Il MoVimento vota No al processo e questo non dovrebbe stupirvi – il Caffè Scorretto

Movimento, Rousseau

MoVimento e Lega hanno in comune elettori, fini generali politici, visioni economiche, ma, soprattutto, la straordinaria capacità di generare caos, in Italia e all’estero.

Oggi, con una lavata di mani di pilatesca memoria, il MoVimento 5 Stelle ha fatto decidere agli iscritti alla piattaforma “Rousseau” se acconsentire o meno all’autorizzazione a procedere a Matteo Salvini per sequestro di persona sul caso Diciotti.

Rousseau ha scelto e, sorpresa sorpresa, Salvini avrà come era prevedibile, la sua immunità parlamentare. Al MoVimento, a chi lo controlla, la crisi di governo non conviene anche se questo significa concedere al Ministro dell’Interno quello che lo stesso M5S consider(av)a come il “marchio della Ka$ta”.

Come giustificare tutto ciò?

Semplice, puntando tutto sulla semantica.


Il Blog delle Stelle

“Nessun allarmismo, la questione è semplice” ci dicono dal Blog delle Stelle, l’organo stampa del M5S venduto come “magazine” (che enorme offesa per il giornalismo), “la risposta chiesta agli iscritti a Rousseau per il voto di domani è uguale a quella che sarà chiesta martedì ai senatori della Giunta”.

Ovvero, “se in quel caso [Diciotti] si sia agito o meno per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo.

Politichese a parte, avete capito? Mica votate se concedere o no l’immunità parlamentare a Salvini, ma “si vota sì per dire che c’è stato quell’interesse e negare l’autorizzazione a procedere e no per dire che non c’è stato e concedere l’autorizzazione a procedere”. Come nei peggiori esempi referendari, se volete il processo a Salvini vota No, se non lo vuoi vota Sì, ed è “proprio questa complessa articolazione”, ci rassicura il MoVimento, “dimostra che non stiamo parlando dell’immunità di un politico”. Un accessorio, una conseguenza legale, la cui colpa è sicuramente della ‘Ka$ta’, non della ‘gggente’.


(DIS)informati

Non bisogna pensare male, perché, sottolinea il blog “è giusto prendere le decisioni importanti con cittadini informati e che sappiano anche prendere coscienza della complessità del tema”. Il problema è che non si può fare un corso veloce di giurisprudenza agli iscritti di Rousseau e allora come “fargli prendere coscienza”?

Dicendogli come votare. “Si è deciso di porre nel quesito il reale oggetto della questione, che coinvolge anche le decisioni politiche del presidente Conte, del vice presidente Di Maio e del ministro Toninelli”. “Non si tratta di decidere se “mandare a processo il ministro dell’Interno”, ma di valutare se la decisione di trattenere i migranti qualche giorno a bordo della nave Diciotti è stata presa sulla base di un interesse dello Stato o no”.

“TRATTENERE i migranti per QUALCHE giorno a bordo della nave Diciotti”.

“TRATTENERE i migranti per QUALCHE giorno a bordo della nave Diciotti”.

“TRATTENERE i migranti per QUALCHE giorno a bordo della nave Diciotti”.

“Trattenere”, anche letto tre volte, quel sapore di presa per il c**o non passa mai.



Il lento declino del MoVimento

Al di là della formulazione da ‘furbetti della prima repubblica’, questo comunicato stampa del MoVimento è solo la punta di quel vasto iceberg tragicomico che è la democrazia “a 5 Stelle”.

Legare, difatti, il voto dei Senatori 5 Stelle in Giunta a quello di semplici iscritti ad una piattaforma online implica una cosa: quei Senatori sono totalmente inutili.

Perché pagarli a tempo pieno per stare in Parlamento, leggere le carte, chieder (si spera) pareri legali, discutere in Giunta e, in soldoni, fare il proprio lavoro, se alla fine le decisioni la facciamo prendere con un “volte Gesù o Barabba” telematico?

Ma non solo, perché il MoVimento dovrebbe avere un Capo Politico, se le decisioni politiche (e questa lo è al 100%) le fai prendere con l’aiutino da casa?

