Genova, il suo ponte ed il Reddito di Cittadinanza: cosa hanno in comune?

Genova

Genova, il suo ponte, i progetti e le polemiche sono un’allegoria di cosa dimentica, volutamente, il Governo, e Movimento 5 Stelle in particolare, sul “Reddito di Cittadinanza”.

C’è poco da fare: per la prima volta in 20 anni mi trovo d’accordo con Beppe Grillo. Allora lo scrivo, da blogger a blogger: il progetto dell’architetto Stefano Giavazzi per la “ricostruzione” del Ponte Morandi di Genova è, sinceramente, “geniale”. Non potrebbe essere altrimenti in quanto cerca di disegnare, a costi bassi, una “città orizzontale” degna di Amburgo, Singapore o Londra. A Genova!

Eppure, questo gioiello di ponte, non verrà mai realizzato. Meno male, perché rischierebbe di diventare l’ennesimo fallimento di un “futuro possibile” all’italiana, quello in cui si cerca di passare da A a Z ignorando ogni passaggio intermedio

Tutto questo, giova sottolinearlo, non per “incompetenza” dell’architetto, anzi, ma perché noi siamo così: vorremmo cambiare, ma senza ‘sbatterci’ per farlo.


Il ponte bello, ma impossibile

La proposta dell’architetto Giavazzi si basa sul creare un sottoponte abitabile ricavato negli spazi generati dai cubi di acciaio modulare. Si tratta di aree verdi (come la lunga passeggiata verde sopra l’autostrada), “luoghi dell’abitare e del fare” che si oppongono ai “serpenti autoreferenziali”, spazi commerciali e pannelli solari.

Il tutto riutilizzando quanto non crollato del Ponte Morandi mettendolo in sicurezza e distanziandosi, tramite un “abitare consapevole” dalle “penne e pennacchi” della “architettura autocelebrativa”, i.e. il progetto di Renzo Piano.

Nuovi concetti contro architetture ‘morte’, ‘consapevolezza’ contro ‘stile’, piccoli studi contro grandi architetti, una rivoluzione progettistica che, di fatto, riecheggia quella “grillina” e che, senza il ben che minimo dubbio, gioverebbe a Genova, se esistessero le condizioni necessarie atte al successo di tale struttura.

Invece rimarrano proposte su carta, render nel portofolio dell’architetto.


Il Blog, Genova e l’Italia

Come afferma l’architetto nel video rilanciato dal blog, il progetto prevedrebbe la realizzazione della struttura portante, la strada e le aree verdi. Gli spazi abitatici/commerciali/sociali sarebbero da creare in un secondo momento, mediante concorsi e bandi futuri.

In sostanza, si creerebbe il ‘potenziale’, il resto verrà, in futuro, tramite piani, idee, progetti. Che ad oggi mancano e per cui non esistono le basi a livello locale, regionale e statale. Manca quel “piano per Genova” di cui, in città, si parla dalle dimenticate Colombiadi dell’Expo 1992 e che farebbe bene ad un capoluogo che soffre la deindustrializzazione, la dipendenza dal porto ed il progressivo invecchiamento/spopolamento della stessa.

Come portare, infatti, investitori, creativi/designer, imprenditoria (magari giovanile, magari di startuppers) se mancano investimenti e progetti nazionali per agevolarne la nascita e la crescita. Come creare occupazione e lavoro creativo (per cui quegli spazi sarebbero perfetti) se viviamo ancora di un sistema occupazionale/burocratico che si stenta a svecchiare?


Il MoVimento del “balzo avanti”

Si tratta di un piano che deve coinvolgere la città come il paese (e, come tale, non essere limitato a Genova) e che richiede di aggredire i problemi premendo per la riforma del sistema produttivo italiano. Un impegno programmatico che nessuno, né la città, né la regione né il Governo sembra pronto a prendersi. 5 Stelle compresi. Inutile dire, come fanno, facciamo la “rivoluzione”, creare lavoro e rafforzare i salari, se si guarda ad un modello occupazionale di 40 anni fa. O se si ignora, come fa sempre il MoVimento, l’ABC di come fare una riforma.

