Cherrypicking o l’ennesima fakenews sugli attacchi chimici in Siria

cherrypicking

Sulla Siria c’è l’abitudine, da parte degli assadisti, di fare del sano cherrypicking che altro non è che l’altro lato delle Fake News.

Il termine inglese Cherrypicking indica, letteralmente, l’atto di prendere una singola ciliegia, magari da un opulento cesto di frutta assortita. Questa parola, però, viene utilizzata anche per quell’attitudine, conscia o inconscia, di prendere e utilizzare solo fatti e argomenti a sostegno della nostra tesi in un contesto complesso. Scartando, viceversa, gli elementi che la contraddicono.

Nello sterminato panorama della disinformazione sulla Siria, di cui abbiamo già abbondantemente parlato su il Caffè e l’Opinione (qui e qui), anche il Cherrypicking merita un posto di tutto riguardo. Ne ha dato prova, in un articolo uscito domenica 17 febbraio, la versione online de “Il Secolo d’Italia”, storico quotidiano della destra italiana diretto da Francesco Storace.


L’articolo in questione

Un pezzo firmato da Robert Perdicchi – nome che non figura tra gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti né da alcun altra parte, palesemente uno pseudonimo – titola con veemenza:

“Boldrini e Saviano si indignarono, ma la strage di Douma era una fake news. Ecco le prove”.

Il riferimento è al sospetto attacco chimico lanciato il 7 aprile 2018 sulla cittadina siriana di Douma, alle porte di Damasco. All’epoca, personaggi noti in Italia – tra cui lo scrittore Roberto Saviano e la presidente Laura Boldrini – si unirono ad una campagna social contro gli attacchi chimici, coprendosi la bocca in segno di protesta, con l’hashtag #stopchemicalattacks.

L’attacco, è bene ricordarlo, portò ad un raid americano contro obiettivi militari del regime siriano, ritenuto responsabile dell’utilizzo di armi chimiche a danno di civili. Un’iniziativa bellica che fece gridare sovranisti, populisti, putiniani, rossobruni e anti-imperialisti tutti, al pericolo di una fantomatica “terza guerra mondiale”. Cosa che poi, com’è noto, non si verificò.

Quasi un anno dopo, a bocce ferme, spunta l’ennesimo articolo che nega totalmente l’utilizzo di armi chimiche a Douma, tramite una magistrale operazione di Cherrypicking.



Vediamo come

“La denuncia – scrive il Secolo – arriva su Fb da una giornalista italiana freelance, Enrica Perucchietti, che riprende le conclusioni a cui è arrivata la Bbc: «Dopo sei mesi di indagini, posso senza dubbio confermare che il video nell’ospedale di Douma era una messa in scena. Non ci sono state vittime all’ospedale» riferisce il produttore della Bbc Riam Dalati, secondo cui l’attacco chimico nella città siriana di Douma fu un falso per far ricadere la colpa su Assad, scatenare la reazione internazionale e sperare in un intervento globale”.

Fermi un attimo, cerchiamo di capire di chi stiamo parlando. Enrica Perucchietti, scrittrice e giornalista – assente nell’elenco dell’ODG – si definisce sulla sua pagina Facebook “Docente presso la Libera Università italiana degli Studi Esoterici “Achille D’Angelo − Giacomo Catinella” − Facoltà di Scienze Tradizionali ed Esoteriche della Saint Nicholas Moscow University”.

Tra le sue opere più importanti, “Il fattore OZ, alienei sciamanesimo e multidimensionalità”, “I maestri invisibili del nuovo ordine mondiale. I burattinai occulti del potere”, “Il lato di B di Matteo Renzi”, “Il paradigma del controllo per una società trasparente” e, soprattutto, “DMT. Terzo occhio o inganno dello spirito”.

Sarebbe sufficiente questo per smettere di scriverne, ma torniamo alla “notizia”.


Cosa dice la BBC

Le cosiddette “conclusioni a cui è arrivata la Bbc” – di cui parla il Secolo – si riferiscono ad un tweet estrapolato da un thread del produttore Riam Dalati. La Perucchietti, una che ha meno di 300 followers su twitter, forse non sa – o finge di non sapere – cosa sia un thread, cioè una “catena” di tweet pubblicati sul medesimo argomento.

Si tratta di un espediente utilizzato per ovviare al limite di caratteri imposto dal social network per ogni “cinguettio”.

