America First: quando la semplicità diventa un problema - l'Opinione del 27-1-2017

L'america più profonda ed il patriottismo, dove nasce il supporto a Donald Trump

L'america più profonda ed il patriottismo, dove nasce il supporto a Donald Trump

KISS – Keep it simple, stupid – è un acronimo comune nella società americana che serve ad indicare il principio per cui un sistema funziona al meglio quando progettato con semplicità. Declinato in ambito politico, il Keep it simple, stupid funziona per Trump perché permette agli elettori, “il popolo”, di focalizzarsi su concetti semplici, ripetuti e difendibili anche contro ogni evidenza. Se sentono di potersi fidare di me – pensa Trump – e della mia amministrazione, mi seguiranno senza remore.

Il neo-Presidente si è affidato a questo principio durante l’intera campagna elettorale, ripetendo lo stesso messaggio fino alla nausea: l’America vive un’epoca oscura, attaccata da terroristi e minacciata dagli immigrati, impoverita dalla perdita del lavoro, dalle tasse e dalle spese a sostegno delle riforme introdotte dal suo predecessore, come la Green Economy e l’Obamacare, la contestata legge sulla sanità. Poco importa se i dati – ufficiali e non – lo smentiscano: l’America sta affondando e lui, Donald J.Trump, è l’unico che può “make America great again” – rendere l’America di nuovo grande.

Dopo essere stata la formula vincente di una campagna elettorale combattuta tramite slogan ed attacchi diretti, lontani anni luce dal politicamente corretto a cui gli elettori statunitensi sono abituati, KISS è ora il mantra dell’amministrazione Trump. Per capire come il nuovo Presidente applichi tale principio al mondo politico basta ascoltare il suo discorso d’insediamento: scritto per una generazione che ha la soglia dell’attenzione più bassa di sempre – cinque secondi – e pienamente comprensibile per chiunque abbia frequentato almeno la terza media.

“Compra Americano, assumi Americano” e “Il tempo delle chiacchiere è finito, ora è il momento dell’azione” sono solo due esempi di KISS, a cui si può associare l’ormai celebre “right here, right now – qui ed ora” usato da Trump per indicare quando e come i cambiamenti da lui proposti dovrebbero avvenire. Si tratta di frasi facili da ricordare, chiare ed immediate, in cui “l’America” – usando la retorica politicamente scorretta di Trump, il quale non dice mai “Stati Uniti”, ma solo, appunto, America – soprattutto quella più semplice, può riconoscersi. 

Il KISS ha conquistato anche la comunicazione ufficiale della Casa Bianca, come si vede nel programma politico di America First, un’agenda fatta di pochi punti, scritti per catturare l’attenzione tramite due parole che uniscono l’idea del “mantieniti semplice” al populismo di Trump: America First – prima l’America. Di conseguenza, gli snodi principali di tale agenda sono una mera flessione di tale principio nei diversi ambiti su cui Trump ha insistito durante la campagna elettorale. 

In cima alla lista delle priorità troviamo la riforma sanitaria che, nelle promesse di Trump, dovrebbe sostituire l’Obamacare con un sistema più agile, inclusivo e meno oneroso sia per le casse dello Stato, sia per i contribuenti. Uno dei primi ordini esecutivi firmati dal Presidente Trump è stato dedicato proprio allo smantellamento dell’Affordable Care Act  – la legge nota come Obamacare – attraverso un invito alle agenzie competenti di ostacolare l’uso dei fondi destinati alla riforma, di fatto impedendone l’attuazione. 

Fonte: CNN

Altro argomento su cui Trump si gioca la faccia sono le politiche energetiche.  “L’energia è una parte essenziale della vita americana ed  un elemento base dell’economia mondiale.” Anche qui, con una struttura sintattica da terza media si trasmette un messaggio vago, un’idea senza un piano preciso alle spalle. “Ridaremo lavoro agli americani, e lo faremo promuovendo l’uso delle nostre risorse” perché “abbiamo vaste riserve energetiche ancora intoccate proprio qui in America”, riferendosi alle nuove trivellazioni in Alaska e all’uso del carbone “pulito”, entrambe bloccate da Trump. Non perdendo tempo dopo Obamacare, con un nuovo ordine esecutivo il Presidente vuole ora sbloccare i fondi per la costruzione di un oleodotto in North Dakota, un progetto abbandonato perché la pipeline avrebbe dovuto attraversare la riserva Sioux di Standing Rock. 

Un ulteriore scossone alle consuetudini politiche statunitensi è arrivato dalla deriva unilaterale in materia di politica estera. Gli Stati Uniti, attraverso un ordine esecutivo firmato dal Presidente, si sono formalmente ritirati dal TTP, un accordo commerciale stipulato tra le 12 economie più significative dell’area pacifica. “Il popolo americano è stato costretto ad accettare trattati commerciali che mettevano al primo posto gli interessi delle élite di Washington, a scapito dei lavoratori di questo paese” e Trump vuole ora invertire questa tendenza, rivedendo i trattati internazionali firmati dagli Stati Uniti e promuovendo la stesura di nuovi accordi unilaterali. 

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In ciascuno di questi punti, e soprattutto nella loro vaghezza, si può osservare la perfetta attuazione del principio KISS. Si tratta di risposte semplici a domande complesse, che rispecchiano le sfide che gli Stati Uniti devono fronteggiare alle quali Trump sembra voler – o poter - a rispondere solo con progetti nebulosi, slogan invece che proposte.

Evitare il superfluo e tendere alla semplicità sono obiettivi a cui ogni politico mira - Lincoln, la cui arte oratoria ha fatto la storia della politica statunitense - era noto per i suoi discorsi coincisi, ma un’eccessiva semplificazione può anche essere sintomo di una visione unilaterale della contemporaneità: se la realtà è così chiara come le parole la descrivono, allora anche le decisioni da prendere non richiederanno di ascoltare pareri e opinioni diverse per farsi un’idea chiara del problema. Il risultato è uno studio  ovale trasformato nell’ufficio di uomini d’affari che hanno fatto del “right here, right now” il loro motto a scapito del dialogo e della concertazione che sono storicamente alla base del dibattito politico internazionale.

Se  è vero che  i politici tendono ad offuscare la realtà con discorsi volutamente complessi, il neo-presidente Stati Uniti sta facendo la stessa cosa, ma usando l’arma opposta: keep it simple, stupid, KISS.

 
foto di copertina di: Eric Demarcq Veterans Day via photopin (license)

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