L’Italia che ignora (sbagliando) l’Europa: seconda edizione

 Le riforme dell'Unione? La croce e delizia di Europeisti ed Euroscettici, i due gruppi che sembrano essersi dileguati durante questo inizio di campagna elettorale italiana. Foto:  European Parliament  Licenza:  CC 2.0

Le riforme dell’Unione? La croce e delizia di Europeisti ed Euroscettici, i due gruppi che sembrano essersi dileguati durante questo inizio di campagna elettorale italiana. Foto:  European Parliament  Licenza: CC 2.0

L’EuroConsiglio si è riunito per discutere il futuro della presidenza della Commissione, del budget europeo e, soprattutto, dei fondi europei. Presente: Gentiloni. Assenti: i temi dalla campagna elettorale.

A gennaio, ad inizio della campagna elettorale, pubblicai un articolo, che trovate di seguito, dove criticavo l’assenza dalla campagna elettorale degli europeisti e di una vera discussione sul futuro dell’Unione.

Un mese e mezzo dopo la situazione sembra cambiata, almeno sulla carta, ma solo per la presenza di +Europa e la “svolta macroniana” di Matteo Renzi. 

L’Europa, però, continua a rimanere un tema quasi “tabù” per la campagna elettorale italiana o, peggio, sottovalutato dalla maggioranza dei partiti. Perché criticare la mancanza di “rinnovamento” o “riforme” in Europa, se quando, come ora, se ne discute, le forze politiche italiane si auto-marginalizzano, rimane un quesito irrisolto. 

In questo assordante silenzio degli ultimi scampoli di campagna elettorale, si è tenuta il 23 febbraio la riunione del Consiglio Europeo (EUCO). Durante l’incontro presieduto dal Presidente Donald Tusk si è discusso, fra le altre cose, di immigrazione, di taglio del budget europeo (prima vera conseguenza della Brexit) e del futuro metodo di allocazione dei fondi strutturali, compresi quelli destinati al sud Italia. Marginalmente, i 27 stanno affrontando anche il tema della futura elezione “diretta”, o meno, del Presidente della Commissione Europea per le elezioni del 2019 (a breve sulle pagine de il Caffè e l’Opinione).

In tutto questo, nonostante la presenza di Paolo Gentiloni e del governo italiano, non si parla nella campagna elettorale italiana, o, quando succede, rimane tutto limitato al “tweet” o lo slogan. Una situazione che rimane la stessa di quando pubblicammo “L’Italia che ignora (sbagliando) l’Europa.

All’inizio pensavo fosse per puro calcolo politico, ora comincio a pensare che la ragione di questa enorme assenza, sia dovuta più alla mancanza di idee.


L’Italia che ignora (sbagliando) l’Europa – la prima edizione originale

Sono ormai certo che parlare dell’Unione Europea per chi è in campagna elettorale in Italia deve essere proibito da qualche forma di legge. O un tabù. Non considerando in questo discorso tutti quei brevi e generici slogan che eruttano ogni tanto sui media.

Tutto questo in un 2018 che “non si preannuncia”, ma sarà centrale per il futuro dell’Unione fra la ricomposizione dell’asse franco-tedesco, l’appannamento dell’astro politico di Angela Merkel e l’ascesa di Emmanuel Macron, fra gli altri.

Un anno che non inizierà il 5 marzo.

Proprio a marzo, poco dopo le elezioni, Francia e Germania presenteranno all’Euroconsiglio la propria proposta di riforma dell’Eurozona. Per tempistiche – senza citare il “problema della maggioranza” – l’Italia sarà presente con l’attuale Presidente del Consiglio Gentiloni, un Parlamento ancora da comporsi e senza alcuna linea specifica da seguire.

Ci interessa? Fate voi, in fondo si dovrebbe parlare di un più stretto coordinamento politico fra i 19 paesi Euro e, forse, dei bond Franco-Tedeschi.

Come se l’Eurozona non bastasse, in questi mesi  si dovrà decidere come agire nei confronti della Polonia a riguardo della controversa riforma giudiziaria a cui potrebbero aggiungersi provvedimenti verso l’Ungheria e la Romania. Ci interessa? Un po’, visto che la questione è connessa, anche se non direttamente, alla “questione migranti”.