E proprio qui entra in scena l’operazione Cherrypicking. In un tweet della stessa catena, infatti, il produttore scrive – addirittura in maiuscolo per far arrivare meglio il concetto – che l’attacco chimico C’E’ STATO, che non è stato provato l’uso dell’agente nervino sarin e che sarà l’Opac (Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche) a verificare che non sia stato utilizzato gas clorino.

In altri termini, Dalati non mette in discussione che l’attacco sia avvenuto, quanto il fatto che i video girati all’ospedale di Douma fossero congegnati in modo tale da massimizzarne l’effetto mediatico.

I dottori e i volontari dei White Helmets che compaiono nel video, precisa l’uomo della BBC in un altro tweet, erano sotto costante minaccia da parte dei miliziani di Jaysh al-Islam, gruppo combattente legato al jihad sunnita, che aveva tutto l’interesse possibile a puntare il dito contro il regime.


Il tweet originale di Riam Dalati


Cherrypicking by “Il Secolo”

Sul “Secolo d’Italia”, invece, si sostiene che “la strage di Douma fu in gran parte, se non del tutto (si noti l’ammiccamento bufalaro, ndr), frutto della propaganda dei ribelli, conniventi con l’Isis”. Occorre precisare che tra i vari gruppi di ispirazione islamica in Siria, tale esplicita connivenza tra Jaysh al-Islam e il sedicente Stato Islamico non è affatto diretta come l’articolo vorrebbe far credere.

Il tweet di cui parla la Perucchietti, estrapolato dal suo contesto in piena ottica Cherrypicking, ha sollevato un tale ginepraio tra le stelle della galassia pro-Assad, che l’autore lo ha cancellato insieme a tutto il thread che lo conteneva.

L’esperta italiana di esoterismo è riuscita persino a bruciare sul tempo Vanessa Beeley, nota a chi si occupa di Siria come “la dama pro-Assad” per eccellenza. La Beeley, anch’ella sedicente giornalista indipendente, ha pubblicato il 18 febbraio – 24 ore dopo il post della Perucchietti su Fb – un articolo improntato alla stessa identica operazione di Cherrypicking sul portale MintPress, dove scrive anche un’altra stella della galassia internazionale pro-Assad come Max Blumenthal.  Articolo oggetto di debunking e ridicolizzato da esperti del settore come Scott Lucas, dell’Università di Birmingham, ed Eliot Higgins (fondatore della piattaforma di giornalismo investigativo Bellingcat).



Le indagini

Occorre precisare come a luglio scorso, sia stato divulgato il rapporto preliminare stilato dall’Opac che sta indagando su quanto accaduto a Douma ad aprile.

Il documento – preliminare – sostiene che “I risultati mostrano che nessun agente nervino organo-fosforico o i relativi prodotti di degradazione sono stati rilevati nei campioni ambientali o nei campioni di plasma prelevati sulle presunte vittime”.

Tanto è bastato perché gli assadisti gridassero di nuovo alla bufala. Però, il testo prosegue chiarendo che “Insieme ai residui esplosivi – frutto di bombardamenti a tappeto effettuati da Assad e dai russi nei giorni precedenti all’attacco chimico – sono stati trovati vari prodotti chimici clorurati nei campioni provenienti da due siti”. Il comunicato conclude che “Il lavoro del team per stabilire il significato di questi risultati è ancora in corso”.

Insomma, la verità sull’attacco sarà l’organo preposto – col mandato delle Nazioni Unite – a stabilirla una volta per tutte. Ma intanto operazioni come questa, di Cherrypicking e di travisamento delle notizie, finiscono per sedimentare dubbi inopportuni in un’opinione pubblica sempre più incattivita e sospettosa nei confronti del cosiddetto “mainstream”.


La “notizia” è stata ripresa in Italia anche da L’Antidiplomatico [noto per le posizioni pro-Assad e “rossobrune”, NdR] – che però prende il thread per intero –  e da Sputnik [proprietà del Cremlino] che addirittura scambia il produttore Riam Dalati per una donna, probabilmente per la foga di lanciare la bufala.

Nessuno dei due, ahilei, cita Enrica Perucchietti.

PS: sul fatto che siano proprio Roberto Saviano e Laura Boldrini il bersaglio della filippica de “Il Secolo d’Italia”ritengo non occorra dare ulteriori spiegazioni.


il Caffè e l’Opinione

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