Forse tutto ciò funziona nel “Paese delle Meraviglie”, ma non del mondo reale. In questo, invece, tutto ciò sembra semplicemente un ridicolo lavarsene le mani per poi dire che “ha deciso il popolo” ed usare questa scusa per bloccare il voto degli eventuali dissidenti al Senato. La cosa più assurda è che, nel frattempo, anche Conte, Toninelli e Di Maio si sono autodenunciati come correi di Salvini e la domanda sorge spontanea: sarà lo stesso “televoto” a dirci se per loro ci sarà l’immunità?

Almeno nei confronti dei due che sono stati eletti perché Giuseppe Conte, non essendo parlamentare, l’immunità non ce l’ha.

Oooops…


E la Lega?

Il collasso del M5S (8 mesi per perdere il 10%, è un collasso e lo è al netto di frasi quali “abbiamo sempre performato male nelle elezioni locali”) ha un vincitore netto e non è il PD, nonostante alcuni siano convinti che il MoVimento sia ‘intrinsecamente’ di Sinistra.

Il vincitore vero è uno: la Lega (no, non la Nord, ma quella “nazional-patriotica” guidata da un ex-secessionista in divisa da poliziotto… mmm… politici che cambiano ‘schieramento’ e sono in divisa…mmm, mi ricorda qualcosa).

Tutto questo accade non perché il “Capitano” sia più intelligente di Di Maio e Casaleggio, ma solo perché più spietato e con migliori social media manager. Divise a parte (che è un messaggio politico diretto ai propri “followers”), Salvini vince per puro sciacallaggio mediatico. Si parla di migranti? Lui diventa l’alfiere del ‘buon senso’ opposto ai ‘buonisti’. A Sanremo vince un cantante di padre egiziano? Che il 33% della musica in radio sia “italiana”. Un prete polemizza sullo sketch di Virginia Raffaele? Tweet di Salvini. I pastori sardi protestano? Subito arriva Salvini.

Se li sta mangiando vivi non facendo praticamente nulla – vi ricordate qualche legge anti-mafia, o tavola rotonda sul narcotraffico? – e solo approfittando dell’incapacità del MoVimento.



Claudio Borghi E L’italexit

Tutto questo perché per quanto il MoVimento 5 Stelle danneggi la reputazione del paese per palese incompetenza dei suoi esponenti, la Lega ha il potenziale di distruggere quel poco di respiro economico che gli rimane con continue uscite sull’uscita dall’Italia dall’Euro.

Mi riferisco a politici come Claudio Borghi e relativo codazzo di commentatori sovranisti che ruotano alle periferie della galassia leghisti che tirano fuori l’Italexit oramai a cadenza giornaliera. Inutile spiegare perché uscire non riporterà l’Italia a fasti economici mai esisti (negli anni 80 siamo ‘arrivati’ al livello delle grandi potenze partendo da un paese contadino, e lì ci siamo fermati) e rischia di trasformarci in un paese di lavoratori a basso costo per il resto del continente.

Inutile, soprattutto, perché non succederà.

Borghi e compagnia, infatti, sono solo parte di una strategia abbastanza lineare. Da una parte le minacce dell’Italexit del “popolo leghista” dall’altra Salvini e Giorgetti che ‘mediano’ con l’Europa in una strategia della tensione che mira ad una sola cosa: depotenziare Commissione e Parlamento Europeo riportando la UE ai tempi dell’intergovernativo.

Senza un vero centro politico, la UE rimarrebbe ostaggio dei singoli stati e completando il sogno sovranista che avrebbe due vincitori sicuri: Donald Trump e Vladimir Putin.

C’è solo un piccolo problema. Come detto, Salvini non è intelligente e portare avanti questo teatrino a mercati aperti, e con un peso da 100 mld di fondi da trovare da giugno a dicembre per la finanziaria 2020, significa condannarlo il paese.

Una condanna che colpirà sia il MoVimento che la Lega e sia Di Maio che Salvini, quei due assurdi messia a cui il 48% degli votanti si è innamorato il 4 marzo.


il Caffè Scorretto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *