Problemi di Manovra II: l’aumento (molto probabile) dell’IVA

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L’IVA: la grande bomba da 54 miliardi che il Governo ha inserito nel DEF, ma a partire dal 2020. Possibile evitarla?

Le “Clausole di Salvaguardia” non esistono e il Governo ha già aumentato l’IVA per il biennio 20/21. Un dato di fatto che diverrà esecutivo dopo la fiducia alla Camera.

Chi racconta il contrario sta solo giocando con le parole.

Mi riferisco alle cosiddette “clausole di salvaguardia sull’IVA” per il biennio 20/21, rispettivamente 23 e 29 miliardi di euro (circa 1.3% e 1.6% del PIL). Il termine è improprio ed usato ad arte dal Governo gialloverde per produrre una falsa illusione di sicurezza nei cittadini.


Clausole di salvaguardia?

Una “clausola di salvaguardia” è un artificio contabile che letteralmente sposta ad un futuro X una parte dei saldi di una manovra per farne quadrare i conti.

Lo fa prevedendo un aumento dell’IVA, quindi di gettito fiscale sicuro, immediato e diretto, nel caso non si raggiungessero, alla fine dell’anno contabile, i saldi stimati.

Di fatto era un modo “furbetto” per sforare i parametri di Maastricht ed il Fiscal Compact aggiungendo un +X.X del PIL fuori dai Saldi del DEF. Così funzionò per Monti (che ereditò il problema da Berlusconi), Letta (che le disinnescò solo in parte) e Renzi (disinnescate in parte da Gentiloni che rinviò al 2018, Nadef di marzo, il disinnesco completo).

Dal 2016, però, la UE le ha proibite. !uindi sì, il Governo gialloverde ha “sterilizzato” le clausole precedenti (pre-2016) e non ne ha messe di nuove: l’aumento dell’IVA nel 20/21 è esecutivo.

Tutto scritto nella “Manovra del Popolo” per volere sovrano di questo Governo (come ha ribadito Buti, Commissione Europea, e lo stesso Conte).

Ora però il Governo ha 12 mesi per reperire i fondi necessari per abrograre l’articolo del DEF che riguarda l’IVA.


In breve


La ricerca dei fondi

E qui si palesa il vero problema. Gentiloni, nel corso del suo governo, riuscì a reperire solo 6 mld dei 19 necessari per la sterilizzazione completa delle clausole, cosa che ha portato il Governo gialloverde a dover reperire 12.4 mld per sterilizzare quando rimaneva per il 2019, 12.4 mld rispetto ai 31 della manovra…

L’anno prossimo, assieme alle risorse per Reddito e Quota100 (circa lo 0.9% del PIL) e le spese inderogabili, il Governo dovrà o accettare l’aumento IVA con conseguenze sui consumi o trovare 21 mld per scongiurarlo. Ovvero, l’1.4% del PIL, che diventerà 1.3% per quelle del 2021, qundi se si vuole disattivarle in toto serve il 2.5% del PIL.

Il DEF 2019, quindi, parte già con un bagaglio ingente che o bloccherà ogni legge/norma/provvedimento fiscale/economico (Quota100 e RdC equivalgono per il 20 a 0.9% del PIL) o provocherà tagli ingenti (tipo Monti) o porterà l’Italia ad un ulteriore scontro con la UE per ottenere ulteriore “flessibilità” ed evitare la mazzata sui consumi.

Piccolo particolare: l’attuale Euroconsiglio (che ha appoggiato la risoluzione della Commissione sulla procedura di infrazione) sarò ancora in carica. E Juncker, Moscovici e Dombrovskis anche, fino al 1 novembre 2019.

Con buona pace del “partito del deficit”.

Pubblicato su Facebook il 29 dicembre 2018


Letture di supporto

Aumento IVA

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