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Lo stato (terribile) dell’informazione italiana all’epoca del coronavirus

Simone Bonzano #società, featured, il Caffè Leave a Comment

C’è una sottile differenza fra “informare” il cittadino e “terrorizzarlo” e su questo distinguo corre, spesso, la differenza qualitativa fra la stampa estera e quella nostrana.

Per dimostrarlo, ho fatto un esperimento, ovvero leggere tutte le prime pagine online dei maggiori quotidiani italiani del 2 marzo (pomeriggio, ore 17:00) e confrontarle con quelle dei principali siti tedeschi, spagnoli e francesi.

L’obiettivo è stato quello di identificare il “coefficiente di panico” che non è nulla di scientifico, ma una scala soggettiva che prende in considerazione quanti articoli sono dedicati al virus, il linguaggio degli stessi e dopo quanti di questi articoli il giornale è passato ad affrontare altre questioni.

Il risultato è uno spaccato – soggettivo, ma probante – dello stato dell’informazione in Italia.



Il campione italiano: la Repubblica

Il quotidiano diretto da Verdelli, nella versione cartacea, titola: “Sette giorni per fermarlo”. Spontanea la mia controdomanda: “e se non lo facciamo? Arriva l’Apocalisse?”.

Non va meglio nella versione online che dedica 21 articoli consecutivi al virus fra cui vanno annoverati:

  • “Allarme IATA, crollo delle prenotazione aeree in tutto il mondo”, quando non si sa come attirare l’attenzione “allarme” è molo utile, un po’ come “fermi tutti” tipico della comunicazione social;
  • “Ocse taglia le stime di crescita mondiali: rischi senza precedenti per l’economia”, la frase originale del rapporto recita, però, “l’economia globale fronteggia il maggior pericolo dai tempi della crisi finanziaria [del 2011]” e io stento a capire come “dai tempi della crisi” siano diventato “senza precedenti”;
  • “Gentiloni per l’Italia Sì alla flessibilità e la UE deve muoversi” che, oltre a dimenticare che la flessibilità è automaticamente garantita dai trattati per disastri ambientali, ci introduce all’economia, dove troviamo lo spread, la (de)crescita e il portafoglio finanziario anti-virus elaborato da Affari e Finanza;
  • “Contagi, UE vara task force, rischi più alti – Primo caso in Sardegna – Lazio, chiuso liceo – La Lombardia agli over 65, restate a casa!” è il titolo centrale, mancano solo le cavallette e i fiumi che si tingono di sangue;
  • “500 contagi in poche ore” si legge subito dopo, poi “l’esperto” rassicura tutti dicendo che “niente panico, incremento atteso”.

La lista prosegue poi con i contagi a Roma, un “diario della quarantena” e la notizia che cani e gatti non possono trasmettere il virus, ma – attenzione – rischiano anche loro il contagio. Il virus, intanto, contagia anche lo sport e lo spettacolo e subito dopo troviamo “Perché le maratone non avrebbero fatto bene al paziente Mattia” e “Juventus-Inter lunedì 9 marzo (sia) ipotesi di buon senso” mentre, di spalla, leggo con rammarico che il “coronavirus (mette) a rischio il programma i Soliti Ignoti” con faccione di Amadeus che post Sanremo – governo docet – aiuta sempre.

Il ventunesimo articolo, ovvero quello che precede la notizia dalla Siria e la crisi migranti, è una vera perla:

  • “Coronavirus, chiude Sonia, il ristorante cinese più famoso di Roma”.

Coefficiente di panico: 9.5


Pacatamente sabauda: La Stampa

Il quotidiano torinese condivide con la Repubblica l’editore (il Gruppo GEDI), ma le differenze a livello di linea editoriale si vedono. La prima pagina del cartaceo si concentra sui rischi economici dell’epidemia e delle misure, anche fiscali, messe in cantiere dal Governo per limitare i danni. Mancano riferimenti alla questione migranti e/o alla crisi fra Turchia e UE che sono spostati in quarta e quinta.

Sull’online, alle 17:30, la Stampa titolava:  

  • “OMS il coronavirus si può contenere, non è ancora pandemia”, un titolo realistico e non particolarmente allarmante;
  •  “nuovi contagi in (varie regioni italiane)”, ma a Torino si può andare nei musei, nei cinema e nei teatri senza alcuna restrizione che contrasta con il successivo…
  • “Piemonte la riaperture delle scuole (va) verso il rinvio”.

Rispetto a Repubblica, i toni sono più pacati e pragmatici. La questione migranti arriva poco prima della metà della pagina, ma prima ci sono articoli sulla “vendita di armamenti” da parte dell’Italia e altre notizie di politica interna.

