La legittima difesa che non cambia nulla: l’ennesima propaganda di Salvini

legittima difesa, salvini, propaganda

Nutrire le paure, coltivarle e farne tesoro: anche a questo serve la riforma della legittima difesa voluta da Salvini. Ma è tutta propaganda.

La fortuna politica di Matteo Salvini, si sà, si basa sulle paure degli italiani. Paura dei migranti, paura della concorrenza, paura dell’economia e, sopratttuto, dei reati quelli “dei Mandingo, dei romeni e degli albanesi”, citando un commento che ho ricevuto su Facebook.

In Italia, da 8 anni a questa parte, lo dice il Ministero dell’Interno, calano omicidi, furti e rapine. Ovviamente, la percezione popolare è ben diversa e questo grazie, in parte, all’abitudine nazional-popolare di indignarsi, preoccuparsi e sconvolgersi a fronte del crimine violento, meno di quanto capiti ai reati dei potenti e famosi. Un atteggiamento che spinge i media e, di conseguenza, i politici a lucrarci sopra: sono visual, contatti e, importantissimo, voti.

Primo fra tutti, Matteo Salvini, il “Ministro della Sicurezza”.


La farsa della Legittima difesa

Come fare, però, a conciliare un calo reale dei reati con la necessità di ‘rassicurare’ il proprio elettorato? Si fa una legge propagandistica che non va a cambiare quasi nulla a livello giuridico, ma aggiunge quelle paroline belle che creano il necessario social buzz, rinvigorire i proprio followers e scatenare i propri haters con ottimi effetti sugli algoritmi dei social network.

Ovvero, la riforma della “Legittima Difesa”, meglio noto anche come #LegittimaDifesa, passata mercoledì 6 marzo alla Camera con 373 voti a favore, 104 contrari, 2 astenuti e 25 deputati M5S assenti per protesta (altri 29 fuori per missione).

La riforma interessa due articoli del Codice Penale, il 52 e il 55, e in entrambi casi, denuncia la rivista Diritto.it, non vengono apportare “grandi innovazioni”. Le aggiunte sarebbero principalmente “cosmetiche”. Al comma 2 dell’art. 52 si specifica, infatti, che la proporzionalità fra offesa e difesa sussista sempre, ove la riforma aggiunge proprio l’avverbio “sempre”. Un’aggiunta, continua la rivista, che “non pare sortire alcun effetto sostanziale sul piano applicativo”. Sempre nel 52, si aggiunge un quarto comma che specifica come la difesa sia sempre legittima se si sta respingendo un’intrusione “con violenza e minaccia”.

Nella riforma dell’art. 55, invece, si specifica che il reato di eccesso colposo di legittima difesa non sussista laddove esso avvenga al seguito di un’aggressione nella propria abitazione. La riforma finisce qui. Chi spara, uccide o si difende da un’aggressione all’interno della propria abitazione continuerà ad essere indagato e processato, nonostante quello che affermi, a latere, il Ministro Salvini in piena vis propagandatistica. Secondo il Presidente dell’Unione delle camere penali Gian Domenico Caiazza, rappresentante dei penalisti italiani, e quello dell’Associazione Nazionale Magistrati Francesco Minisci si starebbe “parlando del nulla” e, anzi, si rischia di “lanciare un messaggio sbagliato”, ovvero che i cittadini abbiamo maggiori margini di autodifesa all’interno delle mura casalinghe.



La riforma non cambia la sostanza delle norme vigenti. Come argomenta il Post.it, infatti, tutto si concentra sul concetto di ‘aggressione’. Sparare ad un ladro disarmato, in fuga o immobilizzato non è legittima difesa né, tantomeno, eccesso colposo di legittima difesa, ma è e rimarrà omicidio volontario.

Pura propaganda quindi, la quale, come sempre, si basa sull’illudere un elettorato disinformato al costo, scrive la rivista Diritto Penale Contemporaneo, “di ricorrere a modifiche che, per molti versi, pongono e porranno problemi di legittimità costituzionale”

Ma a quello, Salvini, ci è già abituato, così come a far passare topolini per montagne e lucrare sulla paura. Sia quella dei suoi elettori che quella dei suoi detrattori.

Perché lì è la sua vittoria, negli utenti che inneggiano alla (non) riforma e a quegl’altri che ne sono terrorizzati come se Salvini avesse appena autorizzato il Far West.


Il caffè e l’opinione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *