Turchia, un anno dopo: il futuro di un paese diviso – CO Reloaded del 13-7-2017

Il 15 luglio 2016, una parte delle forze armate turche decide di destituire il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Il golpe fallirà, ma a distanza di 12 mesi, la Turchia è lungi dall’aver ritrovato la stabilità. Il paese è, infatti, sempre più diviso, fra tradizionalisti religiosi, kemalisti laici, e la minoranza curda. 

Russia e Turchia: il possibile accordo che pesa sul futuro della Siria – CO Reloaded del 4-7-2017

Il 10 luglio si riapriranno ad Astana in Kazakistan i colloqui di pace sulla Siria organizzati da Russia, Iran e Turchia. In ballo il futuro di due territori strategici per il futuro della Guerra Civile Siriana dopo la ormai sempre più vicina presa di Raqqa: Idlib ed Ifrin. Proprio Mosca ed Ankara potrebbero, in questa sede, raggiungere un accordo di spartizione territoriale ai danni dei “Ribelli” e dei Curdi della Rojava.

Quale futuro per Siria ed Iraq dopo l’ISIS – CO Reloaded del 30-6-2017

Parlando come sarà il “nuovo” Medio-Oriente dopo la sconfitta dell’ISIS a Mosul e a Raqqa, si discute spesso dei suoi confini. La situazione, fra la richiesta d’indipendenza del Kurdistan iracheno, l’ascesa politica della Rojava e i vari gruppi attivi in Siria, lascia presagire un futuro di incertezza sia per l’Iraq che per la Siria, ma quali sono le parti in causa e com’è, ad oggi, la situazione a terra?

Il Kurdistan ed il futuro dell’Iraq post-ISIS – CO Reloaded del 27-6-2017

A fronte dell’imminente sconfitta dello Stato Islamico a Mosul, nel nord del paese, rimane aperta una domanda: quale futuro per un Iraq devastato dalle divisioni settarie fra sciiti e sunniti? Prima ancora di discutere del futuro assetto del nord del paese, bisognerà però affrontare lo status del Kurdistan iracheno, la regione che occupa le province nordorientali dell’Iraq.

La guerra del pane e la morte dello “chavismo” del Venezuela – CO Reloaded del 8-4-2017

La guerra del pane del Venezuela è solo uno degli esempi della crisi economica e politica di quello che era uno dei paesi più ricchi del Latino America. Mentre nelle piazze continuano le proteste contro il regime populista di Nicolas Maduro, il presidente accusa i panettieri di essere i responsabili della fame nel paese: l’ennesimo disperato tentativo di salvare quello che rimane del chavismo.