Sognare è vivere. Natalie Portman e il suo primo film: tra la psiche umana e il conflitto israelo-palestinese - il Caffè al Cinema del 15-6-2017

Gilad Kahana, Amir Teller e Natalie Portman in una scena di "Sognare è Vivere". Foto: Focus World

Gilad Kahana, Amir Teller e Natalie Portman in una scena di "Sognare è Vivere". Foto: Focus World

Andresti a vedere un film scritto e diretto da Natalie Portman?

La domanda sorge spontanea quando, scorrendo i film in programma nelle sale italiane, sotto al titolo Sognare è vivere (A Tale of Love and Darkness nella versione originale), affianco alla voce “Regia” compare il nome dell’attrice israeliana dal passaporto statunitense.

Parliamoci chiaro: Natalie Portman non ha bisogno di presentazioni. La sua carriera d'attrice, iniziata all'età di 14 anni con Léon, film cult del regista francese Luc Besson (Nikita, Lucy, The Lady), è coronata di tanti (anche se non tutti) successi fra quali Cold Mountain, Star Wars, V per Vendetta e, soprattutto, Black Swan, il quale le è valso l'Oscar come miglior attrice nel 2011.

Ma come è Natalie Portman in qualità di regista e sceneggiatrice? Non rischia di essere un passo troppo lungo? Scopriamolo insieme.

Madre e figlio. L’idea del film, come racconta la stessa Portman, nasce dalla lettura romanzo autobiografico di Amos Oz chiamato, appunto, “A Tale of Love and Darkness”. La storia, nel film come nel libro, si svolge a Gerusalemme nel 1947, una città povera, ferita, ma, allo stesso tempo, fiera e saggia.

Qui, all’indomani del riconoscimento di Israele come Stato da parte delle Nazioni Unite (1947, Risoluzione 181), musulmani ed ebrei convivono in un equilibrio precario destinato a finire da lì a poco allo scoppio del primo conflitto arabo-israeliano. In questo quadro fatto di speranze e delusioni, si sviluppano le vicende di una madre e di suo figlio: Fania, interpretata dalla stessa Portman, e Amos, Amir Tessler. Un rapporto stretto, che riesce ad andare oltre l'amore materno e quello figliare. 

Amos è, infatti, un bambino dalla straordinaria sensibilità e saggezza, quasi insolita per la sua età. Dall'altro lato, Fania è una donna intelligente e riflessiva, ma anche fragile e malinconica. Quando le cose per lei si metteranno male, a causa dello scoppio del conflitto arabo-israeliano e della morte di una cara amica, sarà il figlio – e non il marito - l’unica persona che riuscirà a darle conforto. 

Amir Teller, Amos

Amir Teller, Amos

Natalie Portman, Fania

Natalie Portman, Fania

Israele e Palestina. Pur se l'attrice Natalie Portman aveva già affrontato ruoli psicologici impegnativi (uno su tutti, Black Swan), rimane sorprendente come la regista Natalie Portman sia capace di rincarare la dose, aggiungendo al dramma l'ambientazione: il controverso e delicato tema del conflitto tra Israele e Palestina. L’approccio alla questione, in quello che è poi un viaggio nella psiche e nella percezione popolare, è racchiuso in un’efficace monologo pronunciato dalla voce narrante (Amos da adulto).

Come due figli di uno stesso padre violento e non necessariamente sodali fra loro, così il popolo israeliano e quello palestinese, oppressi entrambi dall'Europa, finiscono per odiarsi invece di allearsi. Come i fratelli dell'esempio, essi vedono nel volto dell'altro quello maligno del padre. Così per i Palestinesi gli ebrei non sono altro che la longa manus del colonialismo europeo, mentre gli Ebrei vedono nelle rivolte arabe i prodromi di un nuovo odio razziale, i germi di un nazismo arabo.

La locandina del film

La locandina del film

Il verdetto. Straordinaria l’interpretazione del piccolo Amir Tessler (Amos) con cui è impossibile non simpatizzare sempre di più nello sviluppo della trama. Nonostante il suo personaggio sia un bambino timido e introverso, Amir è bravissimo a trasmettere al pubblico l’universo di pensieri e intuizioni che lo abitano.

Il risultato finale è un film sincero e delicato. Ma anche intenso e coinvolgente. Un valzer che si muove tra i meandri della psiche umana e le vicende della storia politica mondiale. In cui c’è spazio anche per un mistero: chi è davvero il giovane che Fania vede continuamente e di cui sembra essere innamorata?

E la domanda da cui siamo partiti – vedresti un film di Natalie Portman? – diventa: vedresti un altro film scritto e diretto da Natalie Portman?

La risposta è: assolutamente sì. Buona la prima.


Sognare è Vivere

Regia: Natalie Portman

Anno: 2017

Produzione: Focus World

Sito Ufficiale


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