Tutto quello che penso (o quasi) su Guerre Stellari: gli Ultimi Jedi – il Giocatore Inconsapevole del 21-12-2017

 Kylo Ren, centrale in Episodio VIII è definitivamente diventato il miglior personaggio di questa nuova trilogia. Foto: Star Wars/Lucasfilm/Disney

Kylo Ren, centrale in Episodio VIII è definitivamente diventato il miglior personaggio di questa nuova trilogia. Foto: Star Wars/Lucasfilm/Disney

Quando al Caffè e l’Opinione mi hanno chiesto di scrivere per loro, la raccomandazione di Simone ed Alessandro suonava tipo: “comincia pure con qualcosa di tranquillo, semplice, anche a gennaio”.

Grazie del consiglio, mi sembra giusto, quindi comincio con Guerre Stellari Episodio VIII – gli Ultimi Jedi.

Disclaimer: la seconda parte della recensione contiene (tanti) spoiler. Se non avete visto il film, quando vedrete incombere la scritta spoiler fatevi un piacere, chiudete la pagina, cancellate la cronologia e scappate lontanissimo dal computer. Così almeno eviterete di accusarmi di qualsiasi male mondiale, in fondo è quasi Natale.

Capito? Bene, allora cominciamo.

 Luke Skywalker al centro di una delle principali

Luke Skywalker al centro di una delle principali “contestazioni” verso l film. Kylo Ren, centrale in Episodio VIII è definitivamente diventato il miglior personaggio di questa nuova trilogia. Foto: Star Wars/Lucasfilm/Disney

Episodio VIII, gli Ultimi Jedi è molto bello, parla di Jedi e Sith, la fotografia è splendida, vi sorprenderà, andate a vederlo.

Esauriti così i modi per parlarvi del film senza spoilerarvi nulla, in un mondo in cui solo dirvi che Benicio del Toro sia nel film diventa uno spoiler, facciamo un ulteriori passo avanti.

Nella mia personalissima classifica “L’impero colpisce ancora”, detto Episodio V, è lo “Star Wars” più bello. Seguono, in stretto ordine: Guerre Stellari, conosciuto anche come “Una nuova speranza” o Episodio IV, il “Il ritorno dello Jedi” detto Episodio V o quello degli orsacchiotti che distruggono l’impero e, infine, qualsiasi cosa mai pubblicata fra televisioni, fumetti e libri.

I prequel – quelli dove Anakin è un fesso –  vengono dopo il film sugli Ewoks ei miei disegnini da piccolo in cui facevo lo Jedi, perché Episodio I, II e III, se non lo sapevate ancora, fanno schifo.

Fra i prodotti più recenti, “Il risveglio della Forza” si colloca al livello del primo film, mentre “Rogue One”, beh, quello è semplicemente magnifico. Molto vicino alle vette di Episodio V.

E questo “Gli ultimi Jedi”?

 Rey, in una scena del suo addestramento, una delle parti visivamente più efficaci del film. Foto: Star Wars/Lucasfilm/Disney

Rey, in una scena del suo addestramento, una delle parti visivamente più efficaci del film. Foto: Star Wars/Lucasfilm/Disney

Visivamente è il film più efficace della saga. Ambientazioni perfette, una fotografia che in alcune scene ti lascia senza fiato, una trama sorprendete e l’ovvio comparto sonoro perfetto. Un film concepito per fare da ponte fra Episodio VII e IX e che molti attendevano come il capitolo “dark” à la “Impero” esattamente come VII era una riedizione di “Una Nuova Speranza”.

Un confronto scontato, quello fra V e VIII, che ritroverete ovunque, eppure, senza alcun timore di spoilerarvi nulla, posso affermare che quest’ultimo riesce, allo stesso tempo, a riprendere alcune parti di quel capolavoro, senza “plagiarlo” e reggendosi, in maniera egregia, sulle proprie gambe.

Nel complesso la storia si sviluppa su tre archi narrativi, che poi sono quelli che ci aspettavamo dai trailer. Al centro di questa c’è il dualismo fra Kylo (Adam Driver, ottimo) e Rey (Daisy Ridley, forse un po’ legnosa per motivi di sceneggiatura). Entrambi si dibattano fra il “destino” segnato in Episodio VII e la voglia di cercare la propria strada. Una ribellione meta-cinematografica, che rappresenta nella storia, quello che il film cerca di fare nella realtà: staccarsi dal canone e reinventare l’universo di Guerre Stellari. 

