Conte e le dimissioni più inutili della Storia del mondo.

Conte minaccia le dimissioni più inutili della storia  e Borghi – e la Lega – minaccia di farci uscire dall’Euro: Italia 2019.

Un’altra settimana dell’anno bellissimo è passata e abbiamo avuto l’apertura della Procedura d’Infrazione da parte della UE oltre all’approvazione del contestato Sblocca Cantieri. Poco importa a noi liberi patrioti in libero Stato, perché il dibattito politico di un paese che non sa più dove sta andando (altro che far valere i propri interessi, come dice chi ancora ci crede) si è bloccato sulle (im)probabili dimissioni del Premier Conte (e dove va se si dimette, poverino) e sui surreali minibot.

Così, mentre Salvini – sovranissimo cannibale elettorale – continua a mangiarsi il MoVimento 5 Stelle, vi diamo il benvenuti nel Caffè Scorretto di Ru e Simone.


Mini-Conte

Conte è uno dei professionisti più in gamba e preparati del panorama italiano: su questo non ci sono né “se” né “ma” che tengano. Nella sua carriera professionale ha sempre dimostrato grinta, correttezza e capacità di far valere le proprie idee non solo sugli avversari, ma anche su coloro i quali hanno cercato più volte di manovrarne le scelte dall’interno, i cosidetti “maggiorenti” che si illudevano di poter manovrare Conte come un burattino. Questo, oltre alla magnifica chioma è Conte ed ha ragione Marco Travaglio quando dice, sul Fatto Quotidiano, che “chi spensieratamente tifa contro Conte dovrà pentirsene e rimpiangerlo”. dirò di più, Travaglio ha anche ragione nello spronarlo ” a tenere pronte le dimissioni per non rendersi mai complici” di idee e tattiche assurde, sia in Italia che in Europa.

Verissimo, perché Conte è un fuoriclasse e ne sanno qualcosa i tifosi della Juventus che ancora lo rimpiangono! Forza Conte quindi, unico capace di riportare in alto la “pazza” Inter!

(“Simo’ ma che stai a scrive’? GIUSEPPE Conte, non ANTONIO Conte! Il Premier Conte, dai! Ha appena minacciato di dimettersi se Salvini e Di Maio continuassero a litigare” “…” “Simo’?!?!” “No no hai ragione Ru, ma non so proprio cosa scrivere… che faccio cancello e metto “Il Premier minaccia le dimissioni – Gatto salvato sulla proviciale per Saluzzo?” “Mmmm, già, poi veramente, dove va se si dimentte, ce l’ha una casa? Sì, dai hai ragione lascia così… Senti, ma poi l’Inter, Lukaku, lo prende?“)



MiniBorghi

Claudio Borghi Aquilini, Presidente della Commissione bilancio della Camera, detto anche Guforo-bot, è un vero genio, non a caso  i suoi supporter, su Twitter, lo hanno ribattezzato “Einstein”. Borghi, infatti, è riuscito, con una semplice mozione, a mettersi nel taschino tutta l’opposizione, creare un’arma di distrazione di massa capace di oscurare sia la Procedura d’Infrazione che lo Sblocca Cantieri con le sue norme ai limiti del criminogeno. Tutto sfruttando il pressapochismo dell’opposizione che ha trasformato i “Minibot” in una mozione unitaria votata all’unanimità.

“Ma è solo una mozione, non vale nulla” dicono alcuni, “#ealloraiminibot” dicono altri, “famo quadrato cor PD” mugugnano quelli dell’unità a sinistra, ma intanto sono 10 giorni che di minibot si parla ovunque accompagnati da facsimile di indubbio gusto fra cui:

  • il minibot da 5 con Marco Tardelli che urla dopo il gol ai mondiale del 1982 (ben triste il paese che riconosce “come immagini di successo del paese” (cit. Borghi) un gol ai mondiali);
  • il minibot da 20 con Orianna Fallaci (perché l’islamofobia è, oramai, un valore di questo paese – e non ditemi che è perché è una grande giornalista/scrittrici perché ci mettere la Deledda piuttosto);
  • il (super)minibot da 500 con Gabriele D’Annunzio (perché dopo i minibot è la volta di Istria e Dalmazia).

Cosa servono i minibot? Nella migliore delle ipotesi a pagare dei debiti emettendo debito (i debiti commerciali non sono nel debito pubblico, per diventare minibot devono diventare tali solo che facendolo crei un buco nel bilancio), nella peggiore ad uscire dall’euro, perché venissero usate come moneta andrebbero contro l’art. 127 del Trattato di Lisbona sul funzionamento della BCE. Uscire dall’euro significa uscire dall’Unione Europea, perché è possibile farne parte e non aver o ancora o per ora l’euro, ma non è possibile averlo e tornare indietro (anche perché sai come sarebbero amichevoli i partner che si trovano a dover gestire una situazione del genere).

Intanto lo stesso Ministero dell’Economia ci dice che non c’è più l’emergenza creditori, perché a) si è ridotto di quasi la metà lo stock di debito e b) i tempi di pagamento sono oramai a 60 gg. Ma tutto questo oramai non importa perché oramai ci stiamo già abituando all’idea che possano esistere i minibot nella lora immensa pericolosità. Una cosa su cui si potrebbe fare una grande campagna da parte dell’opposizione… se fosse stata attenta e non avesse votato la mozione.

Eh, sì, Borghi è proprio un genio, un Einstein soprattutto se comparato ad un’opposizione che si è fatta uccellare in questo maniera.

(Nota: l’idea di Borghi, presente anche nel Contratto di Governo a pag. 21 – quindi condivisa dal MoVimento 5 Stelle – ha lo stesso potenziale distruttivo per il paese di un’invasione di cavallette associato a 12 mesi di siccità, se non la pensate così consiglio di leggere questo fantastico racconto di Fabio Sabatini sulla questione).



– 40, ma alla via così

(I potenti mezzi del Caffè e l’Opinione sono riusciti a rientrare nella sede del PD al momento dei risultati dei ballottaggi delle comunali: altro immenso scoop dopo quello post-europee)

“Segretario sono arrivati i risultati!”

“Bene, come siamo andati?”

“Abbiamo ripreso Livorno e conservato Reggio Emilia e Prato, ma soprattutto abbiamo preso Rovigo…” – “Ottimo, questo conferma il trend…” – “… abbiamo perso Ferrara…”- “negativo delle europee continua all’anima de li mort**** loro” – “…dopo 74 anni” – “Che fai? Infierisci?” – “No, si figuri, non le ancora detto che abbiamo perso 40 comuni in tutto, fra cui Campobasso” – “Campobasso è Padania?” – “No, ha vinto il MoVimento 5 Stelle al ballottaggio con i nostri voti, Segretario, detto questo, solita Cacio e Pepe alla Vecchia Roma? Prenoto?”

Segue un lungo sorridente silenzio di Zingaretti.

“Segretario?”

“Lascia perde’ ‘sta Cacio e Pepe, prenota da Monticelli a Campobasso, chiama l’autista che partiamo subito, io faccio una scappata veloce a Palazzo Piacentini, venitemi a prendere fra 2 ore là”.

Esce di gran carriera, i suoi aiutanti, intanto si guardano attorno.

“Anto’, perché Palazzo Piacentini, non è la sede del MISE?” – “Sì, Robbe’, purtroppo è proprio la sede del MISE”…

(Ovviamente, tutto questo non è vero, Zingaretti non è a Campobasso ora).

 

Le vignette pubblicate sono di Ru, i testi di Simone Bonzano – quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale


il Caffè e l’Opinione

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