Italia, quel fantastico paese sottosopra che nega la realtà e se ne vanta.

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L’Italia, il declino e quell’irresistibile voglia di trovare sempre un modo per negare l’evidenza e nascondersi in un angolino. Questo è un post triste.

Per il Ministro Di Maio, la libertà di stampa sarebbe “sacrosanta”, ma “c’è libertà di raccontare menzogne uno come me deve avere la possibilità di difendersi”. Difendersi che, tradotto in azioni, significa considerare “infimi sciacalli” chi ha raccontato, nel bene o nel male, il caso di Virginia Raggi.

Del giudizio di Di Maio e di quello di Di Battista, non mi stupisco, ma del modo in cui viene giustificato, sì. Per il “capo politico” del M5S il problema del suo MoVimento sarebbero le “fake news”. Cioè, capiamoci, il partito che solo 2 settimane fa ha diffuso e giustificato una conclamata bufala su Jeroen Dijsselbloem, lo stesso che ha supportato la bufala sugli europarlamentari PD pagati da George Soros, urla alle “menzogne” se un giornalista documenta un’inchiesta giudiziaria contro il sindaco di Roma.

E io che, per passione e mestiere, scrivo di politica cosa dovrei dire di fronte a tutto ciò?

Perché dovrei perdere il mio tempo per commentare l’assurda lista dei “giornalisti dalla schiena dritta” pubblicata da Di Battista? Spirito di sacrificio?


Savona e Tria: Nobel per l’Economia

La risposta è semplice: perché documentare i consueti due minuti di follia del nostro Governo, aiuta a capire in che misura questo paese sia realmente sottosopra. Prendiamo il caso “Manovra del Popolo” compreso di tutti gli altri hashtag, #quota100, #RedditoDiCittadinanza e #FlatTax, e i suoi tanto meravigliosi quanto immaginifici moltiplicatori della crescita.

Tutti, ma proprio TUTTI i soggetti istituzionali e meno internazionali e non hanno decretato che tale manovra non regga e che i numeri di cui è composta sono, nel migliore dei casi, ottimisti o, più realisticamente, completamente sballati.

Lo dice la Commissione Europea, la BCE, il Fondo Monetario Internazionale, i Ministri dell’Economia di 26 paesi europei su 27 (tutti tranne il nostro), i Governi di 18 paesi su 19 dell’Eurogruppo (tutti tranne il nostro), l’ISTAT, l’Ufficio Parlamentare Bilancio, Banca d’Italia e qualche centinaio di economisti (Bisin, Boldrin, Puglisi, Bini Smaghi, etc.).

L’ha detto pure il falco sovranista Steve Bannon, ma il Governo, niente, non si ferma e va avanti e non si capisce se lo fa per ignoranza o reale convinzione che tutto il mondo sbagli e solo Savona, Tria, Bagnai ed il suo circolino di a/simmetrie (a presto un approfondimento) abbiano ragione.


Il paese sottosopra

Magari questo sarebbe possibile nel mondo del sottosopra o a Narnia ed Hogwarts, ma non nel mondo reale dove decidi di fare spesa e il tuo ritorno è inferiore all’investimento, raramente hai fatto una cosa sensata.

Basterebbe leggerli i commenti e le analisi degli esperti. Varrebbe la pena capire almeno dei principi fondamentali dell’Economia o della matematica, soprattutto quando da qui numeretti su un documento governativo dipende la crescita del paese, le commesse per le aziende, la loro accessibilità al credito e la capacità di assunzione. Che interstardirsi su quelle cifre, delle pure e semplici bandierine ideologiche, dipende la capitalizzazione delle banche, il rifinanziamento della spesa pubblica italiana, gli stipendi dei dipendenti pubblici, il risparmio bancario e, per farla breve, la vita di ciascuno.

Magari se non fossismo così concentrati a tifare a favore o contro questo governo lo capiremmo e potremmo evitare di ritrovarci, in futuro come fu nel passato, di fronte allo stesso, stantio, statalismo itaaliano. Forse, ma l’Italia è un paese sottosopra e trova sempre un modo totalmente illogico per sciacquarsi la coscienza.


