Piigs. Lassù a qualcuno siamo indifferenti, ovvero: chi sono i veri maiali? - il Caffè al Cinema del 6-5-2017

 Una scena del film Piigs, ovvero come imparai a preoccuparmi e a combattere l'austerity.

Una scena del film Piigs, ovvero come imparai a preoccuparmi e a combattere l'austerity.

"Un film tratto da una storia vera: la tua”, questo è "Piigs, ovvero come imparai a preoccuparmi e a combattere l’austerity”, il film di Adriano Cutraro, Federico Greco e Mirko Melchiorre uscito il 27 aprile nelle sale italiane.

L'acronimo Piigs fu usato per la prima volta da un giornalista del settimanale britannico The Economist per indicare i paesi che, nell'area dell'Euro e nell'Unione Europea, erano (e ancora in parte sono) maggiormente a rischio dal punto di vista finanziario, ovvero, Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna. Non solo l’ordine delle iniziali non è alfabetico, ma neanche ha a che fare con la crescente o decrescente criticità delle rispettive condizioni economiche.

Popoli e maiali. Questo, secondo il linguista e attivista politico statunitense Noam Chomsky, è il risultato volgare dell'arroganza di chi parla per conto del vero "potere". L'obiettivo è suggerire, mediante un semplice acronimo, che quei paesi si sarebbero comportati "da maiali", per cui hanno meritato di finire nei guai. Dati alla mano, si tratterebbe di un rozzo pregiudizio che può scadere nel razzismo con facilità, fino a suggerire l'incredibile idea per cui, nelle parole dell'economista Vladimiro Giacché, “siccome siamo incapaci di governarci, abbiamo bisogno di un qualcun altro che governi al posto nostro”.

 La sede della Commissione Europea, tra le entità poste sotto accusa in "Piigs"

La sede della Commissione Europea, tra le entità poste sotto accusa in "Piigs"

Un film per fare il punto. Per capire la situazione, occorre fermarsi e cercare di ricomporre un quadro organico in quello che si figura un progetto tanto violento quanto opaco, tanto burocratico quanto spietato. Un progetto duplice, che si auto-presenta come privo di alternative e di vie d'uscita, ovvero l'Unione Europea e l'Eurozona: il vero tema di Piigs.

Il film si ispira al lavoro del giornalista Paolo Barnard, italiano di parziale ascendenza britannica famoso per le sue inchieste - come quelle sulle torture dei militari italiani in Somalia e sul comparaggio farmaceutico - e impegnato da anni in una battaglia contro i poteri finanziari. L'obiettivo? Cercare di spiegare i contraccolpi e le ragioni di fondo del "disastro socio-economico e democratico" in cui si trova l'Europa. 

Pregiudizi. Un’operazione fondamentale, a questo scopo, è la demolizione di una serie di luoghi comuni e di pregiudizi, a volte innestati su un moralismo di bassa lega, come – ad esempio – l’idea per cui la Germania sia in condizioni economiche migliori perché i tedeschi lavorano più degli altri. Si scopre, così, che, di solito, i media a grande diffusione trattano concetti come debito pubblico, deficit e inflazione sulla base di presupposti ideologici, spesso falsi e quasi sempre fuorvianti.

Le vite di noialtri. La narrazione è lasciata alla voce di Claudio Santamaria (e di Willem Dafoe nella versione inglese del film), mentre le testimonianze sono quelle di filosofi, economisti, giornalisti, politici, scrittori e operatori del sociale. Fra questi ultimi, i lavoratori della cooperativa “Il Pungiglione”, di Monterotondo, in provincia di Roma, la quale si occupa di disabili e dà lavoro a numerose persone. La sua storia funge qui da termometro di una situazione folle e, nelle parole degli autori, insostenibile.

In breve tempo, la cooperativa che in decenni di attività aveva dimostrato efficienza e concretezza si ritrova a non ricevere più pagamenti  dagli enti pubblici, in virtù del Patto di Stabilità. Questo, continua il film, è il risultato concreto delle ricette dell'austerità (quella “Austerity” che, come ci ripetono i politici italiani, “ci chiede l'Europa”), e dei suoi tagli feroci e indiscriminati alla spesa pubblica, in particolar modo quella, appunto, indirizzata alle politiche sociali.

Consumatori in un mondo non democratico. Come argomentato dallo scrittore Erri de Luca, quelli che erano i diritti garantiti, almeno sulla carta, vengono trasformati in servizi offerti in un regime di mercato. In questo sistema i cittadini si trasformano in clienti o consumatori, i quali, a seconda delle disponibilità economiche personali, possono permettersi o meno di accedere ai suddetti servizi. Non si tratterebbe semplicemente di un deficit di democrazia: l'ex-Ministro dell'Economia greco (e bandiera di una parte della sinistra critica europea) Yanis Varoufakis sostiene che l'Unione Europea "non sa cosa sia la democrazia".

 Yanis Varoufakis, ex-Ministro delle Finanze greco e voce importante della critica all'Unione Europea.

Yanis Varoufakis, ex-Ministro delle Finanze greco e voce importante della critica all'Unione Europea.

Tutto sommato “Piigs” coinvolge molto bene lo spettatore, con una narrazione dal ritmo sostenuto e non priva di momenti suggestivi, ma qui non si può evitare di segnalare alcuni aspetti meno lodevoli.

Se un’attenzione non adeguata su alcuni temi specifici può essere giustificata dal fatto che si tratta di una produzione indipendente e priva di finanziatori importanti, meno scusabile è la frequenza con cui il film indulge ad un linguaggio da giornalismo televisivo, trascurando un po' le potenzialità del mezzo cinematografico, a dispetto di quanto alcune belle sequenze iniziali lasciavano sperare.


Piigs, ovvero come imparai a preoccuparmi e a combattere l’austerity

Regia: Adriano Cutraro, Federico Greco e Mirko Melchiorre

Anno: 2017

Produzione: Fil Rouge Media

Sito Ufficiale


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