L’Italia, il vero test per l’Europa: le elezioni italiane viste dalla stampa estera – il Ristretto del 5-1-2018

 Il Presidente del Consiglio uscente Paolo Gentiloni. Per gran parte della stampa estera, sarà lui, dopo le elezioni a guidare, ancora, il paese. Foto:  EU2017EE Estonian Presidency  Licenza:  CC 2.0

Il Presidente del Consiglio uscente Paolo Gentiloni. Per gran parte della stampa estera, sarà lui, dopo le elezioni a guidare, ancora, il paese. Foto:  EU2017EE Estonian Presidency  Licenza: CC 2.0

Uscire dal costante chiacchiericcio della politica italiana e guardare alla stampa estera è un ottimo esercizio per riflettere sul nostro paese, soprattutto mentre si avvicinano le elezioni del 4 marzo.

 “L’orizzonte del futuro costituisce, quindi, il vero oggetto dell’imminente confronto elettorale. Il dovere di proposte adeguate – proposte realistiche e concrete – è fortemente richiesto dalla dimensione dei problemi del nostro Paese.”

Queste le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso di capodanno. Un tema, quello delle proposte “adeguate, realistiche e concrete”, da cui parte sia la riflessione dell’agenzia di stampa Reuters sia quella del quotidiano economico Financial Times.

Il debito. Per i due media britannici, il Movimento 5 Stelle, il Centrosinistra ed il Centrodestra, ovvero tutti i tre principali schieramenti, propongono programmi che rischiano di indebolire la già traballante economia del paese.

“Proposte non convenzionali” le chiama la Reuters che vanno dal taglio di 50 miliardi di Euro in tasse proposto dal PD, alla “Flat-Tax” di Forza Italia alla diatriba “Euro sì, Euro no” – ora ripresa anche dalla Lega – del Movimento 5 stelle. Tutte proposte che potrebbero anche avere un senso, ma che si scontrano con la mancanza di quel realismo e concretezza richiesta da Mattarella.

Questo, chiosa la Reuters, in quella che rimane la terza economia del continente, che ha visto il Debito scendere dal 132% al 130% del PIL e sta crescendo ai ritmi più veloci dal 2010 (dati ISTAT), ma che è, allo stesso tempo, l’economia più in difficoltà fra i 27.

Ci sarà un governo? Al di là delle proposte più o meno realistiche, questa rimane la domanda principale a cui cercano di rispondere i corrispondenti della stampa estera, fra cui Bloomberg, in un intervista all’ex-Presidente del Consiglio Mario Monti. 

“Una fase politica di incertezza che avrà il suo culmine nel tentativo di formare un governo in primavera”. Così definisce la Süddeutsche Zeitung le elezioni italiane. Per il noto quotidiano bavarese, a complicare le trattative non sarà solo la complessa matematica dei seggi del “controverso Rosatellum” – così definita anche da POLITICO – quanto una campagna elettorale che si prospetta votata al più puro “massacro propagandistico”.

Nessun governo dalle elezioni. L’effetto principale, sostiene la Frankfurter Allgemeine Zeitung, dovrebbe essere quello del “parlamento in bilico” in cui mancherebbe una maggioranza definita e, soprattutto, un candidato Presidente del Consiglio.

Questo, continua il quotidiano tedesco, non potrà essere il “poco amato Matteo Renzi” i cui consensi, e quelli del PD, sarebbero in caduta libera, ma neanche Luigi di Maio, il cui partito non avrebbe né i voti per governare né abbastanza possibili sponde per formare una maggioranza.

Il Centrodestra rimane, quindi, in testa nei sondaggi, ma, come il M5S, senza i numeri per sostenere un governo. Inoltre, argomenta la FAZ, sia Forza Italia che Lega si equivalgono nei sondaggi rendendo quantomeno materia di dibattito il primato di Berlusconi su Salvini per la guida della coalizione.

Cadendo tutte le alternative ne rimarrebbe una sola, per la FAZ, quella più temuta in Italia, ma, allo stesso tempo, più “desiderata” – almeno leggendo la stampa estera – in Europa. Si tratta delle “Grandi Intese”, ovvero un governo sostenuto da PD e Forza Italia con l’aggiunta di varie formazioni centriste.

Paolo Gentiloni è destinato a rimanere a lungo, ciò che è diventato per caso, il Presidente del Consiglio italiano

— Frankfuter Allegmeine Zeitung

Il ritorno di Gentiloni. Su chi debba guidare questo governo, sembrano concordare quasi tutti i media: Paolo Gentiloni. Perché? Lo spiega, ancora una volta, la Süddeutsche Zeitung.

Gentiloni viene definito dal quotidiano di Monaco come “un fattore stabilizzante”, il “perfetto candidato a fronte del caos politico”. La prosecuzione della sua esperienza di governo, sostiene dunque la SZ, rimarrebbe “l’unica alternativa capace di tranquillizzare i mercati, i vari partiti politici e, soprattutto, evitare che la timida ripresa italiana si areni, di nuovo, nelle secche della politica”.

