Il nuovo fronte del populismo tedesco: Frauke Petry e la Baviera: - il Caffè del 5-10-2017

 Frauke Petry, ex-Segretaria di Alternativa per la Germania. Foto:  James Rea  Licenza:  CC 2.0

Frauke Petry, ex-Segretaria di Alternativa per la Germania. Foto: James Rea Licenza: CC 2.0

Frauke Petry era il volto della AfD, ma dopo la sua più importante vittoria si è ritirata dal partito: perché? La risposta sembra essere la fondazione di un nuovo partito e la rincorsa ad uno dei Land più importanti del paese: la Baviera.

Frauke Petry ed Angela Merkel hanno molto in comune. Entrambe hanno forti radici in Germania Est; la natia Sassonia per Petry e il Brandeburgo, dove si è trasferita appena nata, per Merkel. Entrambe hanno una Laurea ed un Dottorato in Chimica. Tutte e due sono note per il proprio carattere.

Due storie assimilabili, ma mentre la Cancelliera, negli anni, saliva al ruolo il simbolo della Germania europea e globalizzata, Frauke Petry sembrava incanalare la rabbia di coloro che, soprattutto fra i tedeschi della ex-Germania Est, si sentivano “tagliati fuori" dalla "nuova Germania" multiculturale e ricca.

Mentre il suo partito, Alternativa per la Germania (AfD), macinava voti regionali e sondaggi, negli ambienti populisti di mezza Europa nasceva il mito della "anti-Merkel" o "Merkel della destra": una leader sovranista, nazionalista, anti-Euro e anti-Islam capace di guadagnare voti nel cuore dell´Europa, la Germania.

L'uscita di scena. Arrivano però le elezioni, AfD diventa terza forza politica tedesca, e segue l'annuncio: Frauke Petry - la Segretaria Petry - lascia il partito.

Per un personaggio politico che, proprio grazie ai media, è passata in soli 4 anni da essere un'anonima imprenditrice locale a diventare leader della terza forza politica del paese, Petry sceglie l'uscita ad effetto. Alla conferenza stampa che doveva sancire la vittoria della formazione di estrema destra, Petry, arriva, ringrazia gli elettori, fa il proprio annuncio e se ne va, fra gli sguardi stupiti degli altri leader del partito.

 La conferenza stampa di Alternativa per la Germania. Foto:  vfutscher  Licenza:  CC 2.0

La conferenza stampa di Alternativa per la Germania. Foto: vfutscher Licenza: CC 2.0

La critica al modello AfD. Dal punto di vista politico, Frauke Petry è considerata una "le Penista", contraria all'immigrazione islamica e all'Europa, ma ultra-liberista. Di AfD rappresentava l'ala "modernista" dell'estrema destra tedesca, socialmente conservatrice e tradizionalista, opposta alla parte più nostalgica del partito, quella rappresentata dal leader dell'ultra-destra interna Alexander Gauland, fondatore e co-candidato cancelliere del partito.

Secondo quanto dichiarato dalla stessa Petry dopo la propria uscita, AfD, così com´è ora, non "avrebbe futuro". Il partito sarebbe minato da una forte "anarchia" generatasi dalla lotta tra fazioni al suo interno, la quale renderebbe "poco credibile la piattaforma programmatica del partito".

In questo contesto, AfD sarebbe servita per scoperchiare il vaso di pandora sui problemi della Germania globalizzata, ma questo, continua, non basterebbe più. Il paese, chiude l'ormai ex-Segretaria, "avrebbe bisogno di una soluzione a lungo termine", qualcosa che sappia aggregare l'elettorato conservatore della Germania, quello "ostaggio" di Angela Merkel.

E chi meglio della "Merkel di destra" per gestire tale offerta politica?

Quello che serve è una CSU, un partito conservatore e sociale, a livello federale
— Frauke Petry sul futuro politico della Destra in Germania

L'OPA sulla destra. Le manovre sono già partite con la registrazione di un sito internet noto come "Die Blauen", i blu, anche se la stessa Petry ha sottolineato che questo non sarà il nome del partito.

Comunque si chiami la nuova formazione, essa si ispirerebbe, come modello di sviluppo, al movimento En Marche dell’attuale Presidente francese Emmanuel Macron: mobilitazione dal basso e presenza internet per coinvolgere giovani e volontari. Politicamente verrebbero ripresi alcuni dei pilastri della AfD, soprattutto quelli della riduzione delle tasse, contro l'immigrazione e contro l'Islam.