Maschere


Nel dubbio dai colpa alla UE

Forse, nello stesso paese ribaltato ed in cortocircuito mentale, ha anche senso raddoppiare il limite di idrocarburi presenti nei fanghi industriali per smaltirli versandoli sui terreni agricoli. O fingere che il dissesto idrogeologico del paese sia colpa dell’Europa e non di anni di condoni e disinteresse della classe dirigente. O, infine, che le imprese delocalizzino per colpa dell’Euro, dei “burocrati di Bruxelles” (che poi sono tutti politici nominati dai rispettivi governi, nostro compreso), della Germania, della Francia, della BCE e non della produttività stagnante da 35 anni.

Un caso tutto particolare quello del nostro rapporto con l’Europa, la supposta causa di ogni male italiano.

Il nostro parlamento, sovranamente, decide di applicare tagli lineari perché la riforma della spesa pubblica va a toccare interessi consolidati ed è colpa della UE. Il nostro governo, altrettanto sovranamente, chiude un occhio sugli adeguamenti di prezzo dopo il passaggio dalla Lira all’Euro ed è colpa di Bruxelles. Lo spread aumenta perché i mercati valutano male la Manovra italiana e l’attività di governo ed indovinate di chi è la colpa? Di quella UE che è, allo stesso tempo, socialista, comunista, burocratica, tecnocratica, ordoliberista, neoliberista, liberale, illiberale, conservatrice, fautrice del meticciato e neocon.

Le svalutazioni della Lira, l’aumento di spesa pubblica, il corporativismo mai debellato, la sussidiarietà alle imprese etc., completamente cancellate dalla memoria del popolo italiano. Anzi, ricordate con gioia, perché nel paese del sottosopra, gli anni 80 della disoccupazione in crescita erano un paradiso.



Lo scaribarilismo

D’altronde questo è il paese che chiama “capitalismo” un’economia da anni drogata da interventi pubblici, bolla come “ordoliberismo” qualsiasi tentativo di liberalizzazione ed invece di interrogarsi sul proprio declino preferisce adagiarsi nello scaricabarilismo.

Prima era colpa della DC, poi di Craxi, poi di Berlusconi e Prodi, ancora di Monti e, infine, dei burocrati di Bruxelles (spoiler: non esistono), tecnici dei ministeri, “manine”, bocconiani, scie chimiche, micro-bombe metereologiche, signori oscuri della finanza, Soros, i rettiliani e chissà chi altro.

L’importante che la colpa sia di “altri, mai di un corpo elettorale professa di non fidarsi di nessuno e poi si getta nelle braccia del novello messia di turno. Basta che si presenti a favore di camera con in mano la formula vincente contro la crisi per tornare al sorriso, perché di questo il paese ha sempre bisogno, di un modo per aggirare il problema, negarlo, posticiparlo e sperare che nessuno se ne accorga.


L’Italia sovranista e le sue follie

Così è stato per il sovranissimo Salvini, il Ministro “anti-clandestini” che vara un Decreto (quello Sicurezza) che cancella d’ufficio una forma di protezione umanitaria già esistente trasformando, dall’oggi al domani, immigrati regolari in clandestini passibili di espulsione.

Ma va tutto bene perché, nel paese del sottosopra il partito di maggioranza relativa, dopo anni di lotta contro la corruzione e a favore dello sviluppo sostenibile, decide di essere autore di un Decreto (quello Genova) che accelera le pratiche di condono edilizio di Ischia e centro Italia rimuovendo i vincoli ambientali. Questo quando non vola in Cina e inneggia, dopo anni di “battaglie” a favore del Km 0 e contro il CETA, ad un accordo che “vedrà trasportare le arance italiane via aereo nei mercati cinesi”.

Ci sarebbe anche il caso del Decreto (quello Dignità) che ha già fatto calare il mercato del lavoro a somministrazione (dati Assolombarda), ma daltronde siamo il paese che ha già cacciato Foodora e vorrebbe fare lo stesso con Amazon e Google.

