L’irresistibile tentazione di votare Mélenchon: le elezioni francesi in prospettiva – l’Opinione del 21-4-2017

 Jean-Luc Mélenchon, durante le elezioni presidenziali del 2012. Foto:  Jonas Costagliola  Licenza:  CC 2.0

Jean-Luc Mélenchon, durante le elezioni presidenziali del 2012. Foto: Jonas Costagliola Licenza: CC 2.0

Uno spettro si aggira per la Francia che si appresta alle elezioni presidenziali di domenica 23 aprile, ma questo non è né il terrorismo islamico, né tantomeno il populismo di Marine Le Pen. Si tratta di quel 19,5% di persone che voteranno, Jean-Luc Mélenchon, il candidato “radical chic” della sinistra francese.

A seconda che lo si guardi da destra, da sinistra o dal centro, Jean-Luc Mélenchon, può essere definito un ciarlatano, un massimalista, un “Le Pen” di sinistra, un pericolo per l’economia o, infine, la più grande speranza della Francia. Questo, in breve, è il profilo politico di Mélenchon, la cui candidatura rappresenta, ben più di quella di Macron, la vera sorpresa delle presidenziali francesi.

L’ascesa. Gli ultimi sondaggi, prima del blackout elettorale del weekend, confermano la  costante ascesa di Mélenchon ai danni del campo socialista – oramai ridotto ad un magro 7% di voti  – e, a sorpresa, di quello di Marine Le Pen. Ex-socialista e Ministro dell’Educazione di un lontanissimo governo Jospin, Jean-Luc Mélenchon è dato dai recenti sondaggi in una forbice che va dal 19% al 20% delle intenzioni di voto, in un testa a testa per il terzo posto con il candidato repubblicano François Fillon (20%). La nemesi di Emmanuel Macron è ancora distante (24%), ma l’accesso al secondo turno di ballottaggio è lì, ad un manciata di voti, come Marine Le Pen (21,5%).

La “Sesta Repubblica”. Jean-Luc Mélenchon è il leader e fondatore del cartello elettorale La France Insoumise” (la Francia non remissiva). Il principale obiettivo di questo movimento – nato nel 2016 dal Partito della Sinistra francese – è quello di portare la Francia verso la  “Sesta Repubblica”. Abile comunicatore, Mélenchon è riuscito ad attirare il voto giovanile, quello degli astenuti e, infine, come Macron e Le Pen, dei delusi dal sistema partito tradizionale.

Il “personaggio”. Nonostante sia un politico navigato, ma sempre “anti-sistema”, Mélenchon è riuscito ad inserirsi nella campagna elettorale quale candidato “nuovo” e “digitale”. Egli può presentarsi ad un comizio a Digione ed allo stesso tempo “essere presente” in 3D su altri 5 palchi sparsi per il paese o diventare  protagonista del browser-game “Fiscal Kombat”, in cui il giocatore dovrà “ripartire la ricchezza e recuperare i soldi che sono stati tolti ai cittadini francesi”, sconfiggendo orde di “evasori” per poi affrontare “boss” quali Christine Lagarde del Fondo Monetario Internazionale e lo stesso Emmanuel Macron. Si tratta di esempi di comunicazione elettorale ben riuscita, a cui si aggiungono le nette vittorie ai dibattiti elettorali del “personaggio”. Più concretamente, qual’è il piano per la Francia del “candidato” Jean-Luc Mélenchon?

Via dalla NATO. Forte di un programma chiamato “l’Avvenire in Comune” (per un idea guardatevi il primo video qui postato), votato in rete dai militanti della “France Insoumise”, Jean-Luc Mélenchon punta a rafforzare il sistema sociale francese con l’introduzione del reddito minimo a 1300 euro netti al mese. A questo si unisce un contributo sociale per l’avvio al lavoro e la riduzione dell’orario settimanale dalle attuali 35 a 32 ore. In politica estera – dove i critici lo bollano come “sovranista” – vuole l’abbandono del WTO, della NATO e la rifondazione completa dell’Unione in maniera “democratica” e “sociale” anche a costo – qualora questa non avvenga – dell’uscita della Francia dai 27. A questi punti, si aggiunge l’abbandono del nucleare, la liberalizzazione della cannabis e l’aumento delle assunzioni nelle forze dell’ordine, che dovrebbero essere “libere di fare il proprio mestiere, invece che dare la caccia ai consumatori di droghe leggere”.

