command

La Germania intende aumentare e migliorare le proprie forze armate diventando il punto di riferimento fra quest'ultime e gli eserciti dei paesi vicini: Olanda, Repubblica Ceca e Romania. In rete si scommette sul prossimo impeachment a Donald Trump, ma questo non è troppo lontano dal concretizzarsi. In Libia aumentano gli interessi russi a favore del Generale Haftar.

Il riarmo tedesco. Entro il 2024 le forze armate tedesche dovrebbero salire dagli attuali 178.000 a 198.000 effetivi. Questo il piano esposto la settimana scorsa dal Ministro della Difesa Ursula von der Leyen al Bundestag a cui andrebbe associato un piano di ammodernamento degli equipaggiamenti. In questo modo la Germania intende tenere fede a quanto stabilito dal vertice NATO del 2014, ovvero far salire la propria spesa militare annua al 2% del PIL, traguardo attualmente raggiunto solo da Estonia e Grecia col Regno Unito poco distante. Questo accade dopo l'aut-aut fatto del Segretario di Stato statunitense Jim Mattis durante l'incontro del 15 febbraio a Bruxelles fra i Ministri della Difesa dei paesi dell'Alleanza. In quell'occasione gli Stati Uniti hanno chiesto ai paesi membri di aumentare la propria spesa militare entro la fine del 2017, pena il disimpegno di Washington dalla NATO. Per rientrare nei parametri allo stato tedesco - il più lontano dal traguardo fra i paesi dell'Alleanza, secondo un recente studio del International Institute for Strategic Studies -  mancano 30 miliardi di Euro, una cifra che il Ministro della Difesa ha richiesto ufficialmente al Parlamento martedì scorso. La crescita della potenza militare tedesca non passa solo per la NATO, ma anche attraverso la cooperazione con altri paesi europei. La settimana scorsa la Frankfürter Allgemeine Zeitung ha riportato come Romania e Repubblica Ceca siano interessate ad integrare parte della propria forza militare nella struttura di comando dell'esercito tedesco. Secondo gli accordi, si tratterà all'inizio di una singola divisione per paese, secondo l'esempio costituito dalla collaborazione già esistente fra Germania e Paesi Bassi tramite cui due terzi delle forze armate dell'esercito reale olandese sono stati posti sotto diretto comando tedesco. Fra i due paesi esiste inoltre un corpo d'armata comune basato a Münster con cui stazionano - fra gli altri - contingenti militari britannici, italiani, spagnoli e scandinavi. A fronte dell'incertezza che regna nella NATO all'alba della presidenza Trump - e la mancanza attuale di piani specifici per la creazione di una forza militare europea - la Germania sta cercando di riposizionarsi come potenza militare continentale anche in previsione dei benefici che questo potrebbe avere sulle finanze statali: il paese è attualmente il terzo produttore mondiale ed il quarto esportatore di armi al mondo.

L'impeachement a Trump. Secondo il servizio di scommesse britannico Ladbrokes, le chances che Donald Trump possa non concludere il suo mandato presidenziale sarebbero - al 22 febbraio 2017 - date 10/11, ovvero se si scommette un euro si vincono 90 centesimi, il che- nel gergo delle scommesse - significa che l'evento è molto probabile. Di fatto la neonata amministrazione Trump sta subendo forti attacchi connessi al caso Micheal Flynn, l'ex-Generale diventato Consigliere per la Sicurezza Nazionale dell'amministrazione Trump, accusato di aver avuto contatti con l'intelligence russa durante la campagna elettorale allo scopo di agevolare la vittoria del magnate newyorchese. Esploso lo scandalo, Flynn si è subito dimesso dal suo posto alla Casa Bianca, ma il caso ancora continua a riempire le pagine dei giornali statunitensi. Secondo indiscrezioni riportate dal New York Timesquattro persone sarebbero sotto inchiesta da parte del Dipartimento di Giustizia per le medesime accuse rivolte a Micheal Flynn fra cui un altro ex-consulente di Donald Trump, Roger Stone - il quale ha richiesto un'intervento diretto del Presidente contro il Dipartimento - e il manager della campagna elettorale Paul Manafort. A fronte di un primo mese costellato di sconfitte - prima fra tutte quella sul decreto immigrazione - a Washington si respira un forte malcontento nei confronti del neo-Presidente e se i Democratici si rifiutano di approcciare l'argomento impeachment direttamente per evitare  di cadere in una trappola politica e mediatica, da parte repubblicana sono in aumento le voci del dissenso non solo al Senato, dove siede l'ex-candidato presidente John McCain, ma anche al congresso, l'unico organo che può decidere sull'impeachment. In un recente incontro pubblico, il membro del Congresso Jim Sensenbrenner, repubblicano, ha dato voce a questo malcontento, sottolineando come il Congresso avrebbe il dovere di agire qualora le accuse mosse a Micheal Flynn dovessero coinvolgere il Presidente.

Il petrolio della Libia. Nel tentativo di rafforzare la propria presenza in Libia, il governo russo ha sottoscritto un accordo per lo sviluppo del settore petrolifero nel paese nordafricano. L'accordo è stato firmato per i libici dal National Oil Committee (NOC) e, per parte russa, dal gigante petrolifero a controllo statale Rosneft. Il contratto prevede la creazione di un comitato congiunto per "valutare nuove esplorazioni ed estrazioni nel paese" allo scopo di gettare le basi per "ulteriori investimenti russi", secondo quanto dichiarato dal presidente del NOC Shukri Ghanem. Con il nuovo trattato la Russia intende espandere il proprio coinvolgimento politico ed economico in Libia e, in particolare, nella Cirenaica, l'area controllata dal generale Khalifa Haftar, che ha ricevuto l'appoggio ufficiale della Russia a gennaio. Proprio l'uomo forte di Tobruk dovrebbe essere - nei piani di Mosca - il terzo tassello dell'asse russo nel Mediterraneo accanto alla Siria di Assad e all'Egitto di al-Sisi. Lo scopo è quello di aumentare il peso diplomatico e le capacità della Marina russa nel bacino mediterraneo. Tale espansione preoccupa i paesi dell'Unione Europea e l'Italia, che - come riportato in un recente Ristretto - hanno dato il proprio appoggio ad una maggior partecipazione di Haftar al governo provvisorio del paese.

 
Foto di copertina: 7th Army Training Command SETC_German-730 via photopin (license)

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