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Missili e distorsioni: come distorcere il pericolo neonazista

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Il missile di Pavia nasconde una vera notizia, solo che siamo impegnati a urlarci addosso o a fare da echo chamber a Salvini.

Più scrivo su questo blog e più me lo chiedo: fra fake news, distorsioni, propaganda, dubbi e meme come diamine è possibile – per un cittadino normale, non fidelizzato e non ideologico – votare in maniera consapevole e capire cosa sta succedendo nel paese?


Urla il titolo che ti passa

Il tema – uno dei mille – è, ovviamente, l’informazione urlata e come questa viene percepita dai cittadini. Il fenomeno è diffuso a tutto il mondo, interpretazioni e opinioni – di parte o personali – esistono anche negli altri paesi, solo che lì – nei media seri, quindi escludo Fox e CNN – i fatti sono ancora la notizia. Social (soprattutto Twitter, ma anche Facebook), internet e la ricerca della visual – senza parlare degli “X minuti di lettura” tanto di modo – ci hanno allontanati dal giornalismo da leggere e totalmente succubi del titolismo: il “fatto” è il titolo, giusto o sbagliato che sia, l’articolo è un plus, peraltro faticoso.

L’ultimo esempio è del sequestro del “missile di Pavia”, come è stata presentata la notizia dai giornali fra allarmismo e distorsione fino ai proclami del Ministro dell’Interno Matteo Salvini: “quel missile era per me”, “mi volevano uccidere”, “è stata una mia soffiata a permettere l’arresto”.

Da una parte, quindi, abbiamo l’incontestabile abilità – e spregiudicatezza – dell’ufficio stampa del Viminale, dall’altra, appunto, una notizia distorta che ha portata molti media, almeno nel titolo, a ricercare il colpo ad effetto, la “notizia”, nonostante che questa, ovvero il traffico d’armi e l’esistenza di formazioni neonaziste potenzialmente violente nel paese, fosse già lì.

Solo che la delegittimazione culturale del neonazismo – nelle sue varie versioni – fa meno click  del “missile neonazista”. Nei fatti, un perfetto caso di studio sui rischi delle distorsioni giornalistiche e comunicative che vale la pena di essere analizzato. Soprattutto alla vigilia del nostro reportage proprio sulla galassia neonazista in rete.



Il Missile di Pavia

Stando al comunicato ufficiale della Polizia di Stato, il 15 luglio “la sezione antiterrorismo della Digos di Torino ha concluso […] un’operazione nei confronti di tre persone responsabili di detenzione di armi da guerra e armi da sparo” che ha portato al sequestro di un Matra S350, missile aria-aria di produzione francese, “9 fucili d’assalto, una pistola mitragliatrice, 7 pistole, 3 fucili da caccia, 20 baionette quasi un migliaio di cartucce e molti parti di armi”. Assieme ad essi “stemmi e cartelli di esplicita ispirazione nazista sono stati trovati nell’abitazione della persona arrestata”.

Gli arrestati sono Fabio Del Bergiolo, militante di Forza Nuova, Alessandro Monti e Fabio Bernardi, proprietari dell’hangar in quanto imprenditori che commerciano parti di ricambio di aerei.  Nello specifico, è emerso dalle conferenze stampa degli inquirenti, i veri proprietari del missile erano Monti e Bernardi, mentre Del Bergiolo sarebbe il proprietario della santabarbara e intermediario per la vendita del missile.

Gli investigatori della Procura di Torino – la quale ha cominciato le indagini un anno fa – ha scoperto il missile e il resto della santabarbara monitorando cinque militanti “di movimenti politici dell’ultra destra [italiana e internazionale] e che avevano combattuto nella regione ucraina del Donbass contro gli indipendentisti”. Le Britate Azov, note, appunto, per le proprie posizioni neonaziste.

Questa la notizia, il resto è come essa sia stata diffusa – male, molto male – dai media e come essa sia stata poi diffusa sui social. Chiedetevi, infatti, pensando al “missile”, pensate a quanto ho riportato, alle “armi dei neonazisti” o, peggio ancora, alle sparate di Salvini?


Distorsioni di notizie

La prima confusione è stato associare l’arsenale a gruppi paramilitari neonazisti – e le brigate Azov in particolare – attivi in Italia. Il missile non era in mano ai militanti e, pare, l’acquisto dello stesso è stato rifiutato dai militanti in quanto il Matra 350, oltre ad essere disarmato, può essere lanciato solo da un aereo – il Mirage – in quanto necessita di un sistema a guida radar per essere usato: i paramilitari delle Brigate Azov non hanno Mirage in dotazione [e neanche i neonazisti italiani].

