Manovra e migranti: la settimana italiana attraverso le vignette

Le polemiche sulla Manovra del Popolo, il deficit, i Migranti e Genova viste attraverso le matite molto scorrette di RU.

La settimana politica italiana è stata segnata di eventi che hanno dimostrato i caratteri propagandistici della stessa. Sia in Italia che in Europa. Dall’inutile polemica fra il Ministro dell’Interno Salvini e la Germania sul ritorno dei “dublinanti”, alle follie del Decreto Genova con tanto di gaffe del Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.

Su tutto, ovviamente, troneggia la “Manovra del Popolo” ed il suo bagaglio di incertezze (e lunedì riaprono i mercati). Per chiudere la settimana vi presentiamo la nuova rubrica del Caffè e l’Opinione: il Caffè Scorretto, autore RU.


I Migranti volanti

Con un brutto neologismo, sono chiamati ‘dublinanti’ quii richiedenti asilo i quali, dopo avere presentato domanda di protezione nel primo Stato in cui sono stati identificati (per esempio l’Italia), fanno un’altra richiesta di asilo in un secondo Stato (per esempio la Germania) e vengono rinviati forzatamente nel territorio del primo.

Questo secondo gli accordi di Dublino, la cui riforma è attualmente bloccata anche per scelta italiana. Un meccanismo automatico che il Ministro dell’Interno tedesco, il cristianosociale Horst Seehofer, considerato un’esponente della linea dura europea contro i Migranti (al pari di Salvini e Orban), ha accellerato in vista delle elezioni in Baviera, la culla della CSU.

Alla notizia dei charter, il Ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini ha risposto a modo suo: “chiudiamo gli aereoporti”

Lo speciale Migranti:


La Manovra del Deficit

Lunedì 15 ottobre, la nota di aggiornamento del DEF (Nadef) nota anche come la “Manovra del Popolo” comincerà ad essere analizzata dalla Commissione Europea, come previsto dai regolamenti della UE, elaborati e sottoscritti anche dall’Italia.

Tante le criticità. Una su tutte l’obiettivo del governo di finanziare misure come la Flat Tax o il Reddito di Cittadinanza non solo in deficit, ma basandosi su previsioni di crescita considerate irrealistiche da tutti gli analisti internazionali (siano essi indipendenti, di destra, di sinistra, liberali, finanziari fino ai nostri stessi partner). Il tutto per un indebitamento netto programmato dell’1,7% l’anno per tre anni.

La domanda che si fanno non solo i mercati, ma buona parte dei cittadini e delle imprese italiane è: possiamo reggere quell’indebitamento anche in condizioni economiche in peggioramento? Soprattutto, possiamo farlo senza rischiare di frantumare i conti per le generazioni future?

Spazi di Manovra:



Genova spezzata

A due mesi dal crollo di Ponte Morandi, Genova, la stessa che accolse in trionfo i membri del governo ai funerali di stato, si ritrova in piazza a protestare. Lo fa contro un decreto che penalizza il Porto, cuore pulsante della città, che non da fondi né per il Terzo Valico né per la Gronda, che non stabilisce cassaintegrazioni in deroga per le imprese colpite e che, in generale non mantiene le promesse fatte nei giorni successivi alla tragedia.

Il Governo risponde, e lo fa con il Ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli che ammonisce i genovesi che protestano contro “un decreto fatto con il cuore”. Forse i cittadini del capoluogo ligure lo volevano fatto più con la testa che con il cuore, ma sulla competenza del Ministro sorgono anche altri interrogativi.

Presente a Genova per parlare cone le istituzioni locali, Toninelli affronta anche il dossier del tunnel del Brennero “usato tutti i giorni da centinaia di imprenditori italiani”: il tunnel è ancora in fase di costruzione.


Casalino ed il ferragosto

Nel vortice delle polemiche è finito anche il portavoce della Presidenza del Consiglio, Rocco Casalino. L’esponente del Movimento 5 Stelle, nei giorni successivi alla caduta del Ponte Morandi del 14 agosto 2018, avrebbe ammonito i giornalisti che lo chiamavano al telefono per aggiornamenti, con un  “non stressatemi” perché “mi è saltato anche il ferragosto”.

Su Genova:


Cucchi

Stefano Cucchi è stato pestato da due carabinieri dopo il suo arresto nella caserma di Tor Sapienza, mentre era nelle mani dello stato. Le lesioni subite in quel momento, secondo gli inquirenti, sarebbero state la causa della sua morte sei giorni dopo in carcere.

Questo è quanto sta emergendo dal processo bis in corso a Roma grazie alla confessione di un terzo carabiniere presente al momento del pestaggio. Una pagina tragica che parla di abuso di potere, di omertà e della morte di un giovane. Non di un “tossico”, di uno “spacciatore”, ma di un cittadino italiano che era stato preso in custodia dallo Stato.

Altro sul caso Cucchi:


il Caffè e l’Opinione

Abruzzese, di Torrevecchia Teatina (CH), Aprile 1993. Mi chiamo Riccardo, mi firmo Ru (inizialmente era RM, ma la mia M è molto arrotondata…ne seguirono le storpiature e, stanco di ripetere che quella fosse una M e non una U, infine ho ceduto…dunque Ru).
Studente di ingegneria delle costruzioni a Pescara, laureato alla triennale. Disegno vignette per abruzzopopolare.com
Ho iniziato a disegnare vignette nel 2008 per giornali locali, successivamente ho continuato approfondendo, grazie agli studi universitari, tecniche nuove e integrate al digitale utilizzando i software più comuni per lo scopo. Provo a fare satira, dico la mia. Credo fermamente nella libertà di espressione e nel rispetto del prossimo.

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