Le elezioni anticipate di Theresa May per salvare se stessa e la Brexit – il Ristretto del 18-4-2017

 Il Primo Ministro Theresa May in visita all'Accademia Militare di Sandhurst del 13 aprile. Foto  Office of the Prime Minister  Licenza:  CC 2.0

Il Primo Ministro Theresa May in visita all’Accademia Militare di Sandhurst del 13 aprile. Foto Office of the Prime Minister Licenza: CC 2.0

Nella mattina di martedì 18 aprile, il Primo Ministro Theresa May ha annunciato che la Gran Bretagna andrà ad elezioni anticipate nel 2017, tre anni prima di quelle previste per il 2020. La data scelta sarebbe l’8 giugno.

“Assicurare al paese una leadership stabile nei confronti della Brexit e degli obiettivi futuri” ha detto Theresa May durante la conferenza stampa: questo l’obiettivo delle elezioni anticipate. La notizia smentisce quelle circolate prima di Pasqua sulle possibili dimissioni del Primo Ministro, la quale rilancia, invece, la propria azione di governo.

Un voto per la stabilità. Durante la conferenza stampa, il Primo Ministro ha sottolineato come sulla Brexit “esisterebbe una larga convergenza nazionale, la quale manca, però, a Westminster”. “In questo momento di grande significato nazionale” – continua – “ci vorrebbe la compattezza fra i diversi partiti politici” mentre, in Parlamento, si trovano solo “divisioni”.

L’attacco alle opposizioni. Le elezioni anticipate sarebbero necessarie, per bloccare l’azione delle opposizioni e dei “membri non eletti della Camera dei Lords”, il cui obiettivo – dice Theresa May, – sarebbe di approfittare della “maggioranza risicata” del governo in Parlamento per bloccare la Brexit. Al centro dell’attacco, la decisione del Partito Laburista di votare contro un qualunque accordo con l’Unione, posizione condivisa dal Partito Nazionale scozzese e dalla sua leader Nicola Sturgeon. Queste ed altre iniziative – come quella della Camera dei Lords di minare il percorso verso la Brexit – rischiano, per il Primo Ministro, di “indebolire il paese nei confronti dell’Europa” soprattutto perché la campagna elettorale del 2020 comincerebbe durante le fasi finali delle trattative con l’Unione Europea (2019).

I problemi dei Tories. Come documentato nel nostro “Speciale Brexit“, l’instabilità arriva anche dallo stesso  Partito Conservatore, il quale si trova in preda a profonde divisioni interne. Da una parte la maggioranza dei parlamentari fedeli alla linea governativa sulle trattative con l’Unione, dall’altra gli “Hard Brexiters”, un gruppo che raccoglie, oltre a 60 conservatori, anche membri del partito sovranista UKIP. I Tories, come sottolineato da Theresa May, vantano una maggioranza risicata a Westminster anche considerando gli “Hard Brexiters”. Se la maggioranza si spaccasse, il rischio per il governo sarebbe di veder rigettare il possibile accordo con l’Unione senza avere il tempo di conseguirne un altro.

Invito i leader degli altri partiti ha presentare i loro programmi sulla Brexit […] solo così possiamo rimuovere il rischio di instabilità per il paese

— Theresa May, annunciando le elezioni anticipate nel 2017

I sondaggi. Secondo il sondaggio di YouGov, il 45% delle intenzioni di voto sarebbero favorevoli ai Conservatori, mentre i laburisti sono fermi al 22%, staccato di 23 punti percentuali dai Tories. Per via del sistema maggioritario uninominale in vigore in Gran Bretagna, questo dato assegnerebbe oltre i due terzi dei seggi parlamentari ai Conservatori mettendo il governo – e Theresa May – al sicuro da eventuali “congiure di palazzo”.

Le reazioni. Nonostante i sondaggi e i pareri critici dei membri del partito, il leader laburista Jeremy Corbyn ha dichiarato che il “Partito è pronto per andare alle elezioni”. Favorevole anche Sir Keir Starmer, parlamentare laburista in carico di seguire la Brexit, che indica come questo voto “rappresenti il completo fallimento di Theresa May di creare una base condivisa nei confronti della Brexit e del futuro della Gran Bretagna”. Anche i Liberal Democratici e i Verdi si sono dichiarati a favore della tornata elettorale anticipata.

La mozione per le elezioni anticipate verrà presentata mercoledì al Parlamento.

Scrivo e mi diverto. Filippo Turati non è solo toponomastica, ma è stato uno dei più brillanti politici italiani. Se mi dicessero di votare ora, implorerei Odino di darmi il dono della preveggenza. Se mi chiedono di dove sono, sono nato lì, ma ho vissuto anche là e là, e anche laggiù, a volte dico che sono nato a Imperia, ma per sbaglio perchè sono di Genova. Se mi chiedono dove vivo, rispondo: fai tu, ma fra Berlino e Torino.

Lettore accanito, gamer per scelta e passione. Battlestar Galactica batte ogni serie televisiva (Star Trek compresA). Gra Jordan, Kobe e LeBron io scelgo Magic e i Lakers, SEMPRE. Come mi definirei? Un nerd con un dottorato in Archeologia che ha scelto di scrivere per passione.

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