Una "nuova" CSU? Il nuovo "partito" si dovrebbe collocare a destra della CDU di Angela Merkel, ma su posizioni meno estreme (leggasi: nostalgiche) della AfD per lanciare una vera e propria OPA sull'elettorato conservatore e tradizionalista. Lo scopo sarebbe creare, dice ancora Petry, una CSU a livello nazionale, facendo riferimento ai Cristiano-Sociali bavaresi consociati, a livello nazionale, con la CDU di Angela Merkel.

Proprio la CSU è sembrato finora essere il partito più incline ad accogliere al suo interno i temi dell'estrema destra, fosse anche solo per limitarne l'espansione. Ciò ha portato l'attuale Segretario del partito, e Governatore bavarese, Horst Seehofer in rotta di collisione con la Cancelliera Merkel sulla questione dei rifugiati, mettendo a rischio la tradizionale alleanza fra CSU e CDU.

Non solo: lo stesso elettorato bavarese si è dimostrato, fra quelli dei Länder della ex-Germania dell'Ovest, il più ricettivo verso le istanze della AfD, facendogli raggiungere punte vicine al 20%  ed una media regionale del 12,4, superiore all'11% raggiunto nelle altre regioni occidentali. 

 Horst Seehofer, leader della CSU e Governatore della Baviera. Lui e la sua regione sono ora nel mirino della destra populista tedesca. Foto:  campact  Licenza:  CC 2.0

Horst Seehofer, leader della CSU e Governatore della Baviera. Lui e la sua regione sono ora nel mirino della destra populista tedesca. Foto: campact Licenza: CC 2.0

Il nodo bavarese. Costruire su questo risultato sembra essere il mantra sia di AfD che del nuovo "partito" di Petry con un unico obiettivo: il governo della regione. 

Secondo la legge elettorale, infatti, è assolutamente improbabile che, anche in Sassonia, dove ha il 27% dei consensi, AfD raggiunga i voti necessari per governare. Il sistema tedesco premia, infatti, le coalizioni, e allo stato attuale delle cose è poco probabile che CDU, SPD, Verdi, Linke o FDP, possano allearsi con una formazione bollata come "neo-nazi" da molti media, ufficiali o meno. 

Ecco che entra in gioco la Baviera e Frauke Petry. Per la CSU, ogni risultato che la veda scendere sotto la maggioranza assoluta nel Land è considerata una sconfitta, "un'allontanamento" del partito dal suo elettorato che, ideologicamente, coincide con il "popolo bavarese".

Qui potrebbe inserirsi sia la AfD che, se avesse successo, la nuova formazione di Frauke Petry. 


Risultati dei singoli partiti tedeschi alle Elezioni federali del 24 settembre per distretto


Dalla Baviera a Berlino. L'obiettivo, allora, diventerebbe creare abbastanza seguito sul territorio da oggi alle elezioni regionali dell'autunno 2018. Questo vorrebbe dire costruire sul risultato, diventare il secondo partito della regione (attualmente la SPD con il 15% dei consensi) e costringere la CSU ad un´alleanza in nome "del volere del popolo bavarese". 

Chiunque consegua questo obiettivo, il movimento di Frauke Petry, o l'AfD, riuscirebbe a sdoganarsi a livello nazionale come "forza di governo" verso le elezioni federali del 2021, quando Angela Merkel dovrebbe andare in pensione, riaprendo, di conseguenza, la corsa al voto conservatore e, come tale, al Parlamento di Berlino.

In questa corsa alla Baviera, Frauke Petry sembrerebbe, al momento, favorita rispetto alla AfD. Rimanendo infatti al Bundestag, la ex-dirigente della Destra manterrebbe visibilità nazionale evitando, allo stesso tempo che ricadano su di lei le ripercussioni politiche dieventuali "errori" o "crisi" della AfD.

Questo permetterebbe a Frauke Petry di costruirsi il proprio consenso e, tramite la Baviera, avvicinarsi a rendere il titolo di "Merkel della destra" più concreto: la Cancelleria, per quanto improbabile, sembra l'obiettivo, infatti, della leader della Destra tedesca. Qualcosa che spaventa la stessa AfD, secondo fonti vicine al partito.

La speranza, per la Germania e l'Europa, è che la fine della crisi economica e il tanto atteso rilancio dell'Unione Europea si concretizzi togliendo munizioni ai tanti, troppi, populismi che affollano la politica continentale, che si chiamino Petry, Le Pen, Salvini, AfD o altro.


Per approfondimenti:

- la questione Petry ed il suo peso nella futura vita politica tedesca: POLITICO

- la crisi dell'alleanza CDU/CSU dopo le elezioni: Handelsblatt

- sulla Baviera e l'avanzata delle Destra estrema: Süddeutsche Zeitung

- il futuro della Germania a fronte della crescita del populismo: New York Times

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