200 Insulti: come funziona l’hating sul web – Libercoli

insulti

Insulti come forma di contro-informazione. Questo è quello che succede sul web ogni giorno, come racconta Fabio Salamida nel suo libro “200 Insulti ad un Giornalaio Servo della Ka$ta”.

L’Italia della post-verità e dei mastini del web, quelli che, come spiega Keane, distruggono ogni nozione di democrazia diretta, ci insegna una cosa. Ovvero che sia più facile denigrare chi scrive una notizia avvertita come scomoda che argomentare, dibattere, discutere, accettare gli sbagli della propria parte o, semplicemente, riconoscere che esistono opinioni diverse.


Insulti come prassi

Da qui, dal denigrare il portatore della notizia, o dell’idea, nasce quell’Agorà sconclusionata, caciarona e caotica che è il mondo dei social. Quello dove finisco le dichiarazioni dei politici e dove vengono postate le notizie dei giornalisti. Le notizie diventano così opinioni, e chi le scrive, prezzolati giornalai al servizio del “Loro”, quelli dell’altra parte.

Si tratta del “metodo Boldrini” che viene applicato non solo a politici ritenuti scomodi da una certa parte politica, ma a tutti coloro i quali, facendo solo il proprio lavoro, fanno “l’errore” di riportare alcune notizie, quali le bufale sui migranti o la realtà della fallimentare amministrazione Raggi a Roma. Come Fabio Salamida, autore di “200 Insulti ad un Giornalaio Servo della Ka$ta” e giornalista che, vivendo a Roma, si trova, spesso, a raccontare le mille vicende della capitale.

Il suo lavoro appunto, ma che lo espone al fuoco di fila degli haters del Movimento 5 Stelle (e di altri partiti). Così, come molti altri, da giornalista diventa giornalaio, da professionista, prezzolato e ricettacolo dei peggior insulti (anche grammaticalmente parlando) che una mente disadatta può partorire. Da queste esperienze nasce “200 Insulti” che, nome omen, è la raccolta dei “migliori” improperi ricevuti dall’autore sul web.

Un repertorio a tratti grottesco, surreale, sgrammaticato, bestiale che spazia dalle feci alla madre, dalle corna al meme del “gran ca*** che mi frega” e altri insulti. Salamida riesce a trattare tutto quanto con ironia, trasformando gli stessi commenti in un ritratto crudo e sarcastico della Web-Society contemporanea delle sue idiosincrasie e dei mali che affliggono la comunicazione in questo paese.

La partigianeria, l’insulto elevato al rango di commento politico, l’aggressione virtuale, il trollaggio, soprattutto, l’incapacità di molti lettori di accettare quelle notizie che vanno contro la propria parte politica.

Una lettura consigliata per capire cosa siamo diventati, ma che non mancherà di strappare un sorriso, pe quanto molto amaro.


200 Insulti ad un Giornalaio Servo della Ka$ta di Fabio Salamida, link per l’acquisto

Scrivo e mi diverto. Filippo Turati non è solo toponomastica, ma è stato uno dei più brillanti politici italiani. Se mi dicessero di votare ora, implorerei Odino di darmi il dono della preveggenza. Se mi chiedono di dove sono, sono nato lì, ma ho vissuto anche là e là, e anche laggiù, a volte dico che sono nato a Imperia, ma per sbaglio perchè sono di Genova. Se mi chiedono dove vivo, rispondo: fai tu, ma fra Berlino e Torino.

Lettore accanito, gamer per scelta e passione. Battlestar Galactica batte ogni serie televisiva (Star Trek compresA). Gra Jordan, Kobe e LeBron io scelgo Magic e i Lakers, SEMPRE. Come mi definirei? Un nerd con un dottorato in Archeologia che ha scelto di scrivere per passione.

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