L’italiano o come la politica “vada interpretata” – il Caffè Scorretto

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L’italiano è una lingua complessa, simbolica, quasi mistica ed è per colpa sua che non capiamo i politici: perché parlano Italiano.

In ogni Caffè Scorretto tentiamo di riassumere gli eventi politici principali della settimana con sarcasmo ed ironia.

L’obiettivo sarebbe quello di districarsi nella convulsa e, spesso, contradditoria, comunicazione politica italiana (per i fatti passiamo ad un altro secolo, quando ci saranno). Detto fra noi pernsavamo di non farcela, ma ieri, il 30 novembre, abbiamo finalmente capito qual’è il problema: l’italiano, la nostra lingua.

Ecco come l’abbiamo capito.


il problema è l’Italiano

Agora RAI, interno giorno.

(In studio, ci si chiede se fosse vero o no che il Governo stia già facendo stampare le tessere per il Reddito di Cittadinaza, ovvero prima ancora che vi sia la Legge).

In scena: Giovanna Vitale, giornalista, ed Ignazio Corrao, Europarlamentare M5S. 

GV: “…era vero o falso che stanno stampando (le tessere del Reddito di Cittadinanza)?”

IC: “Ho spiegato, era per dire che si stanno portando avanti…”

GV: “Quindi è falso?”

IC: “…cioè, le parole, in italiano, possono anche essere interpretate, non hanno un significato così preciso come volete sempre dare a pensare voi…”

Grazie ed arrivederci alla prossima settimana.

“Mic-drop. RU e Simone escono dalla redazione, intanto, sullo sfondo, brucia la sede dell’Accademia della Crusca”


Storie di famiglia

(“Simo’, daje, torna che c’è da finire il Caffè Scorretto di oggi!” – “No, RU, non ci riesco, sto ancora pensando a Corrao” -“Ma ho pronte le vignette su Antonio Di Maio” – “Peggio mi sento…”)

C’è veramente poco da aggiungere in una pantomima, quella provocato da, circa, 10 anni di propaganda sui “Giusti” e”Onesti”(M5S) e tutti gli altri, che ha un po’ stancato, per essere gentili.


il caffè


Spaghetti Western

A Matteo Salvini sta a cuore la sicurezza, così tanto da ribattezzare il Decreto Salvini come Decreto Sicurezza, pensa un po’. La sicurezza è poi così importante per lui che da una parte aumenta gli stanziamenti del Ministero dell’Interno (per le FF.OO.), dall’altra toglie ogni fondo del Ministero dell’Interno ai comuni per fronteggiare occupazioni abusive e la gestione dei migranti.

Tutto per la sicurezza, ovviamente.

Sempre per questo, ovviamente, il 14 settembre, Salvini ha cambiato la legge sul porto d’armi raddopiando il numero di armi sportive detenebili e aumentandone le tipologie (norma sui caricatori). Il fatto che questo, nei fatti, aumenterà il giro d’affari (ad oggi di 100 miliardi di Euro) dei produttori di armi è assolutamente secondario. Come è secondario, quando non rilevante, l’accordo firmato da Salvini nel febbraio 2018 con il Comitato Direttiva 477 che lo ‘impegna’ a consultare lo stesso comitato ogni qualvolta arrivi in Parlamento una norma sul “mercato delle armi”.

Guarda un po’ il Comitato Direttiva 477 è “parte della rete di Firearms United, di cui è rappresentante in Italia e per cui svolge le funzioni a livello istituzionale, ed ha nel tempo avviato una collaborazione con ANPAM, ConArmI ed AssoArmieri”.

La lobby dei produttori d’armi. Nel frattempo, sempre per la sicurezza, il buon Salvini ha incassato l’approvazione, al Senato, la riforma dell’articolo 55 del codice penale, il quale regola l’eccesso colposo della legittima difesa. Viene introdotto un secondo comma che conferma la non punibilità per legittima difesa, a vantaggio di chi agisce a salvaguardare la propria o l’altrui incolumità, si trovi in una condizione di minorata difesa (ovvero soggetto ad atti di violenza anche disarmata) o in uno stato di grave turbamento emotivo causato dal pericolo del momento.

In pratica, per evitare condanne per omicidio o eccesso di legittima difesa, basterà dimostrare in tribunale il proprio stato di “turbamento”. Che poi si avesse in mano un bazooka e dall’altra parte un taglia unghie, sarà totalmente irrilevante.



Chiediamo scusa a Silvio

L’italiano, da interpretare, torna in campo sulle “scuse di Renzi a B.”, per dirla alla Fatto Quotidiano. Un caso Scalfari 2.0, almeno a sentire cosa ha detto, in realtà, Matteo Renzi.

“La dico grossa: dobbiamo chiedere scusa a Silvio Berlusconi che faceva le norme ad personam più assurde, ha fatto votare la nipote di Mubarak e via dicendo, non ha mai fatto quello che ha fatto Salvini in questa settimana e ci metto dentro sigarette elettroniche, voto segreto sul peculato che cambia la sorte dei processi in cui sono implicati deputati della Lega, l’accordo sui 49 milioni e la querela solo a Belsito e non a Bossi”.

Sapete una cosa? Renzi ha ragione, ma per un semplice motivo. Salvini era in Parlamento durante i condoni berlusconiani. Sempre il “Capitano” era parlamentare durante le fantomatiche “concessioni autostradali” ed era in Lega ogni volta che i governi FI (PdL)-AN (quando esisteva)-Lega approvavano le famose “leggi ad personam”.

A quello, ora, hanno aggiunto le proprie.


Forza Democratici?

Secondo il Fatto Quotidiano, ed il duo Travaglio-Scanzi, Renzi starebbe puntando al Renzusconi, ma la realtà è diversa ed è politica. Berlusconi, come dimostrano gli eventi di questi 6 lunghissimi mesi, non sta facendo saltare l’alleanza con la Lega ed infatti ogni momento è buono per invitare “l’alleato Salvini” a lasciare il Governo ed andare ad elezioni.

Con grande dispiacere per il buon Travaglio, ipotizzare un Nazareno bis allargato a Salvini è un’opera degna di “Games of Thrones”. Infatti si tratta di un tentativo, da parte di Renzi, di lanciare un amo verso quei deputati/amministratori forzisti stanchi dell’alleanza con i leghisti. Un tentativo di costruire un fronte comune, e civile, anti-sovranista sulla falsa riga di quello immaginato da Romano Prodi in Europa.

Niente “Presidente stiamo con te, meno male che Renzi c’è” o “E Forza Democratici…”,  almeno per ora.

Ed il PD? Per quello c’è Minniti, almeno secondo quanto riportato da Agi.

Vignette di RU – testo di Simone Bonzano


Il caffè scorretto

Abruzzese, di Torrevecchia Teatina (CH), Aprile 1993. Mi chiamo Riccardo, mi firmo Ru (inizialmente era RM, ma la mia M è molto arrotondata…ne seguirono le storpiature e, stanco di ripetere che quella fosse una M e non una U, infine ho ceduto…dunque Ru).
Studente di ingegneria delle costruzioni a Pescara, laureato alla triennale. Disegno vignette per abruzzopopolare.com
Ho iniziato a disegnare vignette nel 2008 per giornali locali, successivamente ho continuato approfondendo, grazie agli studi universitari, tecniche nuove e integrate al digitale utilizzando i software più comuni per lo scopo. Provo a fare satira, dico la mia. Credo fermamente nella libertà di espressione e nel rispetto del prossimo.

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