Coefficiente di panico: 1


Preoccupato, ma moderato: il Corriere della Sera

Basato a Milano, quindi a più diretto contatto con l’emergenza, il Corriere dedica tanto spazio al virus senza raggiungere, però, la produzione de La Repubblica. L’online apre con la riapertura del Duomo di Milano, la notizia dell’istituzione della task force europea “anti-virus” e alla situazione della Borsa.

Si parla anche del Decreto del Governo e della divisione del paese in tre zone di rischio, dei voli cancellati dalle compagnie aeree. Ampio spazio, infine viene dato al caso dell’assessore regionale trovato positivo al coronavirus a cui, però, non seguono titoli allarmanti, ma un moderato “controlli sugli altri membri della giunta”.

Gli esteri fanno capolino con la diminuzione dell’inquinamento in Cina a causa (o grazie) alle misure di contenimento dell’epidemia che precede una serie di veloci articoli sull’Italia che vanno dalla politica al costume. In generale lo spazio dato all’epidemia è tanto, ma i toni sono generalmente moderati.

Si parla anche della crisi dei migranti in Grecia, ma non prima di parlare della morte del compagno dell’artista Marina Abramovic e l’immancabile sondaggio di Nando Pagnoncelli sui consensi dei politici.

Coefficiente di panico: 4 (attenzioni agli esteri: 1)


Il sarcasmo e il complotto: Il Fatto Quotidiano

Il Fatto Quotidiano online, diretto da Gomez, apre con la positività al virus dell’assessore lombardo seguito dallo stato di emergenza dell’Azienda Sanitaria di Crema in crisi di personale e strutture per far fronte al contagio. Il centro della pagina, però, è dedicato ad un titolo: “Oms, contenimento dell’epidemie è l’unica strada”. Si tratta della medesima notizia presente anche sulla Stampa, ma rifrasata in un modo che sicuramente più “attrattivo” per aumentare passaggi e visualizzazioni.

Anche per il Fatto Quotidiano, come per Repubblica, l’Ocse avrebbe descritto il virus come una “minaccia senza precedenti per il PIL”. Le notizie su migranti e la crisi fra con la Turchia arrivano dopo 23 altri articoli dedicati all’emergenza.

Il cartaceo, diretto da Travaglio, apre con “Il contagio galoppa ancora, però si litiga per il pallone”, un titolo – permettetemi – proprio alla “Travaglio”, ovvero di un sarcasmo che nasconde la presunzione di una qualche superiorità intellettuale della redazione rispetto “all’Italietta”.

Fin qui ero propenso a dare un 5, ma poi l’occhio mi è caduto sulla parte centrale dell’edizione cartacea che titola “Wuhan, quell’altro virus creato in laboratorio” con sottotitolo “nel 2015 un team di ricercatori creò un patogeno unendo un coronavirus di pipistrello con uno della Sars, c’è un legame con la nuova epidemia?”.

Notizia, se così la si può chiamare, che Nature, la principale testata scientifica del mondo, bolla come “non verificabile”, ovvero una fake.

Coefficiente di panico post-complotto: 10


Arriva il panico: Il Giornale

La versione online apre con “Il colpo al cuore del mondo: così il virus ha cambiato tutto” tratto dall’inserto di politica estera “InsideOver” prima conosciuto come “Occhi dalla Guerra”. Un titolo preoccupato che lascia subito lo spazio agli attacchi al governo e al premier Conte argomentati da Toni Capuozzo.

Sotto questo punto di vista l’online si difende, ma è nell’edizione cartacea che Sallusti non si smentisce.

Il titolo centrale è “Non c’è più tempo, FATE PRESTO”, riferito alla probabile recessione che stiamo per subire, che si conclude con l’appello di Berlusconi: “serve un nuovo piano Marshall”. Seguono articoli come:

 “Così il virus ha ucciso mio padre”, ovvero l’intervista alla figlia di una delle vittime italiane;

“Louvre blindato: dipinto della paura”, titolo che, effetto panico a parte, si merita un applauso per la creatività.

Assenti gli articoli sui migranti.

Coefficiente di panico: 9, ma solo perché in prima pagina, in fondo, c’è un magnifico quanto ispirato “quando la nonna fa l’influencer”.


Colpa del Governo, e della Germania: La Verità

Il quotidiano diretto da Belpietro si concentra sulla questione politica: “Scontro all’ombra del Covid19, emergenza poltronavirus”. “L’epidemia usata per restare al potere” argomenta, a lato, l’editoriale dello stesso Belpietro. Il tema generale è che gli allarmi della prima ora e le misure messe in atto dal governo non sia che espedienti per ritardare l’inevitabile, ovvero la caduta del Governo.