La seconda inesattezza è stata diffusa in ambiti pacifisti [e personalmente letta in un comunicato sui social attribuito a Potere al Popolo], ovvero che il missile – e la santabarbara i cui fucili sono quasi tutti di produzione statunitense ed europea – sia la dimostrazione che le “potenze occidentali” stiano armando le forze paramilitari ucraine nel Donbass e, con esso, i gruppi di estrema destra.

Una semplificazione basata sulla non conoscenza del mercato nero delle armi. Nello specifico – ma il discorso può valere, in linea di massima, anche per le altre armi –  il missile Matra S530, prodotto negli anni 80, è stato proprietà dell’arsenale del Qatar – loro i Mirage ce li hanno – fino al 1994. In quell’anno – dice il Ministro degli Esteri Lolwah al-Khater – è stato rivenduto con altri 39 esemplari ad un “paese amico”. Qui – è l’ipotesi degli investigatori – il missile sarebbe entrato nel mercato nero con la complicità di qualche funzionario e/o militare corrotto.

Inesattezze derivanti dal desiderio di “tenere il punto” e dimostrare una tesi: il pericolo neonazista da una parte e l’ambivalenza morale del mercato delle armi. Il mercato delle armi è fuori controllo? Sì. C’è un pericolo neonazista in Italia e in Europa? Sì ed è molto più forte ora che negli anni 70. Modificare la notizia come abbiamo indicato aumenta l’allarme? No, anzi ne inficia il messaggio prestando il fianco ai “negazionisti” (esattamente come accade con il Climate Change).


Arma di distrazione di massa

Se qualcuno distorce la notizia – sbagliando – a fin di bene c’è poi chi lo fa con lo scopo di distrarre l’attenzione da altri temi. A poche ore dalla notizia del sequestro, il Ministro dell’Interno Matteo Salvini – in quel momento sotto attacco per il Russiagate – dichiara che a) “il missile era lì per ucciderlo” e b) che “l’arsenale sia stato sgominato grazie alla sua soffiata”. “Non so cosa abbia fatto agli ucraini e perché vogliano uccidermi” aggiunge.

Si tratta, nell’ordine, di una bufala, di una distorsione e di una distrazione.

La bufala: il missile non era armato e non aveva combustibile e anche se poteva essere riarmato sarebbe interessante sapere come, nella mente di Salvini, un missile aria-aria potesse essere usato per un attentato alla sua vita.

La distorsione: nell’agosto 2018, Salvini segnalò alla Polizia che un sedicente ex-agente del KGB [interessante… NdR] lo avrebbe avvertito che dei “neonazisti” ucraini stessero pianificando di ucciderlo. La PS scoprì che si trattava di un millantatore e che non esisteva alcun piano. Fu durante quell’indagine che la Digos cominciò a monitorare i cinque ex-combattenti poi contattati, a marzo, 7 mesi dopo la soffiata sull’ipotetico piano, da Del Bergiolo, ma i due casi non sono collegati.

La distrazione: oltre a distogliere l’attenzione da Savoini e dal Russiagate, l’intervento del Ministro ha spostato l’attenzione verso fantomatici complotti internazionali connessi alla vicinanza di Salvini con la Russia. A sparire dalla scena, i militanti di estrema destra, esattamente come fa, molto spesso, CasaPound dalle attenzioni del Ministro dell’Interno.

Ambienti, quelle delle destre nazionaliste e tradizionaliste, che fanno da echo-chamber alle sparate anti-migranti e anti-mondialiste del leader della Lega, ma – ovviamente – sarà solo una poco fortuita coincidenza.

 

Credits immagine: opera derivata diffusa sotto “Fair Use” (Freibenutzung – Parodien/Satiren) – quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale


il caffe è l’opinione

Comments 1

  1. bisogna superare il voto come strumento per determinare la rappresentanza, al suo posto usiamo il sorteggio con le regole del campione casuale rappresentativo. E’ casuale per il singolo sortegiato, è un campione perchè riduce la popolazione ad un gruppo di dimensioni contenute ed è rappresentativo perchè in esso ritroverai gli interessi della popolazione in rapporto numerico.

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