Colpa solo del governo gialloverde? Sarebbe bello, ma questo è un paese che nega i suoi errori da sempre e che non vuole riconoscere di aver vissuto per decenni in una sfera di cristallo sostenuta da un manipolo di aziende produttive e tanti, troppi, aiuti di stato.

Quella è la radice del sottosopra. Un messaggio latente che dallo Stato è arrivato alle famiglie e da lì si tramanda di generazione in generazione che parla di clientelismo, corporativismo, statalismo e nepotismo. Una scala sociale che si basava sulle liquidazioni dei padri ed un sistema produttivo talmente stantio che è stato spazzato via appena la contemporaneità ha bussato alla porta.

Un sistema che si basava e si basa ancora oggi sulle “balle” raccontate dai politici e su un popolo, o parte di esso, sempre pronto a crederci e farlo con veri e propri atti di pure fideismo e apriorismo.


Così, nel paese sottosopra molte persone pensano che i migranti siano un esercito gestito da poteri oscuri allo scopo di “meticciarci” ed indebolire la nostra tempra (???) occidentale.

Nel paese del sottosopra, il maltempo – frutto del riscaldamento della Terra – sarebbe colpa di micro-bombe metereologiche scatenate sull’Italia per far cadere il governo.

Nello stesso paese, il primo partito di opposizione invece di proporre modelli economici alternativi a quelli dell’attuale governo propone di fare la stessa identica manovra, ma molto meglio.

Nel paese del sottosopra, la leader femminile di un partito di destra applaude convinta all’elezione in Brasile di un Presidente che definisce le donne “un errore di distrazione”.

Infine, nel paese del sottosopra il 66% degli elettori pensa che tutti i problemi dell’Italia siano colpa, oltre che dell’Europa, dei governi passati.

Evidentemente, quel 66% di persone, hanno votato tutti per la prima volta tutti in blocco il 4 marzo 2018.

Prima dormivano.

 

PS: questo è un post ironico.


Aggiornamento

Questo paese è allucianante, non puoi distrarti 10 minuti che ti perdi qualcosa. Mentre scrivevo questo post, infatti, il Parlamento ha nominato (con voti sia della Lega che del M5S) la senatrice Stefania Pucciarelli quale Presidente della Commissione sui Diritti Umani, Lega, querelata nel 2017 per dei “like” ad alcuni post inneggianti ai “forni” per i migranti. Nel paese del sottoosopra questo fulgido esempio di rispetto dei diritti umani è stata preferita a Emma Bonino.

Allo stesso tempo sono stati resi pubblici i dati della crescita del PIL in Germania: -0,2%. Immediati i festeggiamenti da parte dei sovranisti del paese del sottosopra, primo fra tutti l’onorevole leghista Claudio Borghi, quello dell’uscita dall’Euro dei minibot.

Piccolo problema. Gran parte del settore manifatturiero italiano, tipo packaging, meccanica di precisione e automotive vive delle commesse tedesche, paese in cui esportiamo merci per 55 miliardi di euro all’anno. Secondo voi che succede nella realtà a settori che vivono di commesse di un paese quando quello rallenta? Si ferma. Infatti nello stesso trimestre abbiamo fatto una bella crescita dello 0,0% contro lo +0,4% della Francia.

Ma il paese del sottosopra, festeggia.

Comincio a pensare che non ci sia proprio alcuna speranza.


Il Caffè e l’Opinione

Scrivo e mi diverto. Filippo Turati non è solo toponomastica, ma è stato uno dei più brillanti politici italiani. Se mi dicessero di votare ora, implorerei Odino di darmi il dono della preveggenza. Se mi chiedono di dove sono, sono nato lì, ma ho vissuto anche là e là, e anche laggiù, a volte dico che sono nato a Imperia, ma per sbaglio perchè sono di Genova. Se mi chiedono dove vivo, rispondo: fai tu, ma fra Berlino e Torino.

Lettore accanito, gamer per scelta e passione. Battlestar Galactica batte ogni serie televisiva (Star Trek compresA). Gra Jordan, Kobe e LeBron io scelgo Magic e i Lakers, SEMPRE. Come mi definirei? Un nerd con un dottorato in Archeologia che ha scelto di scrivere per passione.

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