Rincariamo la dose? Sempre secondo l’agenda europea, in questi mesi si dovrebbe discutere, anche, della revisione degli accordi di Dublino, i quali regolano i meccanismi di ingresso, accoglienza e smistamento dei migranti nel territorio dell’Unione. Dobbiamo veramente sottolineare perché ci interessa?

Senza dimenticare che, finite le feste, ora cominceranno le trattative per il futuro accordo commerciale fra il Regno Unito e l’Europa. Perché ci interessa? Perché fra le altre cose, si parlerà di eventuali limitazioni alla circolazione dei prodotti finanziari britannici (o là basati) nell’Unione.

Indovinate quale città è particolarmente interessata accanto a Dublino, Francoforte, Berlino, Parigi ed Amsterdam? Milano.

Detto questo, vi chiedo ora di fare uno sforzo: togliamoci dalla testa la sindrome di Paperino (tutto e tutti sono contro di noi) e ragioniamo sul fatto che non pronunciarci su questi temi non è un atto di “euro-critica”, ma semplicemente un’idiozia.

In fondo il tema “Europa” è stato solamente al centro di tutte le ultime elezioni all’interno del blocco dalla Francia alla Germania, dalla Repubblica Ceca all’Olanda toccando anche la questione catalana.

Per questo mi piacerebbe sentire i partiti italiani dire qualcosa – qualunque cosa – sulle proposte Macron, sull’idea di liste pan-europee già approvate dai Socialisti e Democratici d’Europa (ex PSE ove si trova il PD e parte di LeU) per le prossime elezioni, sul progetto Varoufakis (a cui aderisce SI ora parte di LeU) o sul piano Juncker per un’Europa più coesa. Vorrei sentire anche che idee hanno i partiti “euro-scettici/critici” sulla questione Dublino o sui bond Franco-Tedeschi.

Mi piacerebbe sentire come partiti e coalizioni intendano migliorare il pessimo utilizzo che facciamo dei fondi strutturali europei, quelli che vanno alle regioni più disagiate d’Europa fra cui il nostro Sud.

Vorrei veder presentati, discussi ed argomentati (quella cosa che si fa con le parole e non le “grafiche di Facebook”) progetti anche alternativi,critici, proposte che tengano conto degli interessi italiani e che non siano limitate a: “la Germania ci sfrutta”, “l’Euro è un problema”, “l’Europa non ci aiuta” o similari.

Vorrei, perdonate l’egoismo professionale, scrivere di IDEE concrete, non di passi indietro sull’improbabile uscita dall’Euro o minacce anti-migranti basate sul nulla.

Invece, niente.

Eppure lo spazio esisterebbe visto che dall’Unione, dai suoi pregi e dai suoi difetti sta dipendendo (e non poco) parte della ripresa economica italiana.

Possiamo infatti nasconderci dietro migliaia di scuse (tanto del progetto XXX no se ne farà nulla, tanto a loro non importa di noi, eccetera), ma rimane il fatto che i nostri partner vanno avanti – anche sulla questione Euro, la quale rimane la nostra moneta – mentre noi, ancora una volta, rimaniamo a guardare.

In un assordante quanto catatonico e colpevole silenzio.

 

Piccola nota ironica: come sempre qualcuno commenterà sottolineando come una cosa sia l’Europa l’altra l’Unione Europea. Senza entrare in tecnicismi e distinguo filosofico-geografici, concedete allo scriba, per armonia linguistica, la semplificazione. Grazie

Scrivo e mi diverto. Filippo Turati non è solo toponomastica, ma è stato uno dei più brillanti politici italiani. Se mi dicessero di votare ora, implorerei Odino di darmi il dono della preveggenza. Se mi chiedono di dove sono, sono nato lì, ma ho vissuto anche là e là, e anche laggiù, a volte dico che sono nato a Imperia, ma per sbaglio perchè sono di Genova. Se mi chiedono dove vivo, rispondo: fai tu, ma fra Berlino e Torino.

Lettore accanito, gamer per scelta e passione. Battlestar Galactica batte ogni serie televisiva (Star Trek compresA). Gra Jordan, Kobe e LeBron io scelgo Magic e i Lakers, SEMPRE. Come mi definirei? Un nerd con un dottorato in Archeologia che ha scelto di scrivere per passione.

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