Probabilmente stanco di calcare la mano sul virus, il quotidiano sottolinea anche come “una nave italiana accolga gli straniere e respinge gli italiani”. La versione online, invece, sposta immediatamente l’attenzione si sposta alla Germania: “Aiuto, la Merkel lascia solo macerie” tirando fuori la sempiterna – e fallace – storia del paese che ha sfruttato l’euro per aumentare l’export a scapito delle famiglie e dei consumi interni. Un articolo quasi geniale che riesce a unire i due capisaldi sovranisti: la critica alla Germania e quella al commercio internazionale.

Coefficiente di panico: 1 (ma quello di str******* è fuori scala, come sempre).


Il vecchio che si è stufato: Libero

Concludiamo la carrellata con il quotidiano che sembra un settantenne cinico e che è diretto da un settantenne cinico.

L’apertura è sobria: “Lasciateci lavorare”. Trattasi dell’appello degli industriali e sindacati lombardoveneti per alleggerire le misure di contenimento messe in piedi dal Governo che ben si sposa con quel “il virus ci ha stufato” usato da Feltri due giorni in prima pagina.

Più urlata la prima pagina della versione online di Libero che non perde l’occasione per del facile clickbait:

  • “il virus arriva anche all’Oms, contagiato membro dello staff – il rischio di pandemia globale”.

A queste segue un’intervista a Tremonti dal titolo pomposo e volutamente fuorviante:

  • “Momento epocale, di cosa è figlio il coronavirus – La verità sulla Cina, teoria esplosiva di Tremonti”.

Il sottinteso sembra essere quello del complotto (mi viene in mente la versione di Diego Fusaro sulla guerra batteriologica contro la Cina), la realtà è una semplice riflessione di Tremonti sul fatto che il coronavirus ha messo in luce il dualismo economico cinese.

Coefficiente di panico: 8 al 10 a seconda di quanti riusciranno ad andare oltre al titolo su Tremonti


La Germania e il Coronavirus

Partiamo dalla Germania dove, mentre scrivo, i casi di contagio da SARS-CoV-2 sono 158.

Die Zeit:

  • “Rivoluzione o evoluzione” sul Super Tuesday negli USA
  • “Il 2015 è stato singolare, il 2020 lo sarà lo stesso” e “Merkel critica la politica di Erdogan “sulla pelle dei migranti”, ovviamente sul tema dei migranti fra Grecia e Turchia.

Il coronavirus appare solo con un liveblog sul contagio, e due articoli, uno anche video, su prevenzione del contagio e informazioni sul virus, sulla sua reale pericolosità e il modo in cui affrontare l’infezione.

Coefficiente di panico: 0

La Frankfurter Allgemeine Zeitung apre sulla possibile successione ad Angela Merkel e il ruolo della CSU bavarese nell’eventuale transizione. Seguono due articoli sul tema dei migranti in Grecia e delle tensioni con Erdogan. Sul virus un solo articolo, simile a quello di Die Zeit su prevenzione e informazione.

Coefficiente di panico: 0


L’informazione in Francia

Passiamo alla Francia che ha appena avuto notizia del terzo decesso per SARS-CoV-2.

Le Monde apre con questo a cui fanno seguito due articoli sul virus, entrambi sul tema della prevenzione e contenimento del contagio. Da qui si passa rapidamente alla crisi migranti in Grecia, le nuove elezioni in Israele e la sospensione della tregua fra Talebani e governo in Afghanistan.

Coefficiente di panico: 1

Le Figaro titolo “Un nuovo morto in Francia” a cui associa la foto di tre donne asiatiche con mascherina in centro a Parigi che segnalo perché volutamente fuori contesto, ma colpisce, ed è quello che Le Figaro voleva fare. Seguono altri articoli sul tema fra cui “in Francia, la mortalità sarà più debole che in Cina”.

Coefficiente di panico: 4/5


Il coronavirus in Spagna

Chiudiamo con la Spagna, paese che sta vivendo la prima ondata di contagi con un possibile focolaio nella zona di Torrejon.

El Pais apre proprio sul numero dei contagi (120) e sull’istituzione del telelavoro nelle aree colpite. Il centro della prima pagina, però è dedicato all’emergenza climatica.

Coefficiente di panico: 1

Il coronavirus è più al centro dell’attenzione de El Mundo, che riporta l’allarme dell’OCSE sulla possibile recessione dell’Eurozona correlato da maggiori informazioni sui casi di Torrejon. Il numero totale di articoli è superiore a quello de El Pais, ma due saltano all’occhio:

  • “Ryanair sospende il 25% dei voli per l’Italia”
  • “Italia, critica per la gestione dell’epidemia”, un articolo che mi ricorda le critiche che media e politici italiani rivolgevano alla Cina a gennaio

Coefficiente di panico: 3


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