Caustica la FAZ: “Paolo Gentiloni è destinato a rimanere a lungo ciò che è diventato per caso, il Presidente del Consiglio italiano”.

Non sono solo i tedeschi ad interrogarsi sul futuro dell’Italia. Per il Financial Times il voto italiano sarà a tutti gli effetti il principale test per la ripresa della UE. Della stessa opinione anche The Indipendent e il New York Times, con quest’ultimo che ribadisce la “necessità” di un ritorno di Gentiloni per evitare contraccolpi sulla già impervia scena politica italiana.

 Silvio Berlusconi, il

Silvio Berlusconi, il “non morto della politica italiana” per CICERO, il “Kingmaker” che deciderà chi e come governerà l’Italia. Foto:  paz.ca  Licenza: CC 2.0

Il Kingmaker. Su un altro punto concordano le varie testate, ed è il ruolo centrale che avrà Silvio Berlusconi subito dopo le elezioni. Sarà lui, a sorpresa, il vero ago della bilancia, colui che potrà realmente decidere chi governerà l’Italia per, si spera, almeno un paio di anni.

Una sorpresa dicevamo, e in questo modo la tratta il mensile tedesco Cicero, per cui Berlusconi sarebbe “il non-morto della politica italiana”, capace di tornare anche alla luce delle condanne e delle ombre sulla sua vita poltica. Ancora più caustico Bill Emmot su Project Syndicate: per l’ex capo-redattore dell’Economist, il “Bunga Bunga starebbe tornando in Italia”, sottolineando, però, come proprio lui potrebbe essere colui che, con l’appoggio a Gentiloni, potrebbe salvare l’Italia. I mille paradossi della storia: Emmot fu responsabile per la famosa copertina dell’Economist dove dichiarava Berlusconi “inadatto a governare l’italia”.

A scanso di una ascesa improvvisa del Centrodestra oltre il 42% dei consensi, l’idea che Berlusconi possa “tradire” il Centrodestra, sarebbe la grande paura di Matteo Salvini. Non a caso, sottolinea POLITICOil leader della Lega continua a chiedere un “chiaro impegno da parte di Forza Italia” al Presidente di Forza Italia, contro qualsiasi futura alleanza con il PD

Qualora questo succedesse o l’ingovernabilità sia irrisolvibile, riporta ancora POLITICO in un articolo Giada Zampano, la Lega sembra avere un piano di riserva: un’alleanza “anti-sistema” con M5S.


La critica al cinismo italiano. Chiudiamo con un’analisi certamente di parte – il magazine è dichiaratamente di estrema sinistra – ma non per questo meno interessante e significativa.

Mi riferisco all’articolo di David Broder, corrispondente da Roma del Jacobin, trimestrale socialista statunitense, che offre un ritratto secco, acido, ma incredibilmente realista dell’Italia.

Per Broder, infatti, l’Italia sta affogando in un “cinismo sociale” provocato “dalla disperazione”, un sentimento che alimenta anche “l’ondata neo-fascista” simboleggiata da Casa Pound ed altri movimenti assimilabili.

Per il giornalista del Jacobin, emblematico rimane il caso dello Ius Soli, il quale ha animato le ultime settimane della legislatura uscente.

Quel dibattito non sarebbe solo lo specchio delle “paure” dell’Italia verso “multiculturalismo e immigrazione”, ma la prova di un atteggiamento generalmente negativo nei confronti delle nuove generazioni, siano esse nate da immigrati che da italiani. Quelle stesse generazioni che – come scrive Naomi O’Leary su POLITICO – stanno crescendo euroscettiche in un’Italia incapace di accollarsi le proprie responsabilità e facendo ricadere ogni colpa sull’Europa.

Niente di cui meravigliarsi, chiosa Broder, in una campagna elettorale che invece di trattare “temi significanti come le riforme europee, l’Euro, la crisi bancaria” si concentra su “lo scontro personale e la sterile retorica anti-migranti”.

Da italiani ci si potrebbe anche offendere, ma come dare torto a Broder, dopo che la campagna elettorale italiana si è aperta con la sterile polemica sui sacchetti biodegradabili?

Scrivo e mi diverto. Filippo Turati non è solo toponomastica, ma uno dei più brillanti politici italiani. Se mi chiedono di dove sono ondeggio fra Torino e Genova, a volte dico che sono nato a Imperia, ma per sbaglio. Fra Berlino e Torino, ricordando Genova. Lettore accanito, gamer per scelta e passione. Battlestar Galactica batte ogni serie televisiva e fra Jordan, Kobe e LeBron io scelgo Magic. Come mi definirei? Un Nerd con un dottorato in Archeologia che ha scelto il giornalismo (per passione).

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