This is Retro: l’altra faccia della narrazione di un magazine

retro, gaming, cinema, fumetto

La narrazione è tutto per questo voglio aumentare le capacità narrative del Caffè e l’Opinione: This is Retro, benvenuti.

Mentre scrivo, so che ci saranno due tipi di lettori che leggeranno questo post: quelli che già seguono il Caffè e si chiederanno “che cosa dirà oggi Simone?” e quelli che saranno caduti nel tranello e sono arrivati perché attratti dall’immagine di copertina. Ai secondi chiedo scusa, quest’articolo non parlerà di Superhot né di nessun altro videogame, ma succederà e se avrete la pazienza di leggere capirete perchè.

Ai primi, chiedo solo la pazienza di perdere 3 minuti della propria vita su un post da vero blogger: uno di quelli autorefrenzieli e che servono ad illustare il futuro del sito.

Quindi: benvenuti in This is Retro, il “retrobottega” de il Caffè e l’Opinione!


Benvenuti in un magazine altro

This is Retro è un (il?) mio pallino da quando ho concepito questo blog. Ai tempi collaboravo con Yanez (parlando di videogiochi) e avevo appena chiuso con Berlino Magazine (dove parlavo di politica berlinese). Volevo provare l’emozione di fare qualcosa di mio, un sito che racchiudesse al suo intorno sia il mio interesse per la politica che quello per la cosidetta ‘cultura nerd’.

Inizialmente era CO NeRd, poi divenne CO Cultura (che ha dato le basi per glu attuali colori del sito) ed infine fu, solo su Instagram, Retro, ma l’obiettivo è sempre stato uno: rendere il Caffè uno spazio a tutto tondo che vada oltre la politica.

Il problema è sempre stato come.

Non una domanda stupida, questo è un blog che parla di politica e chi ci conosce ci legge e ci segue soprattutto per questo. Mettiamola così, io intendo il sito come un grande bar ed in questa metafora, il Caffè ne è il bancone, il posto dove gli astanti si incontrano e, fra un espresso ed un croissant, leggono il giornale e parlano di politica. This is Retro è la stanza dietro, quella con i divani dove ci si siede a snocciolare a memoria film e libri per poi perdersi in discussioni infinite al limite del metafisico.

In soldoni: un meta-spazio narrativo che completa l’esperienza anche se appare meno frenetico e meno hardcore del bancone.


This is Retro


Cinema, fumetti, gaming etc.

E la politica? Ci sarà, solo che farà capolino in altre forme. Vedete, io non sono per niente sicuro che si debba parlare di politica sempre in modo diretto e che argomenti come climate change, etica, comunicazione, società, razzismo, cultura ed istruzione non possano essere trattati in maniera “altra”. In verità sono convinto proprio del contrario, ovvero che l’attualità folle di quest’epoca, ci permetta solo di abbozzare i problemi, ma non di capirli realmente, se non si prendono i dovuti tempi.

Per questo This is Retro ed il suo strano bagaglio di film, libri, fumetti e videogames: l’intrattetimento come mezzo per andare oltre ai confini dell’informazione tout court.

Ad alcuni piacerà, ad altri, per interessi diversi o gusti divergenti, no e va bene così, perché, detto fra noi,  uno dei vantaggi di avere un sito/magazine/blog è che posso pubblicarci un po’ quello che mi pare, come e quando. Soprattutto, far pubblicare chi ha voglia di dire la sua e magari non trova spazio in quel contenitore che è il Caffè.


Una nota sul gaming

Come avete notato, amo la politica, forse anche troppo, ma non è il mio solo amore proibito. Sono, ancora, un divoratore di fumetti, del cinema e dei libri (ma dai?!? NdR). Soprattutto, lo confesso, sono un videogiocatore.

Perché vi faccio questa confessione da alcolista anonimo?

Un po’ per polemica nei confronti di Carlo Calenda (storia vecchia), un po’ perché il mio bazzicare un mondo ritenuto “infantile”, “sciocco”, “alienante” (ma sempre meno di un talk-show), mi ha sempre portato a pensare alle potenzialità narrative nascoste ed ignorate, anche giustamente, del mezzo videoludico.

Per gli adepti del mezzo, potrei citare le scelte morali di This War of Mine, la struggente e drammatica storia di The Last of Us, le lacrime vere che ho versato alla fine di Bioshock Infinite (non cito quelle altrettanto vere per l’acquisto di Destiny 2, scusa Maicol), ma forse è ancora presto, troppo presto. Vi basti sapere che un certo gaming, quello cosidetto indie o “narrativo”, provoca lo stesso immane stupore che può provare l’intenditore di Whiskey che scopre un Young Malt islandese o il cinefilo quando, sulle poltroncine oramai sfondate del cinemino d’essai, scopre un giovane promettente regista.

Perché non solo mi piace narrare e ritengo che il giornalismo politico sia una sua forma di narrativa “concreta” e “istantanea” alla pari delle altre, ma perché vado in brodo di giuggiole quando mi trovo davanti a forme alternative di narrazione, come,nel cinema, Vice, di cui, infatti, troverete la recensione, il The Big Lebowsky, Blade Runner o, nei fumetti, Salvezza di Rizzo-Bonaccorso e opere mitiche come Watchmen, V for Vendetta (che ca**o se arriverà) fino agli immortali Maus e Persopolis.

 



Un appello

Insomma, su This is Retro vorrei provare a portare contenuti nuovi. Io ci mettero il mio, ma This is Retro, come il Caffè, nasce come spazio aperto. Parteciparci è semplice, basta scriverci sui social o alla mail caffeopinione@gmail.com. Per contribuire basta poco, può essere l’articolo che avete voluto sempre scrivere (quello sul libro che avete letto l’altra settimana, o quel fumetto comprato e divorato sul bus o, ancora, la mostra a cui siete andati domenica scorsa), fino al semplice suggerimento o segnalazione.

Se poi siete appassionati di musica, per favore scrivetemi subito!

Per tutto questo, e per chi ci segue da tanto tempo, nasce This is Retro: spero lo seguirete con lo stesso affetto del Caffè.


Il caffè e l’opinione

 

 

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