Attorno a Kylo e Rey ruotano le altre due storie. Quella di Leia (Carrie Fisher, a cui è dedicato il film) e Poe Dameron (Oscar Isaac, sempre più il nuovo Han) in pura chiave classica Ribelli contro Impero (o Primo Oridine) e, infine, la parte meno brillante, la storia di Finn (John Boyega, un po’ sprecato, secondo il mio umile punto di vista) e di DJ (Benicio del Toro, brillante in un ruolo “minore”).

Un trittico di storie che, nel caleidoscopio di colpi di scena e fantastiche scene d’azione rende Episodio VIII un film coraggioso, per alcuni fin troppo, vedi i vari “fan fondamentalisti” sul web. Un “Guerre Stellari” certamente fresco e capace, grazie alle intuizioni del regista Rian Johnson (Looper), di essere, appunto, classico e moderno, rispetto e rivoluzionario, certamente non un “film da ignorare”.

Un film che si libera delle catene del “canone” Star Wars e che, a mio modesto parere, risulta più eccitante e bello de “Il risveglio della Forza”.

Rogue One rimane migliore, almeno nei confini del mondo “classico” di Guerre Stellari, ma preso per quello che è – un nuovo inizio – “gli Ultimi Jedi” non gli è per niente lontano. Anzi.


SPOILER!!!

Io non prendo responsabilità, capito? 

Ve l’ho detto… andate via!


L’impressione, finita la visione del film, è che fra produttori, sceneggiatori e regista ci sia stato un tacito accordo. Qualcosa del tipo: “con questo film li trolliamo tutti”. Ed è quello che, in sostanza hanno fatto perché Episodio VII è un’enorme, fantastica trollata fatta a danno di tutti quei fan che per due anni si sono scervellati sulle mille questioni aperte da Episodio VII.

Tutto questo inizia immediatamente, con Luke che getta dietro di se la spada laser faticosamente riportata da Rey attraverso la galassia, e continua per tutto il film. Come non citare il “Rey sei figlia di due ubriaconi che ti hanno venduta per continuare a bere” o Snoke che esce di scena al massimo senza neanche lontanamente dirci chi diamine sia.

 La guarda pretoriana di Snoke: semplicemente magnifici. Potrei riguardare leFoto: Star Wars/Lucasfilm/Disney

La guarda pretoriana di Snoke: semplicemente magnifici. Potrei riguardare leFoto: Star Wars/Lucasfilm/Disney

Il “vogliamo trollarvi” pervade tutto il film, ma fatto con un unico scopo, liberare Guerre Stellari da decenni di sovrastrutture narrative, rendendolo “comprensibile” ai casual fan – quelli che non sanno a memoria la genealogia dei Jedi – e, in generale, più leggero.

Alla “rigidità” dello schema classico, Episodio VIII oppone ambiguità ed incertezza, un sentimento che ti porta a chiedersi cosa sia giusto e cosa no. Un dualismo rappresentato dalla storia di Kylo e Rey – quella che ci regala la miglior scena di combattimento di tutta la saga – ma che infetta tutto il film.

Il Primo Ordine è veramente il male assoluto e la Ribellione il bene? O sono, come sostiene DJ, le due facce della stessa medaglia, con una che esiste in funzione dell’altra allo scopi di auto-equilibrarsi? Si potrebbe discuterne per ore, e forse lo farò prima o poi, ma non è questo il momento.

Anche perché, pensandoci bene, è per questa ambiguità di fondo che questo film mi è piaciuto così tanto. Per quella voglia di osare, di amalgamare elementi classici e nuovi per dare all’intero universo Star Wars nuova linfa. In questo modo Episodio VIII diventa una vera ripartenza e che, distruggendo le pre-esistenti, lascia una sola certezza: quella di non sapere cosa succederà nel prossimo episodio.

Che è, a pensarci bene, la cosa migliore che possa accadere in una seconda parte di una trilogia.

Detto questo, credo che passerò i prossimi due anni immerso nella cosa più inutile del pianeta: in rete a spulciare tutte le più disparate teorie su Episodio IX.

Anche per potermi godere la prossima trollata, alla prossima.


Guerre Stellari: gli Ultimi Jedi

USA 2017

Regia di Rian Johnson

Durata 152′

Sito Ufficiale

Commenta!

avatar
  Subscribe  
Notificami