Contro il liberismo. Per i suoi critic, come Le Figaro, Mélenchon è “un esempio del populismo massimalista di sinistra”, dimostrato dal fatto che intenda applicare una tassa del 90% sui redditi superiori ai 400.000 euro all’anno. Secondo invece il quotidiano finanziario Les Echos, il programma Mélenchon porterebbe ad un innalzamento del debito e della spesa pubblica diventando un “rischio per l’economia francese ed europea”. Eppure Mélenchon piace, tanto a destra, dove ha rosicchiato voti anche a Marine Le Pen, quanto a sinistra nonostante gli ammiccamenti alla Brexit ed alla Russia di Putin. 

Non sono io che ho mandato via la Gran Bretagna. Non sono io che creo problemi agli altri stati della UE. Non sono io ad alimentare il nazionalismo: è come è organizzata l’Europa che sta spingendo il popolo in questa direzione

— Jean-Luc Mélenchon

Il candidato “radical chic”. Rispetto a quello verso gli altri due candidati anti-sistema – appunto la populista Le Pen e l’indipendente Macron – il voto per Mélenchon si potrebbe definire quello più “pop”. Macron vanta un appeal kennediano che piace sia al socialismo europeo che agli elettori centristi ed europeisti. Mentre questi rappresenta, quindi, il voto dell’intelligentsia del paese, la pancia del paese vota Le Pen, la quale rappresenta l’incertezza sociale che sfocia nella “xenofobia” e nell'”euroscetticismo”. Fra loro due, il leader di “France Insoumise” si presenta come il candidato “alternativo” equidistante dal nazionalismo di destra e dal modello “liberista/liberale” di cui Macron è il più fulgido esponente, almeno nei termini della dialettica politica di Mélenchon. 

Macron, la “nemesi”. All’interno di questa linea di pensiero, Macron diventa così il simbolo “di quello che non funziona nel liberismo globale” un “gran borghese” socialista “che ha tradito i valori della sinistra” per andare a lavorare per il gruppo bancario Rotschild. Se dal punto di vista elettorale, questa linea ha permesso a Mélenchon di accaparrarsi il voto della sinistra del Partito socialista, proprio la frattura fra i due candidati ex-socialisti, potrebbe avere conseguenze rilevanti sul secondo turno.

L’annuncio della mia vittoria porterà all’inverno nucleare, le piaghe d’Egitto, un armata di tank russi e l’invasione dei venezuelani. Non credetegli, vi prendono per imbecilli.

— Jean-Luc Mélenchon, rispondendo a considera la sua vittoria elettorale come la fine della Francia

L’astensione. La “France Insoumise” potrebbe rompere, infatti,  il cosiddetto “fronte repubblicano” ovvero quel blocco di voti democratici ed anti-populisti il cui scopo è di arginare l’ascesa dei candidati del Front National. Come successe per Chirac nel 2002, questi voti dovrebbero essere – nella logica politica francese – il lasciapassare per l’Eliseo di Emmanuel Macron, nell’eventualità di un confronto diretto con Marine Le Pen. Secondo un sondaggio promosso dal sito POLITICO, infatti, l’80% dei suoi sostenitori è pronto ad astenersi al ballottaggio qualora Mélenchon non fosse presente: in barba a Macron, Le Pen e tutti gli altri.

Mélenchon può vincere? No, a meno di un ribaltone al secondo turno con un voto in massa del Front National nei confronti della Sinistra. Eppure in una Francia disillusa, la cui identità sociale e nazionale si sta sgretolando, Mélenchon, ben più di Macron, sembra poter attirare il voto degli astenuti e degli indecisi, che equivalgono al 29% dell’elettorato. Questi potrebbero rimanere a casa o votare “scheda bianca” al primo turno per poi esprimersi al secondo.

Altrimenti potrebbero convertirsi in un voto a sorpresa per Mélenchon, il “piacere proibito” di molti elettori di sinistra, in Francia come in Europa.

Scrivo e mi diverto. Filippo Turati non è solo toponomastica, ma uno dei più brillanti politici italiani. Se mi chiedono di dove sono ondeggio fra Torino e Genova, a volte dico che sono nato a Imperia, ma per sbaglio. Fra Berlino e Torino, ricordando Genova. Lettore accanito, gamer per scelta e passione. Battlestar Galactica batte ogni serie televisiva e fra Jordan, Kobe e LeBron io scelgo Magic. Come mi definirei? Un Nerd con un dottorato in Archeologia che ha scelto il giornalismo (per passione).

Commenta!

avatar
  Subscribe  
Notificami