Come per il “Reddito di Cittadinanza”

Perché il “Giavazzi” sta all’architettura, come il “Reddito di Cittadinanza” sta alla politica del MoVimento. Non è un caso che il progetto venga esaltato (“geniale”) da Grillo. Il suo blog è specializzato nel lanciare proposte utopiche. La volgata, lì come lo era a Report, è semplice: saremmo un paese come gli altri se facessimo le cose come gli altri, con il “buon senso” (perdonate l’accostamento). Solo che non siamo un paese come gli altri e non solo per la corruzione o il familismo amorale, ma perché siamo indietro anni luce in sviluppo economico.

Ed il “sacro Blog” è ancora centrale nell’ecosistema politico del MoVimento 5 Stelle.


Il Reddito senza basi

Come già espresso su queste pagine, il tanto annunciato RdC non è altro che un sussidio di disoccupazione (o sociale) basato sull’Hartz IV/ALG II tedesco. Sussidi per la formazione nella ricerca di nuova occupazione. Per farlo basta trovare le risorse. Per renderlo efficiente, invece, serve un sistema alle spalle che, in Italia, è lungi da esistere.

Manca una riforma (e i soldi) per riformare gli entri di controllo (i Centri d’Occupazione) e trasformarli nei Job Center tedeschi, aumentarne il personale (che va formato) e creare una rete di controlli incrociati (che riguarda anche le banche). Mancano i progetti di formazione professionale (le “Ausbildung” e le “Weiterbildung”) come il supporto per l’integrazione dei lavoratori stranieri.

Manca un sistema di reddito minimo base per i lavoratori che vada a rendere il lavoro più appetibile del sussidio. Esattamete come esiste sia in Francia, in Germania ed in tutti i paesi d’Europa e che manca, guarda un po’, in Italia e in Grecia. (P.S.: il reddito minimo è una direttiva europea).

Manca, infine, un piano concreto per incentivare investimenti e imprenditoria, senza i quali, il lavoro esiste solo nell’apparato statale. Come era negli anni 70 o 80 e ancora negli anni 90, quando il ‘posto da impiegato statale’ che era il miraggio che abbiamo usato per non modernizzare il nostro antiquato Welfare.


Di Maio mi dà ragione

Sono prerequisiti che lo stesso Luigi Di Maio aveva evidenziato come necessari per avviare la riforma del “Reddito” il giorno dopo le elezioni e senza i quali questo rimarrebbe, appunto, una soluzione potenzialmente ottima, ma realisticamente fallimentare.

Come il “Giavazzi”, senza piano per Genova, rischierebbe di diventare un “non luogo”, tipo il Biscione, il Corviale, Scampia o lo Zen.

Eppure, come dimostra la polemica con il Ministro Tria sul DEF, il “Reddito” va avviato subito, vanno dati i soldi agli italiani (magari non 780, ma 300 euro) per dimostrare di essere un governo serio. Sventolare un nome (“RdC”) come Conte, a Genova, sventolava un decreto neanche depositato.

Talmente serio che non c’è menzione alle riforme: quelle verranno. Ora serve correre perché le Europee sono dietro l’angolo, Salvini è al 33% e occorre salvare la baracca, fosse mai che il Governo Pentastellato cadesse fra pochi mesi. Fosse mai che si andasse ad elezioni anticipate

Perché alla fine questo Governo non è diverso dagli altri: l’obiettivo sono sempre e solo i voti, non l’Italia.


Letture Consigliate

Scrivo e mi diverto. Filippo Turati non è solo toponomastica, ma è stato uno dei più brillanti politici italiani. Se mi dicessero di votare ora, implorerei Odino di darmi il dono della preveggenza. Se mi chiedono di dove sono, sono nato lì, ma ho vissuto anche là e là, e anche laggiù, a volte dico che sono nato a Imperia, ma per sbaglio perchè sono di Genova. Se mi chiedono dove vivo, rispondo: fai tu, ma fra Berlino e Torino.

Lettore accanito, gamer per scelta e passione. Battlestar Galactica batte ogni serie televisiva (Star Trek compresA). Gra Jordan, Kobe e LeBron io scelgo Magic e i Lakers, SEMPRE. Come mi definirei? Un nerd con un dottorato in Archeologia che ha scelto di scrivere per passione.

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