Dal Torino Film Festival: Revenge - il Caffè al Cinema #Review

Una scena di Revenge di Coralie Fargeat, al suo lungometraggio d'esordio. Foto: Rezo Film/Revenge/Coralie Fargeat

Una scena di Revenge di Coralie Fargeat, al suo lungometraggio d'esordio. Foto: Rezo Film/Revenge/Coralie Fargeat

Un esordio di grande classe per la regista francese Coralie Fargeat. Un film che sa essere al tempo stesso riflessivo e dinamico, divertente e tragico, violento ed elegante.

Tre amici con la passione della caccia in ambienti estremi si danno appuntamento in una lussuosa villa ai margini del deserto.

Uno di loro, Richard, decide di arrivare con qualche giorno d'anticipo per stare da solo con Jen, una ragazza molto avvenente che sogna un futuro di successo nel mondo dello spettacolo. All'improvviso sopraggiungono gli altri due cacciatori - evidentemente inattesi - e l'idillio iniziale comincia ad assumere tinte più indefinite, fino a sfumare in una situazione carica di tensioni morbose e di allusioni al limite.

L'attrice Matilda Lutz nel film Revenge. Foto: Rezo Film/Revenge/Coralie Fargeat

L'attrice Matilda Lutz nel film Revenge. Foto: Rezo Film/Revenge/Coralie Fargeat

La dissoluzione dell'umano. Le inquadrature insistite su una mela morsicata che comincia ad andare a male costruiscono il preludio all'inevitabile dissoluzione violenta di un contesto instabile, in cui prevalgono le asimmetrie, e in cui troppi giochi sono stati aperti, ma ci si è dimenticati di fissarne le regole. La congiuntura è tale da portare a sviluppi di violenza spietata, al trionfo di strategie ferine, degne di belve in lotta per la sopravvivenza.

Tra numerosi e abili colpi di scena, la storia prosegue con un intreccio raffinato e ricco di citazioni e rimandi visivi e narrativi, dal cinema d'autore e popolare (Lolita, Carrie, Rambo, Motorpsycho, Kill Bill, Tomb Raider ...) ai riferimenti religiosi e classici (come la “crocifissione” redentrice o l'accecamento “omerico” del feroce aguzzino).

Vendetta e formazione. Complessivamente, “Revenge” può essere letto come una storia di formazione: un'evoluzione personale che ne racchiude una molto più ampia, collettiva e di genere, nel segno del riscatto culturale ed esistenziale. Su questo sfondo, certi stereotipi cinematografici e alcuni luoghi comuni (ad esempio, la donna-oggetto e la bionda di scarso carattere) vengono ripresi e rovesciati in modo piuttosto innovativo.

Sangue e violenza non possono, pertanto, che essere tra i veri protagonisti di una storia che pure si svolge in modo molto armonico e non perde mai il filo logico e i messaggi di fondo su cui è stata costruita, sopportando molto bene anche alcune situazioni paradossali. Ciò è un chiaro sintomo di un lavoro di scrittura molto curato e profondamente ponderato, che si accompagna a una grande padronanza tecnica da parte della regista e autrice Coralie Fargeat.

La tecnica. Anche tutto il montato è studiato e realizzato molto bene, in una struttura compatta e secondo una logica rigorosa, che valorizzano l'eloquenza dei particolari e di alcuni simbolismi efficaci. L'enfasi sui movimenti degli insetti, ad esempio, è preludio a delle svolte improvvise, espressione del fuoco che arde sotto la cenere. Anche più espliciti ed evocativi sono l'affrancamento dallo spuntone di legno, evidente rappresentazione della liberazione dal giogo fallico, o il fatidico e spiritoso marchio dell'angelo (vendicatore?) che cicatrizza la ferita.

Il cast è tutto decisamente all'altezza del lavoro, a partire dall'attrice italiana Matilda Lutz, che ha saputo affrontare in modo superbo una prova molto dura anche sul piano della resistenza fisica. Un'esperienza che potrebbe rivelarsi un vero rito di passaggio per la sua carriera.

Presentato fuori concorso al Torino Film Festival 2017 nella rassegna “After Hours”, se ne prevede l'uscita in Italia il 7 febbraio.


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Revenge

Francia 2017

Regia di Coralie Fargeat

Durata 108'

Sito ufficiale

Sito distribuzione

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Dal Torino Film Festival: Rey - il Caffè al Cinema del 12-01-2018